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On demand: adesso ci prova SAP

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On demand: adesso ci prova SAP

12 Mar 2008

di Stefano Uberti Foppa

Lo scarso successo nel nostro Paese delle soluzioni on demand alla prova della nuova offerta del colosso tedesco. Business by Design, soluzione per le medie imprese che vogliono avere un Erp pagando un canone mensile. Delicati equilibri sul fronte delle terze parti…

Con molta enfasi (“l’annuncio più importante della mia vita professionale”  ha esordito Augusto Abbarchi, Amministratore Delegato di Sap Italia, che ha ripreso l’enfatizzazione data dal Ceo di Sap, Henning Kagermann quando, lo scorso settembre, venne lanciato a New York) è stato rilasciato anche per il mercato italiano Sap Business by Design. Progettato da zero per essere fruito on demand, a fronte di un canone mensile di 133 euro per utente e disponendo di un browser e di un pc si potrà, nelle intenzioni di Sap, procedere via clic all’auto configurazione di un sistema Erp, lasciando a Sap, con la scelta on demand, tutto il carico finanziario delle piattaforme hardware, delle persone, della gestione del sistema, dei servizi di personalizzazione. È una storia, quella delle applicazioni on demand, che si è già sentita nel mondo del gestionale qui in Italia, e che fino ad oggi, a dire il vero, non ha portato grandi scostamenti al più tradizionale approccio “on premise”, cioè all’acquisto e gestione diretta della piattaforma applicativa da parte del cliente. Cosa cambia allora? Innanzitutto il fatto che il player si chiama Sap, “anche se nel nostro Paese – come ha sottolineato Abbarchi – vogliamo avere con questo prodotto un percorso di introduzione sul mercato non particolarmente aggressivo: vogliamo capire e farci capire”.
Business by Design si rivolge nello specifico alla dimensione di media impresa nella fascia che Sap identifica tra i 75 e i 500 dipendenti. E soprattutto si inserisce in un portafoglio di offerta per la Pmi e la media impresa che vede la presenza di altri due prodotti: All in One (indirizzato, nelle strategie Sap, ad un target di azienda dai 500 ai 2500 dipendenti, prodotto che in Italia conta oggi circa 1040 clienti) e Sap Business One, indirizzato a realtà sotto i 100 dipendenti (ambito dove Sap detiene oggi una quota irrisoria di 825 clienti su qualche milione di piccole imprese). Nella fascia mediana, appunto, si inserisce da oggi Business by Design che sviluppato su piattaforma Netweaver, si propone come soluzione completa di funzionalità che l’utente può installarsi via Web (e fruendo dei moduli di volta in volta a lui necessari),  attraverso una navigazione guidata: Gestione amministrativo-Finanziaria, Crm, Hr management, Scm, Gestione progetti, Supplier Relationship Management, Compliance management, Supporto Gestione dirigenziale. “Tutti moduli installabili – come ha ottimisticamente sostenuto Abbarchi – in pochi giorni”.
Il prodotto si cala in una strategia per la media impresa che vede Sap fruire di un particolare momento evolutivo: “In periodi di criticità economica e competitiva, le Pmi tendono a riorganizzarsi e Sap, storicamente, in queste fasi è sempre cresciuta”, ha affermato l’amministratore delelgato. E i numeri sembrano dargli ragione: nel 2007, dal mercato della media impresa sono giunti  infatti 350 nuovi clienti e un aumento del 16% del fatturato. Ora la sfida con Business by Design sarà per Sap quella di riuscire a raggiungere, in Italia, un delicato equilibrio: da un lato convincere gli utenti a superare le perplessità che fin qui hanno contraddistinto le soluzioni on demand (si preferisce acquistare per possedere; non ci si vuole privare di dati strategici, pur nel rispetto di un’adeguata custodia e privacy; si ritiene l’on demand scarsamente adattabile ai propri processi aziendali); dall’altro lato servirà intervenire adeguatamente sul sistema di partner (“stiamo costruendo un significativo ecosistema a supporto di un modello di vendita a volume” ha detto Abbarchi) trovando anche per un prodotto che in teoria si scarica e si configura direttamente da Internet, quei servizi di supporto che possano rappresentare un business significativo e convincente per le terze parti.

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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