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Facilitare il flusso di apprendimento, grazie a un mix di metodologia, realtà aumentata e virtuale

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Facilitare il flusso di apprendimento, grazie a un mix di metodologia, realtà aumentata e virtuale

06 Dic 2016

di Valentina Bucci

Metodologia che punta a facilitare il flusso di apprendimento, grazie all’abbinamento di aspetti metodologici, realtà aumentata e visori di realtà virtuale.

Rendere l’apprendimento adattivo, interattivo e coinvolgente sfruttando le potenzialità del digitale: è questo l’obiettivo che si pone AAL – Arcadia Augmented Learning, soluzione presentata da Arcadia Consulting, realtà aziendale specializzata nello sviluppo di metodologie innovative e tecnologie di frontiera per il settore Education & Learning. Il framework proposto, Aal, mette al servizio della formazione soluzioni di nuova generazione (la realtà aumentata, la realtà virtuale e altri strumenti sotto descritti) per concretizzare un modello di apprendimento “alternativo” a quelli tradizionali, caratterizzato per il suo essere fortemente interattivo, gamificato, social: “La formazione non è più qualcuno che mi trasmette delle informazioni che io subisco; sempre più sta diventando un’esperienza; noi stiamo cercando di realizzarla sfruttando le opportunità della digital trasformation”, dice Orazio Stangherlin, Founder & Ceo, Arcadia Consulting, che quindi spiega come si è concretizzato questo sforzo: “Abbiamo definito un framework metodologico applicabile a ogni esigenza di apprendimento”; Arcadia ha prima studiato attentamente attraverso analisi, sperimentazioni, misurazioni, il modo in cui sta cambiando il concetto di formazione e come le tecnologie possono supportare questi nuovi approcci: per 6 mesi l’intero personale dell’azienda, sotto la guida di professionisti del mondo della formazione, docenti universitari, fondatori di start up e società specializzate in innovazione tecnologica, ha attivamente partecipato alla costruzione di idee e contenuti).

Figura 1: I principi metodologici fissati da Arcadia

Quindi ha fissato una serie di principi metodologici (figura 1) e ha sviluppato soluzioni in linea con quanto scoperto. Entrando nel merito, ecco alcune di queste soluzioni:

  1. Realtà aumentata – “Così come la realtà virtuale, la realtà aumentata [la rappresentazione di una realtà alterata in cui, alla normale realtà percepita attraverso i nostri sensi, vengono sovrapposte informazioni virtuali – ndr] – dice Stangherlin – è a oggi un ottimo strumento per coinvolgere le persone; favorisce l’interazione e ha un grande potenziale a livello didattico”: inquadrando con uno smartphone un dato prodotto, documento o immagine oggetto di studio, oppure sfruttando tecnologie quali i Google Glass, l’utente può immediatamente accedere a contenuti digitali di vario genere a esso ‘agganciati’ (video, siti Internet, esercitazioni ecc.) di cui può fruire nei modi e nei tempi che preferisce.
  2. Realtà virtuale – “Abbiamo sfruttato la realtà virtuale [simulazione virtuale, per mezzo di tecnologie d’avanguardia quali guanti, occhiali e caschi digitali, di una situazione reale con la quale il soggetto umano può interagire – ndr] per ricostruire scenari e ambienti relativi alla vita aziendale e per simulare situazioni particolari, per esempio lo scoppio di un incendio”, dice Stangherlin, che quindi spiega come questa tecnologia sia, nell’esempio, di grande utilità: “Le persone possono vivere l’esperienza attraverso visori indossabili e una console che consente di riprodurre i movimenti della persona ed esercitarsi a fuggire dall’azienda secondo le corrette modalità e tempistiche stabilite nei piani di evacuazione”.
  3. 3D mapping, Gamification, Social Learning, eTextbook – Rientrano in Aal anche: soluzioni di 3D mapping (contenuti 3D proiettati sulle più svariate tipologie di superfici oggetto di studio); App gamificate per favorire un’alta interattività dei partecipanti sfruttando il potere seduttivo del “gioco”; applicazioni di social learning per lo scambio orizzontale tra gli utenti e la condivisione di contenuti; eTextbook adattivi (ovvero non semplici eBook, ma oggetti multimediali interattivi in grado di valutare il livello di preparazione dell’utente e guidarlo in un percorso personalizzato, evitandogli di perdere tempo svolgendo moduli superflui).

Il digitale per una formazione più coinvolgente, duratura, veloce

Orazio Stangherlin, Founder & Ceo, Arcadia Consulting e Valentina Bucci, Giornalista di ZeroUno

Quali sono i vantaggi che il modello Aal offre?

  1. Formazione più coinvolgente – “Le persone quanto più sono coinvolte, quanto più partecipano attivamente all’attività di apprendimento e si divertono, tanto più imparano”, dice Stangherlin. Secondo Arcadia il metodo Aal genera questo più alto grado di engagement e partecipazione, come si riscontra nelle valutazioni favorevoli fatte dagli utenti che l’hanno sperimentato.
  2. I contenuti non si dimenticano – Le ricerche di Arcadia hanno riscontrato come questo modello renda più semplice alle persone ricordare informazioni e comportamenti non solo nell’immediato ma anche a distanza di tempo.
  3. Si impara velocemente – Il principale bisogno che Aal colma è sostanzialmente la necessità delle aziende e delle persone di risparmiare tempo: “Lo scopo di Aal – spiega lo stesso Stangherlin – è fare in modo che i lavoratori possano imparare alla velocità del business”: un business che è in costante evoluzione e che chiede perciò alle persone una formazione continua, che diventi parte integrante della loro quotidianità.

Non una evoluzione, ma una rivoluzione

Caratteristica innovativa della soluzione è proprio l’applicazione combinata delle tecnologie descritte che collaborano in modo organico per ripensare drasticamente il concetto di formazione tradizionale: “Ci siamo resi conto che non serviva una innovazione graduale dell’esistente, ma qualcosa di nuovo: Aal è nata quando abbiamo cominciato a domandarci come potevamo creare un modello didattico formativo sfruttando tutte le opportunità offerte oggi dalle tecnologie”. Questa rivoluzione è costata all’azienda un investimento di circa 750mila euro tra ricerche, sperimentazioni, acquisto di tecnologie. Ad oggi la metodologia Aal è applicata (oltre che nella stessa Arcadia, che per prima ha sperimentato il modello) in grandi realtà quali Confindustria Anima, Kasanova, Telecom, Unicredit, Atm, Trenitalia e Luxottica.

Presentato da Arcadia Consulting

Implementato presso Telecom, Confindustria Anima, Atm

Per vedere tutti i dettagli del progetto vai sul sito Digital360 Awards

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

Facilitare il flusso di apprendimento, grazie a un mix di metodologia, realtà aumentata e virtuale

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