Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

BI e Performance Management nel Dna di Axiante

pittogramma Zerouno

BI e Performance Management nel Dna di Axiante

20 Ott 2010

di Nicoletta Boldrini

Focalizzazioni e modelli di approccio al mercato per la società di consulenza applicativa che, anche in ambito Erp, sviluppa progetti di efficientamento dei sistemi con una metodologia basata sul “Proof Of Concept”. Nella foto Romeo Scaccabarozzi, Presidente di Axiante.

Axiante è un’organizzazione che ha un focus particolare in alcune aree applicative quali Business Intelligence, Performance Management, Crm ed Erp. “Business Intelligence e Performance Management rappresentano l’area più rilevante (circa il 70% del business) – esordisce Romeo Scaccabarozzi, Presidente della società – con progetti di rilevanza sia nazionale sia estera in diversi ambiti. La scelta di adottare all’interno della propria organizzazione soluzioni di questo tipo varia molto a seconda delle esigenze che si intende soddisfare: ci sono aziende che vogliono avere una migliore e maggiore visibilità sull’andamento del proprio business (per capire le marginalità di guadagno); ci sono imprese che invece vogliono comprendere meglio il comportamento dei propri clienti, e altre che vedono la Bi come uno strumento di supporto alla pianificazione. Ecco perché noi parliamo di ‘progetti’ e non di ‘soluzioni’ tout court”.
La Business Intelligence proposta da Axiante, infatti, è il risultato di una combinazione di tecnologie, metodologie, processi, applicazioni e sistemi, in grado di rispondere ad esigenze analitiche specifiche utilizzando architetture e tecnologie tipiche delle moderne applicazioni di Bi (trasversale all’azienda e non dipartimentale): reporting, analisi, gestione degli eventi aziendali e integrazione dei dati. “Il tutto in una sola architettura che diventa il riferimento aziendale per la gestione delle performance”, spiega Scaccabarozzi. “Le strategie di programmazione e controllo di impresa non possono prescindere dal considerare le interconnessioni esistenti tra risorse umane, informazioni, processi decisionali e tecnologie. Per noi il Performance Management rappresenta un modello di tipo integrato, dove informazioni, meccanismi di pianificazione e il controllo dell’efficacia di tali meccanismi sono strettamente correlati”.
In questo contesto, Axiante ha costruito applicazioni di Performance Management che hanno permesso integrazione su più livelli, sia funzionali sia operativi. “In Axiante siamo strutturati sia per fornire competenze strettamente tecnologiche, sia per garantire supporto business-funzionale – osserva Scaccabarozzi -. Molto importanti sono le partnership con i vendor (Ibm, Microsoft, Oracle, Sap, Hp, Infor), ma ciò che ci distingue, come società di consulenza applicativa, è l’utilizzo di una metodologia proprietaria di gestione progetti che identifichiamo come Poc (Proof of Concept)”.
“Attraverso un processo di implementazione strutturato in cinque fasi differenti (analisi, disegno, sviluppo e testing, rilascio, supporto on going), ognuna delle quali deve essere condivisa e approvata dall’azienda cliente, procediamo con la dimostrazione pratica dei funzionamenti di base di un applicativo o di un sistema integrandolo all’interno di un ambiente già esistente affinché l’azienda possa comprenderne immediatamente il valore e percepire il ritorno sul business”, spiega il Presidente di Axiante.
Una nota particolare va ai progetti Erp che, seppur inseriti in un mercato tecnologico ormai maturo e consolidato, per Axiante significano “assessment e ottimizzazione”. “Le aziende che si rivolgono a noi chiedono soprattutto una verifica di efficienza. Vogliono capire se ciò che hanno implementato risponde adeguatamente alle esigenze del business (in termini di fruibilità e disponibilità agli utenti e in relazione ai flussi e ai processi aziendali) per poi, eventualmente, sviluppare un progetto di ottimizzazione ed efficientamento dei sistemi”, conclude Scaccabarozzi.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

Articolo 1 di 5