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Migliorare la team collaboration grazie a un management simulator

pittogramma Zerouno

Digital360 Awards 2017

Migliorare la team collaboration grazie a un management simulator

29 Set 2017

di Valentina Bucci

Il Virtual Team Manager, realizzato per il Gruppo Unicredit e grazie al quale Arcadia Consulting ha vinto il Premio Premio Categoria Tecnologica Smart working-collaboration dei Digital360 Awards 2017, permette di mappare, sviluppare e allenare le competenze dei manager che hanno il compito di gestire team virtuali.

Sempre più si affermano i paradigmi dello smart working e modelli che favoriscono la mobilità e la creazione di team di lavoro, nazionali e internazionali, che collaborano da remoto. Gestire e rendere performanti questo tipo di gruppi tuttavia, per il manager che li deve guidare, non è semplice ed è necessaria una preparazione specifica. In particolare Unicredit Corporate Learning si è rivolta ad Arcadia Consulting perché aveva l’esigenza, sfruttando le potenzialità del digital learning, di rendere i propri team manager in grado di gestire i gruppi di lavoro da remoto a loro assegnati, gruppi composti da personale operante in Italia e all’ estero, in ufficio e in mobilità secondo i modelli dello smart working, con background professionali eterogenei e differenze culturali.

Arcadia Consulting – Orazio Stangherlin, premio categoria Smart Working, Collaboration

La soluzione di digital learning che migliora la collaborazione di gruppo

La risposta di Arcadia Consulting è stata la soluzione di digital learning Remote People Management Simulator (implementazione del framework AAL – Arcadia Augmented Learning, già vincitore del Digital360 Awards 2016): “Si tratta di uno strumento di digital learning che, attraverso una simulazione digitale, immerge il partecipante all’interno di uno scenario ramificato dove incontra e affronta tutta una serie di situazioni”, spiega Federico Fantacone, Direttore progetti speciali, Arcadia Consulting, che quindi chiarisce descrivendo in sintesi qual è la mission assegnata all’utente: “Il partecipante ha il ruolo di un neo virtual team manager che da poco ha assunto la responsabilità di un gruppo di 5 persone che operano in tre paesi diversi [i numeri si riferiscono in particolare all’adattamento della soluzione fatta per Unicredit Corporate Learning – ndr] con funzioni e culture differenti; il virtual team manager (Vtm) riceve da questi suoi collaboratori continue richieste a cui deve rispondere prendendo la decisione più appropriata ed efficace; in base alle scelte fatte ottiene un punteggio, la conquista di badge, il raggiungimento di un livello di performance e quindi, nel momento del game over, l’assegnazione di un profilo finale”.

Entrando nello specifico della soluzione:

  • la simulazione prevede degli scenari concatenati con il metodo 3C (Challenge-Choices-Consequences): posta una situazione sfidante all’utente, questi ha delle opzioni diverse tra cui scegliere; da queste si generano conseguenze differenti che a loro volta portano a nuove sfide e nuove scelte; l’esperienza del Vtm viene così guidata da uno scenario all’altro.
  • un video introduce il giocatore in una data situazione, quindi questi si immedesima ulteriormente nel contesto tramite la simulazione di una serie di mail, messaggi vocali, WhatsApp, Skype4Business, social media esterni, repository documentali inviati dai 5 collaboratori e da un un utente virtuale che ha il ruolo di Direttore. “Il Vtm, per esempio – spiega Fantacone – può ricevere da un suo collaboratore una richiesta o una lamentela: ‘è troppo tempo che non ci vediamo per discutere di un certo problema’, oppure ‘mi sembra che le persone stiano lavorando in maniera scoordinata’ oppure ancora, da parte di un utente di un paese dove c’è una cultura di pianificazione particolarmente importante, ‘non c’è puntualità nella consegna dei lavori’”. In ogni situazione descritta il Vtm è chiamato a scegliere la soluzione migliore (ha tre o quattro alternative), ottenendo, come accennato, punteggi, badges (Figura 1), feedback positivi o negativi dai collaboratori.
  • Ad ogni giocata vengono introdotte situazioni nuove e alla fine della simulazione (superamento di 15 scenari con un diverso grado di difficoltà) il giocatore viene profilato su 5 livelli di crescente performance e invitato a ripetere la simulazione per scoprire nuove challenge.

Secondo Fantacone il Vtm deve avere un approccio che possiamo definire ‘ibrido’: “Da un lato deve sfruttare le stesse tecniche valide per un team in presenza, dall’altro – adattandosi alle “regole” del mondo digitale – deve imparare a utilizzare correttamente tutti i canali tecnologici e di Computer Mediated Communication che l’azienda mette a disposizione della sua workforce”.

I vantaggi della soluzione di simulazione

Il simulatore permette di allenare il Vtm nello sviluppo di competenze quali:

  • essere accessibili e pronti a rispondere agli input provenienti dal team;
  • lavorare con trasparenza favorendo la collaborazione e l’instaurarsi di un rapporto di fiducia;
  • coordinare le persone e condividere informazioni;
  • organizzare la comunicazione all’interno del team;
  • dare e sollecitare feedback;

Una serie di Kpi (es. capacità di cooperazione, coordinamento, comunicazione) consentono di elaborare il profilo finale, più o meno positivo. Interessante il fatto che compaia anche un indicatore di prestazione legato alla sensibilità del virtual manager di agire in modo adeguato rispetto alla nazionalità e dunque alla cultura dei propri collaboratori valorizzando le differenza e creando un ambiente inclusivo.

Gli elementi innovativi distintivi di Remote People Management Simulator

Riportando le parole degli esperti di Arcadia Consulting: “Non esiste un motore di simulazione analogo sul mercato capace di riprodurre il comportamento digitale di capi e collaboratori in situazione di team virtuale”; tra le caratteristiche peculiari della soluzione viene evidenziata proprio la qualità della ricostruzione di questi scenari, realistici e coerenti con l’esperienza di Unicredit. Distintivo dell’applicazione anche il duplice sforzo con cui è concepita, sia sul piano tecnico che contenutistico: da un lato elementi gamification, tecniche di storytelling e grafica accattivante rendono appealing le esercitazioni e aumentano il tasso di inclusione degli utenti; dall’altro lato il livello di realismo degli scenari e il grado di approfondimento raggiunto dai Kpi, riesce a rendere significativo e verificabile l’apprendimento.

Per ulteriori informazioni visita la pagina del progetto sul sito dedicato ai Digital360 Awards 2017

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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