App finanziarie, 5 soluzioni per un 2021 all'insegna del Fintech

Il 2021 all’insegna del Fintech: cinque app disruptive dall’aggregazione di conti al prestito private

pittogramma Zerouno

Attualità

Il 2021 all’insegna del Fintech: cinque app disruptive dall’aggregazione di conti al prestito private

Per fare fronte all’incertezza legata alla pandemia Covid, presentiamo cinque app Fintech che aiutano a gestire le proprie finanze e, perché no, anche a darci una mano per ottimizzarne i rendimenti

26 Feb 2021

di Pablo Cerini

Nel clima di incertezza determinato dalla pandemia Covid, che sembra destinata a tenerci compagnia ancora per qualche mese, prende sempre più piede la preoccupazione per la gestione dei nostri risparmi, anche nell’ottica di assicurarci, se non un rendimento, magari una piccola protezione dall’inflazione. In questo scenario stanno conquistando fette crescenti di utenti delle App finanziarie. Soluzioni che coniugano la semplicità e l’immediatezza dell’utilizzo online a una solida gestione di alcuni aspetti economici e finanziari della nostra vita.

App finanziarie e Blockchain, focus sulle obbligazioni

I buoni bond sono spesso stati appannaggio dei pochi che potevano permettersi di immobilizzare consistenti quote di capitale in cambio di rendimenti (per lo più) sicuri e più performanti di altre alternative a basso rischio.

WHITEPAPER
Le fasi del mining: stabilire un obiettivo e la criptovaluta. Scopri di più
Blockchain
Criptovalute

Finalmente, questo limite è stato abbattuto da una piattaforma innovativa, che impiega la blockchain per “spezzettare” il taglio minimo di un’obbligazione spesso richiesto dall’emittente in lotti più piccoli, accessibili anche ai piccoli risparmiatori. Un acquirente principale, quindi, acquista inizialmente l’obbligazione, che viene poi suddivisa tra gli iscritti al servizio che ne fanno richiesta. I tagli acquistati dai piccoli risparmiatori vengono mantenuti collegati al bond padre per mezzo appunto della blockchain, che rende la suddivisione del bond del tutto trasparente per l’emittente iniziale. Unico piccolo difetto del sistema è, per ora, di essere disponibile solo a Singapore, ma, visto l’interesse che ha già suscitato, non è da escludere che presto potremmo averlo anche sui nostri smartphone occidentali.

Aggregatori di conto corrente

L’insicurezza generale si riflette anche nella maggiore diversificazione negli appoggi bancari: conti correnti, conti deposito, titoli, libretti di risparmio. Ci si ritrova che le app installate per gestire tutte le proprie posizioni siano numerose, e che questo setup richieda sia un notevole impegno di manutenzione (aggiornamenti, memorizzazione delle password) sia implichi una certa scomodità di utilizzo, obbligandoci a continui login in diverse app per tenere sotto controllo la nostra situazione finanziaria. A tutto questo pongono un rimedio le numerose App dedicate all’aggregazione dei conti correnti.

Di che cosa si tratta? Come suggerisce il nome, di niente altro che di un’unica App in cui è possibile, dopo una rigorosa verifica conforme a severi criteri di sicurezza, aggiungere tutti i nostri conti correnti, in modo da avere sempre a portata di mano il nostro saldo e i movimenti su ogni linea, senza dover continuamente saltellare da un’App di home banking all’altra. Questi aggregatori, oltre che ad essere molto comodi come reportistica, permettono anche di operare sui propri appoggi bancari, offrendo la massima comodità nella maggiore sicurezza.

Wallet di criptovalute

In questo momento in cui il Bitcoin, con le sue quotazioni stellari, sta facendo parlare tanto di sé, non si poteva non toccare l’argomento dei wallet. I wallet sono software che permettono di gestire sul proprio smartphone le proprie riserve di criptovalute, come se fossero un portafoglio, ma in versione digitale.

L’installazione di un wallet è semplice: scaricata l’App, di solito si viene guidati in un veloce setup che consiste nella generazione della chiave privata che serve per provare la proprietà delle vostre transazioni all’interno della Blockchain. Oltre alla generazione della chiave privata, che non deve essere in alcuna circostanza smarrita, pena la perdita dei propri risparmi virtuali, spesso i wallet offrono anche la possibilità di implementare altri meccanismi di identificazione e sicurezza avanzata, come lo sblocco dello schermo con l’impronta digitale o l’autenticazione a due fattori.

Alcuni wallet hanno al proprio interno anche dei collegamenti con degli Exchange (i siti per acquistare o vendere criptovalute) con cui sono convenzionati, oppure dei collegamenti a degli e-commerce particolarmente friendly nei confronti dei coin digitali. I wallet più diffusi sono compatibili con le cripto monete più famose, ma potrebbero non supportare alcune criptovalute di nicchia, magari nate da fork che hanno avuto poco successo nella community.

Prestiti tra privati

Per fare fronte a necessità impellenti, oppure anche solo per togliersi un capriccio, si può ora ricorrere a una nuova forma di finanziamento, che svicola dai soliti canali istituzionali, per pescare in un pool di piccoli fornitori di capitali privati, aggregati da una delle numerose App finanziarie dedicate allo scambio di prestiti. Queste App si occupano anche di stilare rating di solvibilità e di offrire meccanismi di protezione per il creditore, nel caso che l’altra parte si riveli insolvente.

Conto deposito

Last but not least, un metodo di risparmio che affonda le sue radici nel passato, ma che ha saputo reinventarsi, con le app finanziarie, rivestendosi di un’interfaccia smart che gli era del tutto sconosciuta. Parliamo appunto del conto deposito, ossia un conto corrente che, a fronte di un vincolo temporale, offre tassi di interesse più cospicui della concorrenza. Questo strumento di risparmio ora è offerto da numerose App che permettono una veloce configurazione dell’appoggio bancario, del trasferimento dei fondi, e della consultazione del rendimento. L’offerta è davvero vasta, e solitamente le proposte delle banche più quotate godono della protezione del Fondo Interbancario di tutela dei depositi, che copre il risparmiatore dal rischio di default dell’istituto bancario.

Disclaimer
Tutti i contenuti di questo articolo non intendono in alcun modo costituire sollecitazione al pubblico risparmio oppure consulenza all’investimento finanziario di nessun tipo.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

Argomenti trattati

Approfondimenti

B
Bitcoin
Settore Finance
Il 2021 all’insegna del Fintech: cinque app disruptive dall’aggregazione di conti al prestito private

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    LinkedIn

    Twitter

    Whatsapp

    Facebook

    Link

    Articolo 1 di 4