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Logistica: ecco le 8 tecnologie abilitanti

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Logistica: ecco le 8 tecnologie abilitanti

19 Dic 2016

di Valentina Bucci

Quali sono le tecnologie in grado di rendere la logistica intelligente? L’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, attraverso un Report dedicato ad analizzare le evoluzioni in ambito Smart Logistics in Italia, ne ha individuate 8 ritenute dalle aziende intervistate con un migliore rapporto costi-benefici

Secondo l’ultimo Report dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano, la Logistica conto terzi in Italia è un settore in crescita (nel 2016 raggiunge 79,8 miliardi di euro di fatturato, +1,2 rispetto al 2015, dopo due anni di segno positivo: +2,6% nel 2015 e +1,4% nel 2014) che sta evolvendosi e diversificandosi rapidamente. “Complessità è la parola con cui sintetizzerei quello che sta succedendo”, dice Gino Marchet, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano: “Gli ordini prodotti dai consumatori sono sempre più piccoli e le persone hanno esigenze sempre più diversificate in termini di modalità, orari, luoghi di consegna; un aumento dei livelli di servizio che si traduce nella necessità di sviluppare una rete distributiva estesa e capillare, ma al contempo gestita e ottimizzata nel migliore dei modi per rispettare il costo di distribuzione richiesto dal mercato”.
Per vincere questa sfida servono tecnologie in grado di costruire una logistica sempre più intelligente, capaci di rendere smart approvvigionamento, magazzini e processi distributivi. L’Osservatorio ha individuato 8 soluzioni, pensate per supportare i processi di trasporto e magazzino, ritenute dalle realtà intervistate (72 aziende/gruppi,42 fornitori di servizi nella logistica e 30 aziende utenti, che rappresentano circa il 55% del mercato della Strategic Contract Logistics) più interessanti, ovvero con un rapporto costo-benefici più vantaggioso

Visibilità sull’intero processo di distribuzione

Figura 1: Logistica e innovazione tecnologica: i benefici attesi

Una delle sfide storiche della logistica è avere la maggiore visibilità possibile sull’intero processo di distribuzione. Piattaforme collaborative, Logistics App e Soluzioni per la dematerializzazione e digitalizzazione documentale possono fare la differenza in questo ambito, favorendo l’integrazione del lavoro tra i vari attori coinvolti nei processi (produttori, distributori, operatori logistici e vettori).
In particolare quello che ad oggi manca, sostiene la ricerca del Politecnico, è soprattutto l’integrazione con la parte “finale” della catena di distribuzione: “Il livello di informatizzazione in termini di gestione e trasmissione delle informazioni – spiega Marco Melacini, Direttore dell’Osservatorio Contract Logistics, Politecnico di Milano – risulta ancora basso nell’‘ultimo miglio’, cioè nella relazione del vettore con l’apparato logistico e con il distributore”. In particolare, le 3 soluzioni elencate permettono di ottenere maggiore tempestività (50% dei rispondenti alla survey) e tracciabilità delle informazioni (24%), oltre a incrementare efficienza (50%) e qualità (27%) del processo di distribuzione (nella figura i benefici in dettaglio, relativi anche alle altre soluzioni di seguito trattate).
Anche nel mondo della logistica, come d’altra parte sta accadendo nelle aziende di molti altri settori, la mobility può fare la differenza. Per esemplificare il modo in cui in particolare le mobile Logistics App possono essere sfruttate con successo, ecco come potrebbe avvenire un servizio di consegna dal produttore al distributore svolto da un vettore attrezzato con queste tecnologie: il vettore prende in carico la merce presso il produttore leggendo il codice a barre associato al viaggio con l’ausilio di una App integrata con il Tms-Transportation management system dell’operatore logistico; tramite questa operazione, sempre grazie all’applicazione, il vettore riceve anche l’elenco dei punti di consegna e altre informazioni utili e conferma il carico; contemporaneamente il produttore trasmette al distributore un codice a barre identificativo della spedizione; questo codice a barre viene fatto leggere al vettore al momento dell’accettazione della consegna, andando a generare la PoD-Proof of Delivery che è resa immediatamente disponibile anche al distributore, all’operatore logistico e, potenzialmente, al produttore.

Migliore gestione del magazzino

Per una migliore gestione del magazzino, entrano in gioco Workflow scheduling e Load building.
Il primo è un modulo aggiuntivo del Wms-Warehouse Management System per la gestione ottimale delle risorse all’interno dei centri distributivi; il secondo è un modulo aggiuntivo del Tms, o del Wms, che calcola l’ingombro volumetrico degli ordini, favorendo l’integrazione tra la pianificazione dei viaggi (svolta tipicamente dal Tms) e la pianificazione delle attività di allestimento ordini (svolta dal Wms). Come dice Melacini: “Molto spesso Wms e Tms sono ancora oggi silos separati”; il Report evidenzia che è cresciuta l’offerta di soluzioni volte a far dialogare questi due mondi e a estendere il ruolo del Wms perché possa supportare pianificazione, controllo e ottimizzazione dei processi. Le aziende committenti vedono nell’efficienza dei processi e nel miglioramento della qualità delle attività di magazzino e trasporto i maggiori benefici (concordano in media rispettivamente il 79% e il 43% del panel).

Impulso a servizi innovativi

Smart glass, Rfid e Sensoristica consentono di sviluppare servizi innovativi in ambito logistico (oltre ad essere di supporto all’ottimizzazione gestionale).
“La realtà aumentata – dice Melacini – si è sviluppata soprattutto nell’ambito dei centri distributivi: gli Smart glass in particolare vengono sempre più usati per fornire informazioni aggiuntive dettagliate sui prodotti”: gli ambiti in cui si potrebbe ottenere il beneficio maggiore dall’utilizzo di questi ultimi risultano essere lo smistamento e la pallettizzazione, con potenziali benefici in termini di efficienza (secondo il 59% del panel) e di efficacia (ovvero qualità del pallet o del cartone e riduzione di errori, 29% del panel), e le attività di personalizzazione, grazie alla possibilità di fornire agli operatori informazioni di dettaglio su specifici prodotti o clienti.
L’altro trend relativo all’utilizzo di oggetti intelligenti in ambito logistico, che si intreccia col tema IoT, riguarda la crescente installazione di tag Rfid e sensori all’interno dei centri distributivi: “Mezzi di movimentazione, scaffali e imballaggi sono sempre più dotati di tag Rfid e sensoristica”, fa notare Melacini. I modi in cui queste tecnologie vengono sfruttate sono diversi: l’Rfid può essere inserito sulla singola unità di movimentazione per rendere più efficienti le attività di ricevimento o spedizione oppure a terra o a scaffale per ottimizzare le attività dei carrelli in fase di stoccaggio o prelievo; la sensoristica può essere sfruttata, per esempio, per la pesatura della merce, il monitoraggio delle condizioni dei prodotti e delle prestazioni dei veicoli, la geolocalizzazione dei mezzi.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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