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Fatturazione elettronica verso clienti esteri, ecco come fare

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Fatturazione elettronica verso clienti esteri, ecco come fare

17 Dic 2018

di Redazione

L’obbligo di fatturazione elettronica non riguarda la cessione di beni o servizi a soggetti non residenti all’estero, sono in ogni caso necessarie alcune comunicazioni: tutto quel che c’è da sapere

L’obbligo di fatturazione elettronica che entrerà in vigore dal primo gennaio 2019 riguarda tutte le operazioni effettuate tra soggetti Iva residenti, stabiliti e identificati nel territorio italiano. Sono quindi esenti dall’obbligo coloro che emettono fattura verso operatori esteri (comunitari ed extra comunitari). Confindustria ha segnalato la propria preoccupazione riguardo al fatto che le aziende si trovano a dover gestire differenti modalità di fatturazione, il che determina un innalzamento dei costi amministrativi.

Alla luce di ciò, nella circolare di Confindustria: Prime indicazioni operative pubblicata qualche tempo fa, si legge che è stato ipotizzato che potesse essere reso possibile consentire la trasmissione della e-fattura anche verso clienti non abilitati alla ricezione ai quali (come avviene nei confronti di altri soggetti non abilitati alla ricezione) la fattura dovrebbe essere consegnata nelle modalità ordinarie.

In tale caso, non esistendo un Codice destinatario valido, la fattura emessa potrà essere mandata al Sdi-Sistema di interscambio nel formato elettronico xml e il campo del Codice destinatario sarà compilato inserendo il codice convenzionale di 7 X senza determinare lo scarto del documento (naturalmente la fattura dovrà anche arrivare al fornitore secondo le modalità già utilizzate).

Le realtà che non si avvarranno di questa possibilità sono, invece, obbligate ad adempiere mensilmente alla trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute indicando:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificati del cessionario/committente;
  • la data di registrazione (per i documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile, l’aliquota IVA applicata e l’imposta oppure la tipologia dell’operazione.

La Confindustria ha espresso perplessità in merito a un obbligo mensile che, in effetti, appesantisce la gestione amministrativa e auspica che in seguito all’entrata in vigore della fatturazione elettronica vi siano semplificazioni.

Redazione

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