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5G e cloud: cosa cambia? Gli esperti individuano il lato oscuro dell’interoperabilità

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5G e cloud: cosa cambia? Gli esperti individuano il lato oscuro dell’interoperabilità

I principali fornitori di cloud hanno sposato il 5G attivando partnership e offerte. Al di là degli indubbi vantaggi, gli esperti evidenziano i limiti attuali dell’accoppiata tecnologica.

22 Mar 2021

di Laura Zanotti - Fonte TechTarget

5G e cloud computing come rampa d’accesso per i service provider. Le società di telecomunicazioni e i produttori di dispositivi stanno implementando tecnologie 5G che promettono velocità di rete più elevate e minore latenza.

Alla comparsa del 5G sono stati i servizi ad alta velocità a catturare i riflettori quando, in realtà, la svolta è nella migliore connettività a supporto dell’edge computing. Grazie al 5G gli architetti e gli sviluppatori aziendali possono creare app che elaborano i dati più vicino alla fonte mentre i fornitori di servizi cloud possono usare il 5G per colmare le lacune nel loro supporto per questi tipi di applicazioni.

5G e cloud: attenzione all’interoperabilità

I principali fornitori di cloud dispongono già di tecnologie e partnership per supportare i servizi 5G e l’edge computing. Tuttavia, gli esperti del settore ricordano come l’interoperabilità tra i servizi 5G sia al momento ancora limitata.

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“Le aziende, insieme ai fornitori di networking e ai cloud provider stanno iniziando ora a comprendere in che modo le tecnologie 5G possono adattarsi alle loro reti” ha spiegato George Burns, senior consultant for cloud operations di SPR, una società di consulenza IT.

Ma vediamo più nel dettaglio il binomio 5G e cloud che promette applicazioni più reattive, maggiori capacità di rete e consegna più rapida di contenuti e media.

5G e cloud

L’edge richiede un design di app moderno

Il matrimonio tra 5G e cloud computing è per molti versi una promanazione dell’offerta dei fornitori delle reti di distribuzione dei contenuti utilizzate per lo streaming video. Questi servizi di rete forniscono contenuti in base alla posizione geografica e si basano su server distribuiti per memorizzare nella cache il contenuto più vicino agli utenti finali. Il 5G supporterà un set completamente nuovo di applicazioni a bassa latenza che richiedono una rete edge distribuita per scalare.

Il 5G triangola elaborazione, archiviazione e rete abilitando l’edge computing multi-accesso (multi-access edge computing – MEC). Nonostante il numero crescente di opzioni rilasciate dai fornitori, il MEC è ancora nelle sue fasi iniziali.

Questa architettura di networking supporta capacità di elaborazione e archiviazione ai margini della rete, piuttosto che in un data center centrale o in una posizione cloud. Il MEC consente l’implementazione rapida e flessibile di nuove applicazioni e offre una latenza notevolmente inferiore e prestazioni migliori per applicazioni e dati locali rispetto alle risorse del data center centralizzato.

API e dispositivi edge

I fornitori di cloud, i fornitori di software, le imprese e altri player useranno i MEC per eseguire le applicazioni direttamente all’interno del perimetro di una rete di telecomunicazioni. Questo richiederà agli sviluppatori di app di progettare applicazioni che possono essere segmentate e distribuite in posizioni diverse. Le architetture monolitiche, infatti, saranno troppo pesanti.

Al contrario, i componenti dell’applicazione che richiedono un’analisi in tempo reale verranno distribuiti all’estremità. Le porzioni semi-in tempo reale verranno distribuite in strutture regionali o urbane e gli elementi non in tempo reale verranno distribuiti nei data center centrali centralizzati, compresi quelli gestiti dai fornitori di cloud. I microservizi e le architetture di container emergenti potrebbero semplificare lo sviluppo di app per i server edge connessi al cloud tramite 5G. Ad esempio, aziende come Liberty Mutual Insurance stanno valutando come Kubernetes potrebbe estendere lo stesso modello di sviluppo dichiarativo e basato su API ai dispositivi edge.

La risposta dei fornitori di servizi cloud al 5G

Per capitalizzare 5G e cloud, i fornitori hanno ampliato le loro offerte ibride ed edge, hanno collaborato con le società di telecomunicazioni e hanno costruito o acquisito servizi specifici per il 5G. Come sottolineano gli esperti, AWS Outposts, Google Anthos e Microsoft Azure Stack sono appliance e servizi di cloud ibrido che si prestano naturalmente a casi d’uso 5G MEC.

Mentre Azure Stack e AWS Outposts hanno fattori di forma limitati, il che limita le loro funzionalità edge, Google Anthos viene fornito come una piattaforma software che può essere implementata praticamente su qualsiasi hardware del cliente. In teoria, le aziende e gli sviluppatori possono utilizzare Anthos per personalizzare le proprie implementazioni edge da zero. Azure Arc, un nuovo servizio di gestione di Microsoft, adotta un approccio simile.

Partnership che crescono

Le partnership mettono l’infrastruttura dei fornitori di servizi cloud in strutture di telecomunicazioni che potrebbero supportare il 5G.

  • AWS: Amazon ha collaborato con Verizon, Vodafone, KDDI e SK Telecom per presentare Wavelength, un’offerta di infrastruttura che integra elaborazione e archiviazione ai margini della rete 5G nelle principali aree metropolitane.
  • Microsoft: La casa di Redmond ha stretto un’alleanza con AT&T e sta pianificando il footprint di infrastrutture urbane più piccole con le sue Azure Edge Zones. Microsoft ha acquisito anche numerosi fornitori di software per telecomunicazioni tra cui Metaswitch Networks, che fornisce software di comunicazione nativo del cloud che supporta 5G, e Affirmed Networks, che fornisce servizi di rete virtualizzati che aiutano le società di telecomunicazioni a semplificare le loro reti e lanciare vari servizi 5G.
  • Google: il colosso di Mountain View collabora con AT&T, Verizon, Telefonica e Orange. Recentemente ha implementato i piani per un Global Mobile Edge Cloud e ha aggiunto Anthos per Telecom per fornire funzionalità simili a AWS Wavelength e Azure Edge Zones.

Tuttavia, nessuna di queste partnership ha ancora prodotto molta utilità per gli utenti. Solo il tempo potrà confermare o meno se gli operatori di rete mobile saranno in grado di scalare.

Margini di miglioramento

Oltre alle modifiche che i team IT dovranno apportare per adattarsi al 5G, gli osservatori esperti guardano con preoccupazione all’interoperabilità limitata. Le specifiche 5G lasciano alcuni dettagli intenzionalmente sciolti o aperti all’interpretazione, come il tipo di protezione crittografica da utilizzare. Gli sviluppatori di app dovranno lavorare a stretto contatto con i fornitori di servizi cloud per definire e sviluppare queste offerte e affrontare la natura frammentata delle architetture edge-cloud.

Al momento mancano gli ambienti di test 5G multi-vendor. La maggior parte delle iniziative ha coinvolto sistemi chiusi in cui venditori e fornitori di servizi utilizzano sforzi presumibilmente aperti per promuovere una particolare implementazione. Un approccio che limita l’innovazione e in futuro potrebbe costringere i fornitori di tecnologia e le imprese a scegliere da che parte stare o supportare più iniziative simultanee.

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Laura Zanotti - Fonte TechTarget

Giornalista

Ha iniziato a lavorare come technical writer e giornalista negli anni '80, collaborando con tutte le nascenti riviste di informatica e Telco. In oltre 30 anni di attività ha intervistato centinaia di Cio, Ceo e manager, raccontando le innovazioni, i problemi e le strategie vincenti delle imprese nazionali e multinazionali alle prese con la progressiva convergenza tra mondo analogico e digitale. E ancora oggi continua a farlo...

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