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Smart working e ritorno alla normalità, cosa vogliono gli italiani?

Questa ricerca Kaspersky riporta che la maggior parte degli italiani non vuole ritornare alle modalità di lavoro pre Covid, ecco quali sono i principali desiderata

09 Dic 2020

di Redazione

Quasi tre quarti dei dipendenti italiani (70%) vorrebbe cambiare le modalità di lavoro pre-Covid-19 lo ha verificato una recente ricerca globale di Kaspersky che ha coinvolto 8.000 lavoratori delle PMI di diversi settori.

Nello specifico, è risultato evidente che anziché tornare al precedente modo di lavorare, i dipendenti di tutto il mondo vorrebbero un futuro in cui le attività lavorative siano definite in base alle loro esigenze, sia che si tratti di passare più tempo con i propri cari (47%), di risparmiare denaro (46%) o di lavorare in remoto (31%).

La crescita dei dipendenti in lavoro da remoto ha imposto ai vertici aziendali di adattarsi velocemente alla situazione per rimanere protetti e “resistere” nel migliore dei modi alla situazione, mentre i dipendenti hanno approfittato di questo momento di cambiamento per rivalutare le proprie priorità e pianificare il proprio futuro in base a ciò che ritengono veramente importante. Considerata la trasformazione richiesta sia nella vita professionale che in quella domestica, i dipendenti si sentono ora in diritto di prendere queste decisioni in autonomia.

Dopo aver abbandonato la rigida routine lavorativa, i dipendenti stanno riprogettando il “next normal” per il mondo del lavoro, che incoraggi una cultura del lavoro più agile, flessibile e a misura d’uomo.

Nel prossimo futuro, quasi un terzo dei dipendenti (31%) vorrebbe abbandonare la tradizionale fascia oraria 9:00-18:00. Questo dato è perfino maggiore per i dipendenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni (44%), il che evidenzia un trend in crescita. Il 33% è comunque pronto a tornare ad occupare una postazione fissa in ufficio, ma circa un quarto (26%) vorrebbe abolire la settimana lavorativa di cinque giorni.

La ricerca ha anche evidenziato che quasi un terzo (31%) dei dipendenti considera il lavoro a distanza come uno dei maggiori benefici emersi durante la convivenza con il coronavirus, subito dopo il tempo trascorso in famiglia (46%) e il risparmio economico ottenuto (37%).

Infatti, la maggior parte dei vantaggi è legata al fatto che si possano cogliere nuove opportunità di arricchimento personale al di fuori del lavoro, poiché ottenere un equilibrio tra lavoro e vita privata è diventato ancora più importante.

Dato che i dipendenti stanno adottando modalità di lavoro più evolute e flessibili, è fondamentale che le aziende offrano loro maggiore sostegno, che sia anche più adatto alle loro esigenze. Il 42% dei dipendenti chiede alla propria organizzazione un maggiore supporto tecnologico da remoto, evidenziando quanto sia necessario come non mai fornire gli strumenti e la tecnologia adatta a mantenere gli utenti produttivi, connessi e sicuri.

Alexander Moiseev, Chief Business Officer di Kaspersky, ha dichiarato: “Ci troviamo di fronte a un momento cruciale. La pandemia ha senza dubbio accelerato la trasformazione digitale, portando la nostra vita professionale e la sfera privata a sovrapporsi. Abbiamo notato che i dipendenti stanno utilizzando la tecnologia per decidere del proprio futuro e stanno intraprendendo un percorso di cambiamento alla ricerca di una maggiore libertà e flessibilità. Le aziende hanno ora il compito di adattare e rimodellare l’ambiente di lavoro moderno in una struttura più produttiva, sostenibile e flessibile”.

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Redazione

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