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ZeroUno visita l’RFId Solution Center di Peschiera Borromeo a Milano

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ZeroUno visita l’RFId Solution Center di Peschiera Borromeo a Milano

03 Ott 2007

di Nicoletta Boldrini

Lo scorso mese, ZeroUno è stato ospite dell’RFId Solution Center, un laboratorio di ricerca e progettazione che ha sede a Peschiera Borromeo, in provincia di Milano.

L’RFId Solution Center si estende su una superficie di 800 mq ed è il primo esempio in Italia di centro “completo”; “in questo centro – spiega Giovanni Miragliotta, responsabile della Ricerca Osservatorio RFId della School of Management del Politecnico di Milano – competenze gestionali e tecnologiche, ricerca universitaria e consulenza aziendale si combinano per dare vita ad attività di ricerca applicata in tema RFId in diversi ambiti applicativi e in quasi tutti i settori del mercato italiano. In particolare, i progetti sviluppati nel nostro centro sono attinenti al settore del largo consumo, alimentare, manifatturiero, farmaceutico, della logistica, sanità”.

Il centro è di competenza del Politecnico di Milano, Dipartimento di Ingegneria Gestionale e Dipartimento di Elettronica, Hp e Intel ed è stato creato per favorire la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie RFId.
Condiviso con l’EPC Lab di Indicod-Ecr, l’RFId Solution Center  dispone di dotazioni di tecnologie RFId (tag, antenne, reader e stampanti operanti alle diverse frequenze), sia “passive” che “semi-passive” ed “attive”, dai sistemi RFId più tradizionali alle soluzioni più innovative basate su reti di sensori.

Durante la nostra visita abbiamo potuto constatare l’efficacia delle soluzioni RFId oggi disponibili sul mercato. In particolare, il laboratorio dell’RFId Solution Center riproduce al suo interno una porzione della filiera produttivo-logistica del largo consumo, dal fine linea produttivo alla barriera casse di un supermercato (vedi figure 1, 2, 3 e 4).


Figure 1, 2, 3 e 4: L’RFId Solution Center di Peschiera Borromeo (MI) riproduce al suo interno una porzione della filiera produttivo-logistica del largo consumo. Grazie all’EPC Lab di Indicod-Ecr all’interno dell’RFId Solution Center si possono sviluppare progetti che richiedono l’impiego delle tecnologie RFId (tag, antenne, reader e stampanti operanti alle diverse frequenze), sia “passive” che “semi-passive” ed “attive”. All’interno dell’RFId Solution Center si utilizzano dai sistemi RFId più tradizionali alle soluzioni più innovative basate su reti di sensori.



Il Centro conduce attività di “RFId Assessment”, ossia studi di fattibilità completi e tecnologicamente indipendenti volti a dimostrare la realizzabilità tecnologica e il valore economico delle applicazioni basate su tecnologie RFId all’interno dell’azienda committente, favorendo successivi progetti pilota o di implementazione diffusa.

ZeroUno, durante la visita all’RFId Solution Center, ha assistito alle prove tecniche e gli studi che il laboratorio sta ultimando in relazione al tracciamento tramite tecnologia RFId di merci che vengono distribuite nel settore del largo consumo. In dettaglio, il laboratorio sta cercando la soluzione ottimale, in termini tecnologici ed economici, per tracciare i pacchi di caffè (vedi figura 5).


Figura 5: In quest’area dell’RFId Solution Center si stanno compiendo studi ed esperimenti per risolvere il problema del tracciamento di alcuni tipi di merci come bibite in lattina e caffé che utilizzano packaging in alluminio, materiale che disturba e impedisce la corretta comunicazione in radio frequenza.



“Il packaging del caffè è in alluminio, materiale che impedisce la trasmissione in radio frequenza – spiega Miragliotta. – Stiamo quindi cercando di capire qual è la soluzione più adatta a permettere la tracciabilità delle partite di caffè a costi accessibili (la tecnologia in sé già esiste ma per eludere il “blocco” dell’alluminio richiederebbe ingenti investimenti e il risultato non è quindi “ottimale”)”.

Risultati positivi ed efficaci già tangibili li abbiamo invece verificati nel settore tessile. All’RFIdSolution Center, infatti, abbiamo potuto assistere ad una dimostrazione di come l’integrazione tra tag Rfid, lettore e applicazione software possa garantire il perfetto monitoraggio dei capi di abbigliamento, addirittura con individuazione e segnalazione della posizione esatta del capo tracciato (vedi figure 6 e 7).


Figure 6 e 7: applicazione della tecnologia RFID al settore tessile, in particolare per la tracciabilità dei capi di abbigliamento, per esempio, durante le sfilate. Esempio tangibile di come l’integrazione tra tag Rfid, lettore e applicazione software possa garantire il perfetto monitoraggio dei capi di abbigliamento, addirittura con individuazione e segnalazione della posizione esatta del capo tracciato. Nel momento in cui i capi, dotati di tag RFId (posizionati sul capo stesso o sulle grucce) passano davanti al rilevatore RFId (il lettore), il software riporta il passaggio del capo e ne individua la corretta posizione sul porta abiti (oltre a fornire tutte le informazioni eventualmente collegate al tag RFId stesso).



Altra applicazione già in uso della tecnologia RFId, nel settore alimentare (Horeca – Hotel, Restaurant, Catering e distribuzione pasti), con tag inseriti all’interno di container in grado di trasmettere tutte le informazioni utili, non solo alla tracciabilità del container stesso, ma al mantenimento del contenuto dei container stessi (controllo dell’umidità, della temperatura, della pressione, ecc.).

Le attività del centro si estendo poi anche al settore sanità, dove sono in corso alcuni studi per la tracciabilità dei farmaci.

Leggi anche l’articolo: RFId come differenziale competitivo. Le luci e le ombre

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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