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Stealth, l’Erp… che fa moda

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Stealth, l’Erp… che fa moda

21 Mar 2014

di Arianna Leonardi

Sviluppato da DDway, azienda Dedagroup, e utilizzato da oltre trent’annni dai brand dell’haute couture, il gestionale per il Fashion è stato al centro di un doppio appuntamento, a Milano e Parigi, dedicato al mondo dell’abbigliamento di lusso. Un’occasione per il gruppo trentino di presentare la nuova filiale francese e le strategie aziendali

MILANO – Quando si parla di stile, il pensiero corre all’estro del Made in Italy e all’eleganza dei grandi marchi francesi. Milano chiama Parigi sul podio dell’alta moda internazionale e non a caso Dedagroup Ict Network ha scelto le due capitali europee per lo Stealth Day, un doppio appuntamento dedicato alle imprese medio-grandi del Fashion & Retail. Il convegno d’Oltralpe si è tenuto in occasione della presentazione ufficiale della sede francese di Dedagroup – la prima filiale europea -, come segnale forte delle politiche di crescita della società di Trento che punta all’espansione internazionale per una maggiore vicinanza al cliente; l’incontro italiano è stato realizzato in collaborazione con Oracle e Txt e-solutions. L’evento, che prende il nome dallo storico Erp dedicato al mondo dell’abbigliamento e utilizzato da molti nomi dell’haute couture (in Italia conta oltre 180 clienti, circa il 60% del comparto), si è proposto di fare luce, attraverso l’intervento di professionisti ed esperti, sulle tendenze di un settore oggi in profonda trasformazione, che può trovare nell’It un valido alleato per lo sviluppo del business.
Per superare le nuove sfide (ricambio generazionale, espansione all’estero, comunicazione omni-channel e così via) alle aziende del Fashion servono “innovation + integration / internationalization”, un mix che Gianni Camisa, Amministratore Delegato di Dedagroup, riporta sotto il termine di “innogration”, cavallo di battaglia nello sviluppo della strategia del gruppo (12 aziende federate per un totale di 1.500 persone e ricavi consolidati di circa 200 milioni di euro), che punta a raddoppiare il giro d’affari nel prossimo triennio, secondo il piano industriale 2013-2016. Una direttrice che guida anche l’evoluzione di Stealth: la suite multisite e multilingua, infatti, sviluppata oltre trenta anni fa da DDway, oggi si trova al centro di un graduale processo di integrazione. “In un settore dinamico come il Fashion – afferma Camisa -, occorre una soluzione scalabile e flessibile, in grado di supportare il processo di internazionalizzazione e il cambiamento dei modelli di business, integrandosi con il cloud, strumenti di Bi, applicazioni web e mobile, tool di amministrazione e sicurezza”. Ed è così che la piattaforma è stata recentemente arricchita con un modulo di business analytics e insight fruibile da ogni device, nuove funzionalità as a Service, una versione Lite pensata per il middle-market e miglioramenti specifici per la soluzione Retail, che permette di gestire il back office del punto vendita.

Da sinistra a destra:
Gianni Camisa Amministratore Delegato, Dedagroup Ict Network,
Stefano Valente Cio, Gruppo Versace

Durante il convegno milanese, le esperienze di clienti come Gruppo Versace e Moncler Group sono state esemplificative del contributo di Stealth nel processo di ottimizzazione della supply chain, sfruttando la sua peculiarità principe, ovvero l’unicità e coerenza del modello dei dati. Utilizzata da anni in Versace, la suite Stealth è stata ampliata con l’introduzione del modulo Stealth 3000 Retail: “L’obiettivo – spiega Stefano Valente, Cio di Gruppo Versace – era l’efficienza del processo distributivo, attraverso il monitoraggio degli stock e delle attività di magazzini e store, all’interno di una supply chain internazionale che, nonostante fosse coordinata centralmente, prima veniva gestita con sistemi diversi e non integrati”, cosicché non si aveva la disponibilità delle informazioni in tempi utili per il business. A monte, il progetto ha previsto la standardizzazione dei codici prodotto e l’introduzione di Stealth 3000 Retail come “unico collettore certificato” per tutti i dati aziendali, permettendo infine a Versace la visibilità puntuale su store e magazzini nel mondo. “Abbiamo esasperato a livello di singolo retail – evidenzia Valente – il concetto di ‘intercompany’ [la modalità per cui è possibile gestire società diverse su un’unica istanza di database, ndr]. Oltre ad avere ottenuto efficienza e una riduzione delle giacenze, ‘portare i dati in casa’ ci permette di fare anche analisi sul comportamento dei clienti”.

Arianna Leonardi

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