Boomi in crescita continua sfruttando l’onda dell’iPaaS

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Attualità

Boomi in crescita continua sfruttando l’onda dell’iPaaS

Fabio Invernizzi, Sales Director EMEA South della società, racconta i benefici delle piattaforme cloud di integrazione e le strategie aziendali

21 Mag 2020

di Arianna Leonardi

“Integrazione” è la parola d’ordine per qualsiasi organizzazione si trovi alle prese con la gestione dei nuovi ambienti ibridi e multicloud. “Integrazione” è l’elemento fondante attorno cui Boomi, società acquisita da Dell Technologies, ha costruito il proprio business, con risultati in crescita esplosiva. Fabio Invernizzi, in Boomi dal 2017 e Sales Director EMEA South dal febbraio 2018, chiarisce alla stampa le linee strategiche e il posizionamento della multinazionale, che si posiziona tra i pionieri e principali fornitori iPaaS – Integration Platform as a Service (Gartner l’ha menzionata per sei anni consecutivi tra i leader di settore nel Quadrante Magico): “Siamo stati etichettati per lungo tempo come una startup – afferma -, ma siamo una realtà attiva nel gruppo Dell ormai dal 2010 (la fondazione della società risale addirittura al 2000 e il suo ingresso nel mondo iPaaS al 2005, ndr). Oggi contiamo oltre 10mila clienti attivi in 67 Paesi e ogni giorno a livello worldwide acquisiamo mediamente sei nuovi clienti. Il fatturato e la forza vendite raddoppiano ogni anno”.

foto Fabio Invernizzi
Fabio Invernizzi, Sales Director EMEA South Boomi

Soluzioni iPaaS, cosa sono e perché servono

Secondo Gartner, il mercato iPaaS è decisamente promettente, anche se l’impennata degli scorsi anni (+72% la crescita nel 2017, oltre 60% nel 2016) si sta attenuando (+55% nel 2018) e si assisterà presto a un consolidamento del settore (entro il 2023, due terzi degli attuali vendor si fonderà con altri player, verrà acquisito o abbandonerà il mercato). Le previsioni di Ovum prevedono comunque un tasso di crescita annuo composto pari al 59,7% nel periodo 2018-2023, per un fatturato finale pari a 10,2 miliardi di dollari.

Insomma, Boomi si sta muovendo in uno spazio di mercato effervescente, trainato dalla necessità di integrazione nei nuovi ecosistemi ibridi. Le soluzioni iPaaS infatti offrono come servizio una pacchetto di funzionalità per disegnare e gestire i processi di integrazione tra molteplici ambienti, dispositivi, applicazioni, dati.

“In passato – puntualizza Invernizzi – le aziende hanno effettuato grandi investimenti negli Enterprise Service Bus per connettere sistemi e applicazioni all’interno degli ambienti on-premise. L’avvento del cloud ha aggiunto ulteriore complessità allo scenario It e servono strumenti in grado di semplificare, nonché velocizzare i processi di integrazione. Secondo le indagini condotte sui nostri clienti e avvalorate da Forrester, l’utilizzo di Boomi permette di ridurre i tempi necessari all’integrazione nella percentuale del 50-70%, accelerando i progetti di digital transformation”.

Tutti i vantaggi di Boomi

Invernizzi passa in rassegna i punti di forza della piattaforma. Innanzitutto di tratta di una soluzione end-to-end, che permette l’integrazione delle applicazioni, la governance della data quality, la gestione delle reti B2B/EDI, l’amministrazione delle Api e l’automazione dei flussi di lavoro. “Boomi – sottolinea – include nativamente centinaia di connettori nativi per le app più disparate. In caso un’applicazione non fosse supportata, il processo per l’integrazione tramite Api è comunque molto facile e veloce”.

La natura cloud-based di Boomi mette immediatamente a disposizione delle aziende – senza dovere procedere ad alcuna installazione – una piattaforma completa e scalabile, che quindi si adatta alle necessità sia di grandi imprese sia di piccole realtà e startup.

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Un’altra caratteristica importante è l’approccio low-code: a differenza di soluzioni come gli Enterprise Service Bus, Boomi permette di utilizzare strumenti visuali e a basso utilizzo di codice per lo sviluppo dei progetti di integrazione, riducendo le tempistiche e le risorse necessarie, nonché semplificando le operazioni di manutenzione.

Infine, Boomi è “future-proof” – come dice Invernizzi -, ovvero sottoposta a continui processi di aggiornamento: la recente (dicembre 2019) acquisizione di Unifi Software, che aggiunge funzionalità di data discovery, catalogazione e preparazione dei dati, è un esempio della volontà di innovare per allinearsi alle esigenze dei clienti.

Nel futuro ci sono data integration e Retail

Guardando alle prossime linee strategiche, Invernizzi dichiara che nella roadmap tecnologica di Boomi lo spazio maggiore verrà dedicato all’integrazione dei dati (“anche se a questo proposito, l’acquisizione di Unifi Software ha già pienamente risposto alle nostre esigenze”).

I settori su cui puntare maggiormente invece saranno il Manufacturing alle prese con le nuove dinamiche 4.0, il comparto dei Consumer Goods interessato da importanti operazioni di merge & acquisition che creano la necessità di connettere sistemi differenti, e soprattutto il Retail, dove l’integrazione tra sistemi legacy e nuove tecnologie digitali è indispensabile per creare nuove e interessanti esperienza utente.

Il raggio d’azione di Boomi è comunque cross-industry proprio perché l’esigenza di integrazione è sentita ovunque e non a caso Inverzinizzi porta all’attenzione i casi utente di un Retailer, ma anche di un’azienda dell’Oil & Gas e di Sky UK, che grazie a Boomi ha migliorato il supporto al cliente e le operazioni di troubleshooting per i servizi di broadband.

“Siamo ancora un’azienda piccola – conclude Invernizzi – ma abbiamo il vantaggio di rientrare nella galassia di Dell, andando a completare la sua business proposition per lo sviluppo degli ambienti multicloud”.

Arianna Leonardi

Giornalista

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