Fatturazione elettronica verso clienti esteri, ecco come fare

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Fatturazione elettronica verso clienti esteri, ecco come fare

L’obbligo di fatturazione elettronica non riguarda la cessione di beni o servizi a soggetti non residenti all’estero, sono in ogni caso necessarie alcune comunicazioni: tutto quel che c’è da sapere

16 Lug 2020

di Redazione

L’obbligo di fatturazione elettronica che è entrato in vigore dal primo gennaio 2019 riguarda tutte le operazioni effettuate tra soggetti Iva residenti, stabiliti e identificati nel territorio italiano. Sono quindi esenti dall’obbligo coloro che emettono che fanno fatturazione elettronica a clienti esteri (comunitari ed extra comunitari).

Clienti esteri, come comportarsi per la fatturazione?

Confindustria sin da subito ha segnalato la propria preoccupazione riguardo al fatto che le aziende si trovano a dover gestire differenti modalità di fatturazione, il che determina un innalzamento dei costi amministrativi.

Alla luce di ciò, nella circolare di Confindustria: Prime indicazioni operative, pubblicata qualche tempo fa, si legge che è stato ipotizzato che potesse essere reso possibile consentire la trasmissione della fattura elettronica verso soggetti esteri non abilitati alla ricezione ai quali (come avviene nei confronti di altri soggetti non abilitati alla ricezione) la fattura dovrebbe essere consegnata nelle modalità ordinarie.

In tale caso, non esistendo un Codice destinatario valido, la fattura emessa potrà essere mandata al Sdi-Sistema di interscambio nel formato elettronico xml e il campo del Codice destinatario sarà compilato inserendo un codice convenzionale senza determinare lo scarto del documento (naturalmente la fattura dovrà anche arrivare al fornitore secondo le modalità già utilizzate).

Le realtà che non si avvarranno di questa possibilità sono, invece, obbligate ad adempiere mensilmente alla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute indicando:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificati del cessionario/committente;
  • la data di registrazione (per i documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta oppure la tipologia dell’operazione.

Codice fiscale estero, come fare fatturazione elettronica a soggetti esteri?

In pratica, come funziona il processo fatturazione elettronica clienti esteri? Le indicazioni in sintesi sono queste qui di seguito.

È necessario compilare il codice destinatario con XXXXXXX (7 volte X) e non inserire il codice fiscale estero in fattura elettronica; ugualmente, nel campo cap: 00000 (5 volte 0) e no il cap estero; invece, nel campo Codice Paese si dovrà scrivere la sigla dello stato di residenza del cessionario o committente; infine, nel campo di partitaIVA occorre inserire l’identificativo IVA del cliente, altrimenti se ci si sta rivolgendo a privati si usano i valori numerici convenzionali.

Cos’è l’esterometro e come funziona?

Con l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria è stata introdotta anche la necessità di comunicare le operazioni transfrontaliere, è cioè scattato anche l’obbligo di compilare il cosiddetto esterometro (o fatturazione elettronica estera).

Si tratta di una comunicazione telematica mensile che riepiloga le fatture emesse e ricevute con soggetti non stabiliti nel territorio italiano.

Coloro che sono obbligati alla compilazione e all’invio dell’esterometro sono gli stessi della fatturazione elettronica, ovvero i soggetti titolari di partita IVA.

I soggetti esonerati dall’esterometro sono, invece, i contribuenti che rientrano nel regime dei “minimi”, in quello dei “forfettari”, i contribuenti nel regime speciale degli agricoltori e anche i medici e i farmacisti.

Nell’esterometro si devono riportare le seguenti fatture:

  • fatture emesse verso soggetti comunitari, non stabiliti in Italia, ma identificati ugualmente ai fini IVA (per i quali comunque non è stata emessa fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio);
  • le fatture ricevute dai soggetti comunitari non stabiliti in Italia;
  • tutti i documenti emessi per servizi generici verso soggetti extracomunitari per i quali non sia stata emessa fattura elettronica e non vi sia bolletta doganale;
  • le autofatture per servizi ricevuti da soggetti extracomunitari;
  • le autofatture stilate per acquisti di beni provenienti da magazzini italiani di fornitori extra UE.

I dati da indicare nell’esterometro sono: quelli identificativi del cedente/prestatore e del cessionario/committente; tutti i dati del documento comprovante l’operazione; la data di registrazione e il numero del documento, base imponibile, aliquota IVA applicata e l’imposta.

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