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Print 2.0: l’era della stampa digitale di Hp

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Print 2.0: l’era della stampa digitale di Hp

16 Dic 2008

di Rinaldo Marcandalli

Vyomesh Joshi, Executive Vp dell’Imaging and Printing Group (Ipg) di Hp riunisce i giornalisti a San Diego per annunciare una serie di nuovi prodotti  e soluzioni che mostrano nei segmenti Consumer, Small e Medium Business, Enterprise e Graphics, come Ipg sta realizzando la "sua" visione Print 2.0. L’intento è evidenziare segmento per segmento le opportunità, in termini di prodotti, applicazioni e servizi che Hp intende cogliere

SAN DIEGO – Sulla scia dell’onda Web 2.0, l’architettura “Print 2.0” rappresenta l’approccio generale seguito da Hp per la stampa di contenuti sia ad uso privato sia professionale. Con questa vision Hp punta a semplificare la stampa dal Web, e a fornire agli spazi on-line nuovi strumenti per la fruizione multimediale (parole, immagini e video). Attraverso le piattaforme Hp, questo nuovo approccio consente di creare e pubblicare contenuti digitali per utenza privata ed enterprise. A quest’ultima, in particolare, offre una piattaforma per la stampa digitale che incrementa la produttività e diminuisce i costi commerciali di elevate tirature. Più in generale la strategia Hp Ipg, così come ce la descrive Vyomesh Joshi (nella foto), Executive Vp dell’Imaging and Printing Group (Ipg) di Hp, “consiste nel proporre un brand costantemente posizionato in anticipo sui trend chiave nella curva dell’innovazione, in modo da offrire sempre un valore chiaramente discernibile, soprattutto in un mercato difficile, con clienti che hanno pochi dollari da spendere”.

Dalle printer ai processi di printing
L’opportunità perseguita “non è la stampante attaccata a un Pc, ma il business del consumo dei contenuti digitali multimediali distribuiti”, trainato dalla loro esplosione per effetto delle comunicazioni a larga banda, della mobilità, del social networking. Con la digitalizzazione e gli stessi consumatori di contenuti che ne diventano i produttori, cambia radicalmente il processo di produzione, distribuzione, e categorizzazione di contenuti. Così ridefinita, in effetti, l’opportunità è di “passare dalle printer ai processi di printing, il che equivale a proporsi come anello nella catena del valore del nuovo sistema editoriale che succede a libri, giornali, riviste, e foto analogiche”, dice Joshi.
Nei processi di printing, conta la market share, non più delle unità di stampa ma delle pagine web stampate, con quanto sta dietro in termini di hardware, software, soluzioni e servizi (il fatturato Hp Ipg complessivo nei segmenti consumer, Smb, enterprise e graphics era negli ultimi quattro trimestri 29,4 miliardi di dollari, con una crescita del margine operativo del 15,4% e degli accessori dell’8%).
In conclusione, dice Joshi “la proposta Hp Ipg è di “Hit&Print” ridefinendo il concetto di printing, accelerando il passaggio dalla stampa di pagine analogiche a quella di pagine digitali”. E si rivolge, con una chiara proposta di valore per ciascun segmento, a un mercato globale stimato in 53 trilioni di pagine web stampate nel 2010 (una torta complessiva che vale 296 miliardi di dollari).
Dei 296 miliardi di dollari, 26 miliardi sono costituiti dall’opportunità “di reinventare la stampa nel mercato consumer”. “Quasi la metà (48%) delle stampe realizzate in casa deriva da contenuti Internet – dice Joshi – ma molti ambienti web hanno ancora oggi capacità limitate di stampa se non addirittura nulle. La nostra strategia è quella di far diventare il web “print friendly”, con il chiaro obiettivo di estendere e migliorare la fruizione della stampa dal web”. E la società lo fa anche attraverso collaborazioni e partnership con i principali siti Internet e società di hosting per offrire loro funzionalità nuove o potenziate per la stampa digitale, nonché attraverso l’offerta di siti e portali dove si instaura un ecosistema per cui il cliente è abilitato a crearsi il contenuto e ad “auto pubblicarselo”.
Un esempio è dato da Snapfish, portale che conta già 53 milioni di utenti registrati che hanno la possibilità di  pubblicare, archiviare, stampare o condividere le proprie immagini a scelta: a casa, recandosi in un negozio (retailer) o rivolgendosi a un provider di servizi stampa.
In ambito consumer esiste tutto un portafoglio scalabile di prodotti  che va dalla serie Deskjet, alle soluzioni Photosmart e Photosmart Pro). Hp Ipg ha poco meno del 50% del mercato delle stampanti consumer, con punti di forza nelle geografie emergenti e nelle case collegate wireless (Hp Ipg ha il 75% di share nel wireless). L’area “Printing e Publishing as a service” presenta alti margini per oltre 100 retailer in tre continenti: con un basso break-even (basta stampare 300 foto formato 4×6 e 2  album, poster o calendari al giorno) questi servizi sono un “motore di trasformazione dell’editoria”, dice Joshi.
Sul versante aziendale, dal lato del segmento Small e Medium Business, Hp si propone di aiutare le piccole imprese, oltre che finanziariamente, “con la politica del valore discernibile anche a basso costo, in una congiuntura caratterizzata dal credit crunch”. Il focus è “abilitare la piccola azienda a presentarsi al livello della grande, con pagine di valore non più su Pagine Gialle, ma sul web, e prima ancora a produrre il proprio logo o a stampare i biglietti da visita”. Anche qui si parte da un ricco portafoglio di stampanti, scalabile dalla serie Micro to Small alla Small to Medium Workgroup (con varietà Inkjet o Laser, Mono o Colore, Single o MultiFunction, e una share sempre sul 50% del mercato mondiale). Anche qui l’approccio è di prevedere un ecosistema in cui si crea contenuto in azienda e lo si “auto pubblica”, questa volta col prodotto Logoworks (www. logoworks.com) a scelta in ufficio, online, recandosi presso un “superstore per uffici” o rivolgendosi a un print service provider.
Della grande torta di opportunità (296 miliardi di dollari), l’area “Graphics” è una fetta da 32 miliardi. Il portafoglio di stampanti Hp di grande formato è della serie Indigo 2008, con volumi di stampa cresciuti del 40% dal 2003 (+21% in termini di fatturato). La parola d’ordine in questo segmento è “accelerare la crescita”. Con le nuove soluzioni, sono possibili servizi stampa di nuova generazione per cogliere l’opportunità di “ringiovanire” vecchi libri (90 milioni di libri sono ricercati dal pubblico, ma risultano non disponibili, ndr). Il servizio Bookprep, scalabile e basato sul web, consente ad un editore il “Print on Demand” di libri a partire da file scannerizzati, pubblicati come metadati (previo opportuno image processing che “pulisce” i file di scansione). Analogamente funziona il “Print on Demand” di riviste edite da comunità o da editori privati (per esempio MagCloud), e “scala” verso il basso, al numero di copie desiderato, anche pochissime.
Infine, l’opportunità nel mercato enterprise è da 116 miliardi di dollari: alle imprese Hp Ipg offre un asset di prodotti e soluzioni che mirano prima ancora che a costi competitivi ad aumentare la produttività dei knowledge worker e al rispetto ambientale in cui il contenuto è prodotto, personalizzato, organizzato e/o consumato, da posto di lavoro fisso o mobile che sia.
Oltre al portafoglio di stampanti enterprise (Desktop, Small Workteam, Workgroup e Dipartimentale) è offerto un framework in tre strati, con Roi crescente (vedi figura 1): Ottimizzare l’infrastruttura, mettendo ogni stampante in Internet; Gestire l’ambiente, offerto anche come servizio opzionale; Migliorare il workflow, offrendo consulenza nel migliorare i flussi aziendali di documentazione “che diventa applicazione”.

Figura 1: Framework in tre strati proposto da Hp per avere il massimo Roi dall’implementazione dei progetti di stampa
(Cliccare sull’immagine per visualizzarla correttamente)

Rinaldo Marcandalli
Giornalista

Consulente aziendale e giornalista. 40+ anni di esperienza nello sviluppo software, laboratorio IBM e field, nelle telecomunicazioni prima e poi nelle applicazioni e nel governo del Dipartimento It. Esperienze sul campo in settori bancario, in particolare interbancario, assicurativo e pubblica amministrazione. Da 20+ anni segue prima da consulente e poi come giornalista l’evoluzione dei processi nei settori e da 10+ anni la loro trasformazione progressiva al digitale, specializzandosi nello studio della riorganizzazione agile, digitale e smart delle Aziende.

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