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Confronto fra applicazioni di virtualizzazione: XenApp, ThinApp e App-V

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Virtualizzazione

Confronto fra applicazioni di virtualizzazione: XenApp, ThinApp e App-V

03 Feb 2014

di redazione TechTarget

Una breve comparazione delle applicazioni di virtualizzazione di Citrix, VmWare e Microsoft: un’ analisi delle differenti funzionalità, capacità e supporto che questi strumenti offrono

Quando si tratta di infrastruttura di desktop virtuale, gli amministratori hanno davanti a sé una varietà di scelte. Forse avreste voluto sapere le particolarità fra le opzioni dei software VDI (virtual desktop infrastructure), dei protocolli di display remoto, o le differenze fra tutte le licenze disponibili sul mercato. In questo articolo, preferiamo invece parlare di alcuni dei più grossi grattacapi che gli amministratori VDI si trovano a dover affrontare, per aiutarvi a comprendere chiaramente.

Ci sono così tanti strumenti di virtualizzazione delle applicazioni, che è importante sapere come distinguerli.

La virtualizzazione applicativa separa le applicazioni dal sistema operativo, permettendo all’IT di distribuire le applicazioni stesse nella modalità più efficiente possibile. Questi sono solo alcuni dei possibili benefici: non è necessario installare le applicazioni. Esse sono più facili da aggiornare e gestire per l’applicazione delle patch. Ed è possibile farne girare molteplici versioni sullo stesso sistema operativo. In aggiunta, nell’era del ‘bring your own device’ (BYOD), lo streaming di applicazioni consente all’IT di distribuire le applicazioni stesse verso molti tipi di endpoint.

Alcuni dei principali strumenti di distribuzione delle applicazioni sono VMware ThinApp, Citrix Systems XenApp e Microsoft App-V. Naturalmente, ogni prodotto si integra al meglio con le offerte del proprio vendor, quindi se utilizzateVMware View, per esempio, ThinApp potrebbe essere la vostra scelta migliore.

In questa comparazione delle applicazioni di virtualizzazione, svisceriamo le differenti funzionalità, capacità e supporto che questi strumenti offrono. Vediamo di capirle con chiarezza.


Citrix XenApp
ThinApp e App-V forniscono solo la virtualizzazione applicativa, ma XenApp è un sistema completo di distribuzione delle applicazioni. Citrix Streaming, di cui potete ottenere la licenza attraverso XenApp o XenDesktop, è la tecnologia di virtualizzazione applicativa del vendor.

XenApp è più o meno limitato al suo ambiente o a un ambiente XenClient, e ciò rende difficoltoso portarlo su altri sistemi. Tuttavia, Citrix ha aggiunto il supporto per Microsoft App-V in XenApp 6.0. Al Citrix Synergy 2012, l’azienda ha combinato XenApp con il suo prodotto per la virtualizzazione del desktop, XenDesktop, nell’offerta Excalibur. XenApp è utile negli ambienti IT che hanno un’ampia varietà di applicazioni – vecchie e nuove – e desiderano virtualizzarle con Citrix Streaming, che ThinApp e App-V non supportano.


Cosa c’è di nuovo in Citrix XenApp 6.5?
Citrix XenApp 6.5 riduce i tempi di avvio delle applicazioni attraverso la funzionalità Instant App Access. Miglioramenti al protocollo HDX permettono alle applicazioni di funzionare anche in ambienti dove la latenza nei tempi di risposta del sistema risulta più elevata. In più, XenApp 6.5 include un Mobility Pack che migliora la distribuzione delle applicazioni sui dispositivi mobile.


Cosa occorre sapere sulla migrazione a XenApp 6.5
Gli ambienti IT hanno davvero poco tempo per migrare da XenApp 4.5, 5.0 o 6.0, all’ultima versione. Il supporto per XenApp 4.5 finisce il 31 marzo 2013, e il supporto per la versione 6.0 termina il 15 luglio 2013, solo tre mesi più tardi. Poiché XenApp è basato su Host sessione Desktop remoto (Remote Desktop Session Host), gli amministratori devono anche essere consapevoli delle date di fine vita di Windows Server, e tenerne presente. Non tutte le applicazioni sono poi compatibili con tutte le versioni di Windows Server. Questi avvertimenti rendono le cose particolarmente difficili quando occorre licenziare e far girare XenApp e Citrix Streaming, rispetto ad altri strumenti di virtualizzazione applicativa.


VMware ThinApp
VMware ThinApp offre alcune funzionalità che XenApp e App-V non forniscono. Per esempio, esso permette di distribuire applicazioni anche offline, ed è il più portabile degli strumenti di virtualizzazione delle applicazioni. Potete far girare applicazioni ThinApp da quasi qualunque posizione, perché gli utenti non devono installare software o device driver. In più, essi non hanno necessità di avere diritti amministrativi per accedere alle applicazioni da posizioni remote, come la lounge di un aeroporto.

Tuttavia, alcuni amministratori dicono che VMware ThinApp è più difficile da dispiegare. È anche più complicato da usare per gestire le applicazioni, perché non viene fornito con una piattaforma centralizzata di amministrazione. Se state facendo sperimentazioni con il cloud e la mobility, dovreste anche sapere che ThinApp 4.7 si integra con Horizon Application Manager di VMware.


Tutto quello che dovete sapere su VMware ThinApp
VMware ThinApp 4.6 si integra con View 4.5 e versioni superiori, ma non tutti gli amministratori hanno l’esigenza di distribuire applicazioni virtualizzate su desktop virtuali. C’è molto da sapere su come licenziare, gestire e dispiegare applicazioni ThinApp – in particolare se le state usando in un ambiente View.


ThinApp Factory produce in massa applicazioni virtualizzate
Nuova creazione di VMware, ThinApp Factory automatizza il processo di confezionamento delle applicazioni. Questa appliance virtuale, che si inserisce in vCenter o VMware Workstation, libera le mani degli amministratori dalle operazioni di codifica e distribuzione.


Microsoft App-V
App-V fornisce una gestione centralizzata, in modo tale che gli amministratori possano limitare l’accesso degli utenti a certe applicazioni. Lo strumento di virtualizzazione applicativa di Microsoft è popolare negli ambienti che stanno migrando da Windows 7 a Windows 8, perché permette agli utenti d’interagire con applicazioni Windows virtualizzate, come Office. L’ultima versione, App-V 5.0, riduce i requisiti di spazio disco, permettendo all’IT di disattivare lo storage locale dell’applicazione. In aggiunta, la versione 5.0 dispone di funzionalità avanzate di diagnostica e monitoraggio delle applicazioni.


L’utente VMware vota per App-V
Sebbene gli amministratori apprezzino l’abilità di ThinApp di installare senza un agente, ci sono alcuni vantaggi nell’utilizzo di un approccio agent-based. App-V ha un componente software agente che ‘spinge’ le applicazioni verso l’utente senza impostazioni Active Directory, usando Microsoft System Center Configuration Manager. Questo strumento di virtualizzazione applicativa vi permette anche di dividere in componenti le suite di applicazioni (come Office) e distribuire gli applicativi senza perdere nessuna funzionalità d’integrazione.


Cosa c’è di nuovo in Microsoft App-V 5.0
L’ultima versione di App-V fornisce agli utenti un’esperienza applicativa più naturale. L’IT può anche dispiegare e tracciare le applicazioni attraverso Microsoft Silverlight, e ciò significa che è possibile accedere alla console di amministrazione via Internet. Per i lavoratori mobile, App-V 5.0 permette lo streaming delle applicazioni attraverso una WAN usando Direct Access, e si integra anche con Windows To Go.


Scegliere uno strumento di virtualizzazione applicativa
Una volta considerate le varie opzioni, siete pronti per selezionare uno strumento di virtualizzazione applicativa.Ricordatevi solo che i maggiori vendor non rappresentano le uniche scelte possibili.


Citrix, VMware, Microsoft competono per il dominio nella virtualizzazione applicativa
Ciascuno di questi strumenti di virtualizzazione delle applicazioni ha i suoi pro e contro, e il divario fra essi si sta chiudendo. VMware in particolare ha una strada dura da percorrere, perché Citrix e Microsoft sono stretti partner. ThinApp ha a suo favore la portabilità, ma App-V supporta le applicazioni a 64 bit e le applicazioni server, che ThinApp non supporta.


Alternative ai maggiori vendor
Non dimenticate che ThinApp, XenApp e App-V non sono le uniche opzioni: esistono altri strumenti di virtualizzazione applicativa sul mercato. Per esempio, Spoon Studio è facile da usare e si integra con l’offerta cloud dell’azienda. InstallFree è un’altra opzione, ma non fornisce funzionalità offline.

redazione TechTarget

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