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Voip Competence Centre: Microsoft scommette sull’Italia

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Voip Competence Centre: Microsoft scommette sull’Italia

28 Lug 2008

di Rinaldo Marcandalli

In occasione del lancio mondiale della nuova piattaforma Microsoft per la comunicazione integrata, l’azienda annuncia l’apertura di un competence center in Italia dedicato alla tecnologia Voip. Obiettivo: aiutare  le aziende del territorio italiano nel processo di adozione del VoIP

MILANO – È  stato inaugurato di recente, a Segrate (Milano), il primo centro di competenza Microsoft (www.microsoft.it) nel mondo,  a supporto della  diffusione aziendale del Voip e della Unified Communication (Uc). L’annuncio è stato dato con orgoglio da Mario Derba, amministratore delegato di Microsoft Italia; tutta l’atmosfera in casa Microsoft vuol comunicare, con soddisfazione, che si “fa sistema” per l’innovazione in Italia.
Presenti all’evento partner che si chiamano Nortel (www.nortel.com) e Telecom Italia (www.telecomitalia.it). Tra gli altri partner/sponsor del centro, anche Olidata (www.olidata.com), Filippetti (www.filippetti.it), Gecom (www.videogecom.it), Nextiraone (www.nextiraone.it), Lanservice (www.lanservice.it) e Seltatel (www.seltatel.it). Ribadita nella circostanza “l’apertura all’interoperabilità con tecnologie Open source” (il riferimento è a Ocs2007 Microsoft su Cs1000 Nortel interoperante con Asterisk Ip-Pbx, ndr).
“Il Voip Competence Centre rappresenta un investimento della corporation sul logo “Unified. Now.” per 1,5 milioni di euro cone venti persone impegnate, sul tavolo italiano, a produrre risultati tali da costituire un benchmark per altri Sistemi Paese”, ha detto Enrico Bonatti, direttore gruppo Information Worker di Microsoft Italia. “L’obiettivo del centro è favorire l’integrazione in un sistema unico ed intuitivo di strumenti di comunicazione fino ad oggi separati (posta elettronica, messaggistica istantanea, presence, Voip, telefonia, teleconferenza multimediale). Di per sè Microsoft, grazie al centro, abilita una collaborazione fra servizi che creano soluzioni”.
Il Voip Competence Centre servirà, infatti, anche per fare un assessment delle imprese per verificare “cosa c’è in casa” e studiare il processo di adozione di una soluzione di  unified communication che massimizzi i ritorni e minimizzi gli impatti del transitorio. “È certo infatti che una soluzione Uc, per natura complessa, induca una certa riorganizzazione di processi”, dice Bonatti.
Per Carige (www.gruppocarige.it), per esempio, è stato realizzato uno scenario in cui dieci processi si sono fusi in un uno solo.  Il potenziale? Guadagni di produttività a tre digit, da scoprire nei diversi contesti industry. E il cui valore è da quantificare “su tre assi”: i minori costi per il passaggio da voce a Voip; la riduzione di peso della gestione documentale cartacea e processuale; l’aumento di produttività individuale al posto di lavoro.
Durante l’inaugurazione del centro, Moreno Ciboldi, amministratore delegato di Nortel, ha riassunto i risultati di 23 mesi di Innovative Communication Alliance Microsoft-Nortel come progetto di Unified Communication centrato sull’utente per la trasformazione della comunicazione aziendale in oltre 800 clienti mondiali (con la realizzazione di soluzioni innovative e sviluppi congiunti grazie a una progettualità condivisa, ad esempio, tra Ocs2007 Microsoft e Cs1000 Nortel). “Soluzioni chiare, provate sul campo e sul business, per un vantaggio competitivo dell’azienda cliente sul suo  specifico mercato”, ha detto Ciboldi.
Francesco Pagliari, responsabile sviluppo dei servizi Innovative Voice in Telecom Italia, apprezza il valore della “scelta del mercato italiano come benchmark anche per altri Paesi”. “Per un’azienda, adottato l’Ip, il passo successivo è l’introduzione di servizi unified communication nei processi”, dice Pagliari. “Gli utenti richiedono soluzioni di ottimizzazione delle proprie infrastrutture allo scopo di ottenere dei risparmi”. Chiaro il ruolo, cui Telecom punta, di service provider a tutto campo (con un occhio di riguardo a offerte Small Office Home Office per le Pmi), con tutta la trasformazione del modello di business per la stessa Telecom che la proposizione può comportare. (R.M.)

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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