La rivoluzione della tracciabilità: dal QR Code al carbonio

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La rivoluzione della tracciabilità: dal QR Code al carbonio

I nuovi sistemi dedicati al contrasto della contraffazione si basano su innovative tecnologie al carbonio, che rivoluzionano il solito modo di intendere la tracciabilità dei prodotti.

19 Gen 2022

di Pablo Cerini

Uno dei concetti chiave della supply chain è quello della tracciabilità. Per tracciabilità si intende la capacità di poter sempre risalire a informazioni fondamentali per un determinato prodotto finito, anche dopo che sia stato immesso sul mercato, come ad esempio il fornitore di una sua materia prima o la data di scadenza di un lotto. In questo modo si può sempre avere in qualsiasi momento un quadro completo dello stato di un determinato prodotto, un vero e proprio snapshot sulla sua esistenza.

Inizialmente impiegato solo per specifiche esigenze di gestione della produzione, il sistema della tracciabilità si è poi evoluto per gestire criticità relative non solo allo stato dei prodotti, ma anche per combattere la minaccia di contraffazione degli stessi. Mentre la tracciabilità lavora prevalentemente al livello di lotto, per implementare un sistema di anticontraffazione è stato necessario introdurre il concetto di serializzazione, che arriva al livello di dettaglio del singolo articolo. La serializzazione, infatti, identifica il singolo pezzo prodotto con una serie di identificatori univoci, che per alcune categorie merceologiche possono essere regolati anche a livello normativo. La serializzazione garantisce che gli articoli prodotti siano originali e distribuiti attraverso canali ufficiali.

Limiti della serializzazione

In certe situazioni particolarmente critiche, questo sistema di serializzazione non è stato però in grado di garantire un’efficace misura di anticontraffazione. La facilità di manomissione a cui sono soggette le etichette o gli identificatori fisici, nonché la diffusione dei criteri di generazione di alcune chiavi di identificazione, hanno fatto sì che il sistema potesse essere minato alla base, manipolando la procedura stessa di serializzazione.

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Di fondamentale importanza è risultata perciò l’ulteriore evoluzione della tecnologia di serializzazione introdotta con lo sviluppo dei marcatori (“Marker”) e dei tracciatori (“Tracer”) al Carbonio. Con questa tecnologia si impiega un identificatore che ha due vantaggi rispetto ai soliti sistemi di tracciamento:

  1. Non è manipolabile, in quanto diventa tutt’uno con il corpo del prodotto finito;
  2. Nelle versioni più evolute, non è decodificabile da sistemi di Reverse Engineering.

I sistemi di serializzazione basati su Carbonio

Questi tipi di marcatori sono a base di Carbonio, non contengono agenti inquinanti o tossici, e sono forniti come concentrati in oli, inchiostri, vernici o liquidi sfusi. La loro formula chimica è studiata in modo da offrire garanzia di non causare nessuna alterazione alla proprietà del prodotto finito.

I Tracer sono incorporati durante la produzione per impartire uno specifico codice prodotto che non risulta in nessun modo reversibile, e possono essere verificati durante la fase produttiva per mezzo di appositi rilevatori solitamente forniti dallo stesso produttore del Tracer. I livelli di impiego richiesti per funzionare sono contenuti, in modo da avere un impatto ridotto sul costo del prodotto finito.

Marcatori e rilevatori

L’applicazione di questi marcatori si è rivelata utile in numerosi campi merceologici, dove ha contribuito a risolvere criticità relative al processo di anticontraffazione. Di fondamentale importanza è che il produttore del Tracer fornisca anche il decoder in grado di rilevarlo: utilizzando il Tracer in coppia con un rilevatore univoco per le sue specifiche, si elimina del tutto il rischio che qualcuno possa eseguire un Reverse Engineering delle sue proprietà chimiche, e diventare così in grado di manipolare il processo di verifica.

La tecnologia dei rilevatori (“Decoder”) solitamente non richiede grossi sforzi per essere integrata nel proprio sistema IT: molti produttori offrono rilevatori in grado di appaiarsi con uno smartphone per mezzo della tecnologia Bluetooth, minimizzando quindi anche il costo di configurazione. Esistono diverse gamme di rilevatori, che partono da sistemi tascabili e leggeri fino a modelli Rugged con autonomie di batteria fino a dieci ore, pensati cioè per essere impiegati anche in condizioni di lavoro disagevoli.

Settori di applicazione

Un’applicazione diffusa dei Marker è nell’industria plastica, dove una soluzione di questo tipo permette ai produttori di autenticare e verificare a costi contenuti l’autenticità dei propri prodotti. L’identificatore (“Tag”) viene incorporato all’interno dei polimeri e non può essere rimosso né contraffatto. Essendo a base di Carbonio il Marker non interferisce in nessun modo con il normale processo produttivo, anche in caso di materiali con colorazioni che utilizzino pigmenti particolarmente raffinati. La bassa concentrazione richiesta garantisce un contenimento dei costi e l’integrità del prodotto finito rispetto alle specifiche di progetto. Questo tipo di controllo ha incontrato successo in nicchie dell’industria plastica particolarmente colpite dall’esigenza di salvaguardare le proprie specifiche industriali: giocattoli, dispositivi medici, ma anche parti di ricambio destinate al settore Automotive.

Questo sistema di anticontraffazione trova anche riscontri positivi in quelle filiere in cui l’utilizzo di etichette è difficoltoso a causa della natura delle materie prime o del processo di produzione. Si pensi, ad esempio, ad alcune particolati industrie florovivaistiche o alla filiera tabacco, dove l’umidità o la granulosità delle materie prime rendono difficoltosa la gestione dell’etichettatura.

Carbonio e Blockchain

L’automazione dell’intero processo di serializzazione ottenuta tramite i Marker e i Tracer è ulteriormente ottimizzabile implementando il flusso delle verifiche sulla blockchain, per ottenere il massimo livello di integrità e di resilienza del processo di anticontraffazione.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

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