Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

Data Fabric, perché è una realtà nell’era multicloud

pittogramma Zerouno

Data Fabric, perché è una realtà nell’era multicloud

25 Nov 2016

di Arianna Leonardi

All’Insight di Berlino, NetApp ha dichiarato che l’architettura per gestire i dati in ambienti ibridi è arrivata alla concretizzazione. Abbiamo cercato di capire come e perché

BERLINO – I percorsi verso nuovi ambienti multicloud hanno dominato la scena del NetApp Insights 2016, l’appuntamento annuale di aggiornamento tecnico dedicato a clienti e partner (ZeroUno ha partecipato all’edizione europea, seguita all’americana, che si è tenuta in novembre a Berlino). Con il claim “Data Fabric Now”, NetApp si è focalizzata sull’architettura per la gestione delle informazioni all’interno del cloud ibrido. “Due anni fa – ha raccontato Joel Reich, EVP Product Operations della società – siamo partiti dal concetto di Data Fabric e ora finalmente la strategia si è tramutata in roadmap tecnologica, permettendo di raggiungere l’obiettivo principe di qualsiasi azienda: la gestione, nonché la disponibilità sempre e ovunque delle informazioni, la moneta di scambio della nuova era”. Il progetto sta prendendo forma e l’appuntamento tedesco è stata l’occasione per dipanare i dubbi e ricostruire il puzzle, grazie agli esperti NetApp.

Movimentare i dati in totale libertà

Joel Reich, EVP Product Operations di NetApp

Tra le dichiarazioni più rilevanti, l’obiettivo dell’architettura: la mobilità del dato in sistemi It eterogenei, con facilità, in continuità e senza lock-in (parola d’ordine “clexit”, ovvero la capacità di programmare la “cloud exit strategy” grazie alle soluzioni NetApp che permettono di mantenere il controllo sul dato).
“Data Fabric – ha puntualizzato Reich – si indirizza a tre sfide principali: semplificare e modernizzare le infrastrutture It, abolendo i silos che ostacolano la digital transformation e introducendo la tecnologia flash; scalare e accelerare le performance di business; sfruttare i dati e le risorse computazionali da qualsiasi luogo”.

Tre sono anche gli attori di riferimento dell’offerta NetApp, ovvero aziende utenti, service provider e hyper-scaler (Aws e Microsoft Azure) e le modalità di fruizione di Ontap (il sistema operativo per il data management, oggi alla versione 9). “Ontap – ha precisato Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering della società – può risiedere direttamente nelle nostre appliance, sulla nuvola [Ontap Cloud per gli hyper-scaler, ndr] oppure su server e dischi commodity [Ontap Select, ndr], estendendo in qualsiasi ambiente le stesse funzionalità di gestione, deduplica, compressione, snapshot, backup e recovery”. Ecco che la componente software diventa il fil rouge che permette la movimentazione di dati e applicazioni dai sistemi on-premise alla nuvola (la realizzazione della filosofia Data Fabric, che Patano ha definito “cloud drag-and-drop”).

Backup e sincronizzazione in cloud

Roberto Patano, Senior Manager Systems Engineering di NetApp

Patano ha poi spostato il focus su un altro tassello: AltaVault, la tecnologia che permette di eseguire in sicurezza il backup sul cloud: “La soluzione – ha evidenziato il manager – è disponibile sia all’interno delle nostre appliance sia come software da implementare su altra macchina. È inoltre possibile fare il backup utilizzando soluzioni di terze parti e, sempre tramite AltaVault, replicare tutto nel cloud”.
La discussione è stata portata quindi su un’altra componente del sistema: Cloud Sync, una soluzione che sincronizza i dati dallo storage on-premise alla nuvola di Amazon, dove possono essere processati sfruttando le applicazioni e la capacità elaborativa dei servizi Aws. “Una volta ultimate le operazioni in cloud – ha detto Patano – il cliente è libero di riportare tutti i dati in casa, senza nessun vincolo e chiudendo i servizi Aws, in logica pay-per-use. Tra i campi di applicazioni ci sono le aziende che hanno bisogno di grande potenza di calcolo per attività analitiche [sul palco di Berlino è stato portato un progetto Nasa, ndr]”.

Mantenere il controllo sulle informazioni

Un altro punto di interesse all’Insights berlinese è stata la soluzione NetApp Private Storage (Nps): “Per alcune aziende esistono ancora barriere nel passare al cloud – ha commentato Patano -: con le soluzioni Nps, il cliente usufruisce in co-location dei nostri sistemi storage all’interno di un data center adibito [Equinix, ndr] e direttamente collegato alle infrastrutture dei cloud provider (da cui vengono erogati i servizi computazionali) grazie a una connessione di rete dedicata a bassa latenza e alta affidabilità. In questo modo si mantiene il controllo sulle informazioni, avendo accesso sicuro alle risorse degli hyper-scaler”.

Un ulteriore strumento di controllo è Cloud Manager, che permette la visibilità e la gestione delle risorse storage distribuite da un’unica interfaccia. Tali funzionalità di amministrazione confluiscono nel più recente OnCommand Insight Manager, un software agentless che permette di mappare tutti i componenti anche di terze parti del data center aziendale, evidenziando le correlazioni in ottica predittiva (l’evoluzione successiva, secondo le dichiarazioni di Patano, sarà l’estensione della soluzione anche agli ambienti It esterni).

Rientrano nella strategia Data Fabric anche i nuovi servizi BaaS (back-up as-a-service) in collaborazione con i service provider locali (attualmente non attivi in Italia), nonché il programma Hybrid Cloud Readiness Service, per supportare le aziende nella definizione delle strategie cloud.

Un’ultima sottolineatura importante all’Insights tedesco è stata l’acquisizione di SolidFire (conclusa nel dicembre 2015 per 870 milioni di dollari), che aveva sollevato qualche dubbio. La società, infatti, è specializzata in sistemi di storage all-flash caratterizzati da scalabilità, semplicità di gestione e funzionalità cloud e multitenancy: perché quindi aggiungere un’ulteriore famiglia di soluzioni all-flash al già ricco portfolio NetApp? I manager della multinazionale hanno ribadito che SolidFire si posiziona nella fascia più alta dell’offerta per supportare applicazioni web-scale all’interno dei next generation datacenter. Patano ha commentato che al di là delle performance e della scalabilità, il valore aggiunto di queste soluzioni è dato dalle funzionalità software-defined che permettono l’automazione nella gestione delle risorse storage. Dopotutto, oltre a Data Fabric, l’altro cavallo di battaglia di NetApp è la tecnologia Flash, tanto che Reich ha detto “Flash on-premise, everything in the cloud”, pur riconoscendo che questo sarà uno scenario auspicabile, ma per ora appannaggio solo di alcune realtà.

Arianna Leonardi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn

Twitter

Whatsapp

Facebook

Link

Articolo 1 di 4