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La transizione di DevOps, dalle toolchain verso un’unica piattaforma di gestione

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Attualità

La transizione di DevOps, dalle toolchain verso un’unica piattaforma di gestione

In questa intervista, Riccardo Sanna, di Micro Focus, tratteggia la visione tecnologica e strategica del fornitore globale di software aziendali sul tema DevOps, indicando due soluzioni, ALM Octane e Project and Portfolio Management, in grado di facilitare l’implementazione di questa metodologia, e di renderla efficace ed efficiente, nelle grandi realtà aziendali

25 Ott 2021

di Giorgio Fusari

Il paradigma DevOps sta entrando in una nuova fase di maturità, e richiedendo strumenti capaci di fornire, a chi gestisce un progetto, una governance completa di tutti gli aspetti chiave, come gestione dei costi, qualità, compliance, sicurezza, che oggi riguardano il ciclo di sviluppo software (SDLC). Che i software usati nel modello di sviluppo DevOps, le cosiddette “toolchains” DevOps, stessero cambiando lo aveva già osservato la società di ricerca e consulenza Gartner, in un articolo pubblicato sul proprio blog verso fine 2020, spiegando che “i silos di automazione separati del passato stanno evolvendosi in piattaforme, che orchestrano la distribuzione delle applicazioni come flusso di valore”. In sostanza, gli analisti di Gartner rilevano che le organizzazioni stanno rivisitando le strategie toolchain: adottano architetture cloud, ed hanno necessità di semplificare la costruzione e gestione delle pipeline DevOps, minimizzando le spese legate all’orchestrazione, integrazione e governance; hanno inoltre l’esigenza d’implementare, dentro il flusso di lavoro, meccanismi di visibilità, tracciabilità, verificabilità e osservabilità a livello end-to-end.

Limiti delle toolchain DevOps

Sull’evoluzione di DevOps, la prospettiva del fornitore globale di software aziendali Micro Focus si pone esattamente in linea con queste analisi di mercato.

“Oggi, tutte le grandi aziende italiane hanno iniziative Agile o DevOps in essere, anche se con diversi livelli di maturità – spiega Riccardo Sanna, in Micro Focus responsabile sales engineering per Nord e Sud Europa -. Tuttavia, basandomi sulla mia esperienza, e seguendo non solo l’Italia ma anche il Nord Europa e l’area mediterranea, noto che adesso le imprese stanno cominciando a rilevare i limiti delle toolchain DevOps: queste vanno bene per sperimentare, e creare i primi prototipi delle varie implementazioni, ma quando parliamo di grandi aziende che, nello sviluppo di prodotti e applicazioni, devono anche produrre certificazioni di settore, e sono regolamentate e vincolate anche a livello normativo, le toolchain DevOps presentano limitazioni nell’essere portate a scala e soprattutto costi di gestione non trascurabili”.

Riccardo Sanna, Responsabile Sales Engineering per Nord e Sud Europa di Micro Focus

Unica piattaforma per gestire DevOps e metodi tradizionali

Il tempo e l’effort di sviluppo per mantenere integrate le toolchain è un problema, spiega Micro Focus, superabile adottando un’unica piattaforma di application lifecycle management, come ALM Octane. Una piattaforma che si può utilizzare indipendentemente da dove ci si trova nel percorso di maturazione verso DevOps, e che promette di far compiere un salto di qualità nella gestione del ciclo di sviluppo e distribuzione del software. “ALM Octane – sottolinea Sanna – è un’unica piattaforma, disponibile ‘as a service’, ed è in grado di supportare in modo completo sia i framework e progetti Agile e DevOps, sia le iniziative improntate su metodologie tradizionali, come ‘waterfall’ ”. La piattaforma lascia inoltre ai team di lavoro la libertà, ad esempio, di scegliere l’ambiente di sviluppo IDE (integrated development environment) preferito, open source o proprietario (Eclipse, Microsoft Visual Studio, IntelliJ IDEA), e di usare differenti tool SCM (Bitbucket, GitLab, Dimension CM) per la gestione del codice sorgente o, svariati strumenti CI/CD per l’automazione della pipeline di sviluppo.

Focus su qualità del codice e grandi organizzazioni

Altro aspetto chiave è l’approccio della piattaforma incentrato sulla qualità del codice e dell’applicazione creata. “DevOps accelera la velocità di sviluppo con l’automazione, ma oggi ci si è resi conto che occorre tenere sotto controllo la qualità della produzione, perché l’aderenza ai requisiti di compliance e sicurezza non sempre arriva come una conseguenza scontata”.

Da questo punto di vista, ALM Octane consente, ad esempio, di verificare la qualità, e il costo, di ciascuna build software prodotta; d’identificare chi ha apportato determinate modifiche a una build, o analizzare la storia di sviluppo e verificare ad esempio se, chi quando e come ha introdotto codice malevolo al suo interno. Sempre sotto il profilo della visibilità sull’intero ciclo di sviluppo, poter conoscere, ad esempio, quanto uno sviluppatore abbia contribuito alla creazione del codice di un’applicazione aiuta a valutare la sua criticità come risorsa aziendale.

Il terzo aspetto fondamentale è l’orientamento di ALM Octane alle esigenze delle organizzazioni di grosse dimensioni, che ricercano soluzioni in grado di rispondere a sfide di complessità e scalabilità. “L’investimento di Micro Focus in R&D ha la missione di rispondere alle necessità di trasformazione delle grandi aziende. Per il monitoraggio delle attività di sviluppo in DevOps, abbiamo progettato speciali algoritmi d’intelligenza artificiale, in grado di controllare enormi volumi di eventi, dall’esecuzione dei commit delle modifiche, alla rilevazione di bug, o altre problematiche, e capaci di identificare tempestivamente tali inconvenienti”.

Supervisione sulla strategia di business

Fin qui si è parlato delle funzionalità di ALM Octane nel supporto del ciclo di sviluppo del prodotto o dell’applicazione software, ma questa piattaforma si integra anche con un altro strumento chiave. “Nel ciclo di sviluppo software non può mancare – chiarisce Sanna – uno strumento di supervisione sulla strategia d’investimento indirizzata a conseguire gli obiettivi di business, e sui processi di pianificazione e allocazione delle risorse, in relazione alla loro disponibilità e ai vincoli di costi e budget. Questo ulteriore layer è gestito da un altro nostro tool, chiamato Project and Portfolio Management, o PPM, anch’esso utilizzabile in modalità as a service”.

PPM, dichiara Micro Focus, ha l’obiettivo di generare maggior valore per l’attività di business, e di aiutare le organizzazioni a monitorare le esigenze e le idee aziendali, per prendere decisioni migliori e investire sui progetti allineati con le priorità strategiche, mantenendone il controllo, e assicurandosi che vengano conclusi secondo le tempistiche stabilite ed entro i limiti di budget.

L’unione di questi due tool costituisce la piattaforma di Value Stream Management di Micro Focus a supporto del business.

Giorgio Fusari

Giornalista

Nel settore giornalistico dal 1989, Giorgio Fusari negli anni ha collaborato per numerose pubblicazioni nel panorama tecnologico e ICT italiano, tra cui la rivista NetworkWorld Italia (gruppo IDG); il settimanale di tecnologia @alfa, del quotidiano Il Sole 24 Ore, la testata Linea EDP. Dal 2012 collabora con il gruppo Digital360 e in particolare con ZeroUno. Tra le aree di maggior specializzazione di Giorgio, il crescente universo dei servizi cloud, il networking, le tecnologie di cybersecurity.

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