L’evoluzione dei domini Internet

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L’evoluzione dei domini Internet

La registrazione dei domini web si evolve per abbracciare le nuove possibilità offerte dalla blockchain. Ecco qual è il funzionamento dei domini collegati alle principali blockchain e come possono essere utilizzati.

05 Ott 2022

di Pablo Cerini

Osservando i domini .COM o .IT di grandi multinazionali, può succedere di provare invidia (o ammirazione, a seconda del punto di vista) alle persone che agli albori di internet hanno avuto l’intuizione di registrare un dominio con il nome di un marchio famoso. Agli albori di Internet casi di questo tipo sono stati frequenti e le aziende legittimamente in possesso del copyright hanno dovuto, in molti casi, sopportare un notevole esborso finanziario per rientrare in possesso del nome del proprio sito web. Questo fenomeno ora si sta ripresentando con il nascente settore della registrazione dei domini su blockchain. Ovviamente, l’invito non è a comportamenti maliziosi, ma a sfruttare appieno tutte le potenzialità (legittime) che questa evoluzione può offrire.

Cosa sono i domini su blockchain

Tutti noi sappiamo che cosa è un dominio internet: è una stringa leggibile e con un significato (che può essere un marchio o una descrizione del servizio offerto) che serve all’utente per raggiungere un sito web senza dover ricordarne a memoria il tedioso indirizzo IP. Si può pensare all’insieme dei domini web come a una sorta di rubrica di tutti i siti accessibili dal proprio browser.
Un discorso speculare si è sviluppato sulla blockchain per andare incontro inizialmente a un’esigenza simile.
Per interagire con la blockchain (inviare fondi, utilizzare lo Smart Contract di una APP decentralizzata, ecc.) gli utenti devono collegarsi a degli indirizzi sulla blockchain. Questi indirizzi spesso rappresentano un wallet (il portafoglio digitale di un utente), ma possono anche essere riferimenti a un programma o ad altra entità. Gli indirizzi sulla blockchain sono scritti in un formato esadecimale, davvero scomodo e poco intuitivo per l’utilizzo. Per fare un esempio, gli indirizzi hanno un formato del tipo 0xa984AeC955A390983556b38FEe86A5E529F931E6 (è l’indirizzo del mio wallet Ethereum) che, com’è evidente, sono piuttosto difficili da ricordare.
Si è presto sentita l’esigenza di un modo più intuitivo per accedere a questi indirizzi, sia per motivi di catalogazione, sia anche per minimizzare la possibilità di errore nell’utilizzo quotidiano: sulla blockchain, infatti, ogni transazione è irreversibile e il rischio di perdere per sempre dei fondi solo per avere sbagliato a digitare un carattere è estremamente concreto.
Si è deciso, perciò, di utilizzare un metodo simile a quello già ampiamente consolidato per la risoluzione degli indirizzi IP di internet: sono state create nuove estensioni di dominio, dedicate in modo specifico all’impiego per risorse legate alla blockchain.

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Come funzionano i domini sulla blockchain

Esattamente come sul web i domini si sono specializzati in diverse tassonomie, anche sulla blockchain si è assistito a una ramificazione dei domini esistenti e nuove estensioni vengono create quotidianamente. Il dominio ETH, creato rispettando lo standard ENS (Ethereum Name Service) è al momento l’estensione più largamente impiegata. Un dominio di tipo ENS permette di associare all’indirizzo esadecimale del nostro wallet un nome descrittivo, in modo che chi abbia bisogno di interagire con il nostro wallet possa farlo impiegando un’espressione intuitiva: invece di utilizzare una scomoda stringa esadecimale come quella indicata sopra, potrebbe semplicemente inviare dei fondi impiegando un indirizzo del tipo MarioRossi.ETH.

Domini blockchain e siti web

I domini su blockchain non sono limitati all’impiego di identificazione dei wallet personali, ma la tecnologia sottostante permette di utilizzarli come fulcro di un ampio ventaglio di applicazioni. La prima è, ovviamente, di impiegare il nome di dominio anche per un sito web.
Se si desidera impiegare un dominio blockchain per ospitare un indirizzo web, si ha il vantaggio di poter gestire un sito web salvato su uno storage IPFS, sfruttando le maggiori performance e i benefici in termini di sicurezza e privacy offerti da questo file system.
La seconda possibilità offerta da un dominio ETH è anche di poter associare il nuovo dominio su blockchain a un dominio tradizionale (ad esempio COM), che magari appartiene a un sito web esistente. In questo caso, occorre innanzitutto che il proprio servizio di hosting supporti questa tipologia di configurazione, e poi occorre possedere un po’ di malizia nella gestione del DNS, ossia il Domain Name System, il servizio che si occupa di mappare i nomi di dominio agli indirizzi internet dei siti web.

La configurazione consiste nell’aggiungere dei record personalizzati alla configurazione DNS del dominio, che permettano al servizio di mappare l’indirizzo IP anche sul nuovo dominio di tipo blockchain. In questo modo, quando un utente digita sul proprio browser il sito con estensione ETH, riceve in automatico il sito web già esistente sotto dominio COM.

Come acquistare i domini su blockchain

La maggior parte dei tradizionali provider o servizi di registrazione domini non sono ancora abilitati alla gestione di queste particolari estensioni di dominio.
Per registrare un suffisso di tipo blockchain occorre rivolgersi a un servizio specializzato, che può essere un marketplace di NFT oppure un Name Service specializzato per una particolare blockchain o trasversale a più blockchain. Rivolgendosi a un Name Service, oltre al pagamento in valuta fiat (Euro o Dollaro) potrebbe anche essere accettato il pagamento in criptovalute. Alcuni servizi di registrazione dedicati a una blockchain specifica potrebbero anche accettare solo un pagamento in un token coniato dal servizio, solitamente acquistabile su un Exchange dedicato al mondo delle criptovalute.
Un tipo di mercato molto attivo è appunto quello specializzato nel suffisso ETH, caratterizzato da numerose transazioni quotidiane e da un volume complessivo di decine di milioni di dollari. Anche altri suffissi stanno accendendo sempre maggiore interesse, come ad esempio SOL, dedicato alla blockchain Solana.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

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