Smeup, lo sviluppo a componenti che rende il software eterno | ZeroUno

Smeup, lo sviluppo a componenti che rende il software eterno

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Smeup Point of View

Smeup, lo sviluppo a componenti che rende il software eterno

Attraverso un modello di sviluppo a componenti, smeup crea software per i più disparati tipi di utilizzo e che può essere facilmente aggiornato e attualizzato anche dopo anni di utilizzo, evitando in questo modo il rischio di obsolescenza

18 Nov 2021

di Redazione

È sicuramente l’approccio tecnologico la caratteristica che differenzia la software house smeup da una tipica realtà italiana che sviluppa software per le aziende di grandi dimensioni. Questo significa che smeup va oltre la creazione di funzionalità in senso stretto come la fatturazione elettronica, l’esterometro o il manufacturing execution system personalizzato. “Noi in più creiamo tecnologia – afferma Mauro Sanfilippo, CTO di smeup –. Abbiamo un laboratorio interno che utilizza le tecnologie cutting edge più recenti e avanzate per sviluppare gli strumenti che usiamo e che rilasciamo, anche in open source. In pratica, produciamo i tool che noi stessi utilizziamo”.

C’è però una peculiarità del software sviluppato da smeup che enfatizza Mauro Sanfilippo: “Il software che creiamo con i nostri tool non invecchia, nel senso che tra 5 o 10 anni potrà essere aggiornato per risultare ancora al passo con i tempi. Ciò invece non accade con le tradizionali applicazioni che risentono del passare del tempo e dopo un certo periodo vanno sostituite. E questo dovendo affrontare un processo che porta a fermare l’azienda, installare un nuovo software e trasferire tutto sulla nuova applicazione. Con i costi che implica un’attività di questo tipo”.

Software che non diventa mai vecchio

Ma come si può oggi creare un software che non risenta dell’obsolescenza e quindi tra una decina di anni non sia troppo vecchio e possa essere ancora usato e aggiornato? “Il progetto iniziale è fondamentale per poter rendere il software ristrutturabile ed evitare quindi di dover sostituire tutto” puntualizza Mauro Sanfilippo. Ed è agendo secondo questa logica che smeup sviluppa le applicazioni. Più in dettaglio, all’interno del suo laboratorio crea dei componenti standard, che integrati tra loro, possono essere usati per creare soluzioni in grado di soddisfare al meglio le più disparate necessità delle aziende.

“Quello che noi facciamo è proprio questo – conferma Mauro Sanfilippo –. Con i componenti creati in laboratorio costruiamo soluzioni su misura, personali e personalizzate. Come accade per ogni tipo di software, tali componenti possono evolvere, essere aggiornati e avere versioni successive. Quindi, per esempio, se oggi creo un componente per un’applicazione software che serve a costruire una griglia di dati in una pagina web e utilizzo certe tecnologie, tra un anno quelle tecnologie saranno obsolete. Con tutta probabilità anche il componente seguirà la stessa sorte. Questo però non rende obsoleta tutta l’applicazione. Infatti, basta aggiornare solo quel componente per ottenere un’applicazione più attuale che continua a funzionare perfettamente ed è al passo con i tempi”.

Questo è quello che smeup chiama “The infinite software”, ovvero il software che è in grado di sopravvivere a sé stesso.

Un componente, innumerevoli utilizzi

La software house smeup ha come mercato di riferimento quello del manufacturing. Tuttavia, i componenti software che realizza si prestano ai tipi di impiego più disparati. Ne sono un esempio un’app per gestire il “pick your own” in un’azienda agricola che coltiva mirtilli. “Dichiari di essere entrato, accedi tramite sensori e GPS, pesi il tuo contenitore, con tecnologie IOT di comunicazione tra app e bilancia, con i tuoi bambini raccogli i mirtilli, li pesi, paghi con l’app, con i può moderni sistemi di pagamento online, e vai a casa: è il vero chilometro zero – precisa Mauro Sanfilippo –. Abbiamo creato questa applicazione usando le stesse identiche tecnologie che usiamo per la fatturazione elettronica o per la gestione degli ordini fornitori”. Questo dimostra sia la flessibilità dei nostri componenti, sia il loro avanzamento tecnologico.

Un altro esempio di sviluppo a componenti è il sistema di prenotazione per le visite alle cantine Berlucchi che viene gestito a partire dal sito del noto produttore vinicolo della Franciacorta.

Smeup ha sfruttato le proprie capacità di sviluppo anche per risolvere un problema “personale”: gestire l’office booking durante la pandemia di Covid-19. È stata così creata un’app che è sempre aggiornata sulla quantità di persone presenti in tutte le 14 sedi di smeup, avvertendo quindi se si è già raggiunto il massimo numero consentito dal contingentamento. Una volta in azienda, la stessa app prende nota della temperatura, comunicando con un termometro IOT, e consente di dichiarare l’assenza dei sintomi tipici del Covid-19. “Quando è stato necessario abilitare l’ingresso in azienda con la verifica del Green Pass –sottolinea Mauro Sanfilippo – ci è bastato aggiungere un nuovo componente e l’applicazione è stata immediatamente aggiornata e attualizzata. Altro aspetto da sottolineare, perchè le esigenze cambiano e il software deve seguirle in modo economicamente sostenibile, “ecologico”. Anche in questo caso non si tratta di un software gestionale, ma lo abbiamo sviluppato sempre con le stesse tecnologie”.

Il canale diretto e i partner

La strategia di business di smeup prevede due canali differenti e differenziati. Il primo è il contatto diretto con il cliente, essenzialmente medie e grandi aziende, che porta allo sviluppo in prima persona della soluzione software. Il secondo canale, invece, riguarda i partner e lo sviluppo tramite terze parti. In questo caso smeup fornisce il software (i componenti di cui si è parlato), spesso in modalità open source, per consentire ad altre aziende di sviluppare soluzioni proprie. In questo caso smeup si propone come consulente dei propri partner per fornire loro le competenze necessarie a sfruttare al meglio le componenti per lo sviluppo.

In questo senso va precisato che smeup fa molto ma non fa tutto. “Nel nostro laboratorio creiamo i componenti che non troviamo già disponibili – asserisce Mauro Sanfilippo –. Quelli che invece troviamo pronti li usiamo, ovviamente dopo aver eseguito le valutazioni giuste per verificarne l’affidabilità. In questo modo possiamo fornire la stessa garanzia come se li avessimo fatti noi”.

Come si sviluppa il software che resiste al tempo?

Smeup crede molto nel valore della formazione e organizza spesso eventi con tema lo sviluppo del software. “The infinite software” è il titolo del prossimo evento gratuito che smeup ha in programma per il pomeriggio del 22 novembre prossimo e a cui si potrà assistere sia in presenza presso la sede della stessa smeup sia tramite web. L’evento, che è indirizzato a sviluppatori e a ISV (Independent Software Vendor), avrà un carattere informativo e, soprattutto, formativo, sarà strutturato in cinque moduli consecutivi (della durata di 30 minuti ciascuno) per poter essere seguiti nella loro interezza. L’obiettivo è fare il punto sullo sviluppo in un periodo in cui il software è sempre meno autosufficiente perché è intimamente collegato al mondo che lo circonda, usa software scritto da altri, usa periferiche, si appoggia a sistemi operativi, comunica con reti, si rivolge a utenti di formazione e cultura diverse. Ma se il software è progettato bene, secondo alcuni precisi principi, può sopravvivere a sé stesso e guadagnare l’immortalità. Per scoprire come, basta partecipare all’evento di smeup.

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Redazione

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