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Il VoIP, questo sconosciuto. di Riccardo Zanchi, Partner NetConsulting

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Il VoIP, questo sconosciuto. di Riccardo Zanchi, Partner NetConsulting

21 Set 2005

di Riccardo Zanchi

Il VoIp, diventato una soluzione commercializzabile e a portata di mano, comincia ad essere guardato come un’opportunità di risparmio dalle aziende, sempre più attente ai costi. Tuttavia tradurre in realtà le aspettative è meno facile del previsto, dato che manca una chiara percezione dei pro e dei contro. Non sempre è chiara la visione del contesto in cui questa tecnologia va applicata, mentre le strade da percorrere possono essere molto diverse in base ai diversi focus aziendali.

Ormai non passa giorno che non vi sia un articolo (non necessariamente di pubblicazioni di carattere tecnologico) che non parli di voice over IP.
Il tema non è certamente nuovo, se analizzato considerando come VoIP la possibilità di comunicare in fonia utilizzando la rete Internet, dato che le prime applicazioni per PC che consentivano di comunicare in questo modo sono state rese disponibili da almeno 10 anni.
È indubbio che la qualità che veniva garantita da tali software era tutta da verificare e, per lo più, consentiva di sentire in modo frammentario e lacunoso il proprio interlocutore che, a sua volta, rispondeva ad affermazioni che probabilmente non aveva sentito o che aveva appena colto.
Va detto che oggi il tema si riaffaccia alla ribalta con nuovo smalto e va considerato come di estrema attualità, perché proposto in un contesto tecnologico dinamico e di forte cambiamento che permette di rendere il VoIP commercializzabile, potendo contare su presupposti innovativi e che meritano riflessioni accurate.
Tale contesto tecnologico va peraltro inserito in un momento in cui la congiuntura non permette di rilassarsi rispetto ai budget di spesa, con richieste di contenimento dei costi su tutti i fronti, inclusi i servizi di telecomunicazione. Pertanto, il VoIP viene immediatamente percepito come la panacea ai problemi di budget di responsabili ICT e dei loro colleghi dell’amministrazione.
I problemi veri nascono nel momento in cui, indipendentemente dal fatto di avere di fronte un’esigenza di riduzione di costi, ci si debba muovere per trasformare le aspettative in realtà.
Infatti, se è vero che le tecnologie IP sono già ben presenti in diversi anelli della catena tecnologica (infrastrutture di rete in primis, ma anche terminali e applicazioni), è anche vero che solo una minima parte degli utenti potenziali è già attrezzato per sfruttare il VoIP in modo che risponda alle proprie esigenze.
Per un cliente consumer è sufficiente scaricare dalla rete un software di comunicazione (ad esempio Skype), installarlo sul proprio PC e connettersi ad Internet con un accesso a Banda Larga (meglio se con tariffa flat) e risulta possibile comunicare in modo dignitoso con altri utenti analoghi, purché connessi nello stesso momento ad Internet, ma per un utente business il discorso cambia radicalmente.
Di fatto, oggi sul VoIP esistono posizioni molto variegate: vi sono gli entusiasti ma anche gli scettici che, pur essendo interessati devono superare molti dubbi, ma vi sono anche quelli che hanno già affrontato il tema alcuni anni fa e non ne sono rimasti convinti, pertanto sono perplessi ancora adesso.
In generale, non è completamente chiara la percezione di quale impatto si avrà in termini di investimenti da sostenere e di complessità da risolvere e ciò è sicuramente l’aspetto più critico, dato che queste scelte delicate devono essere compiute spesso in un contesto tecnologico non del tutto chiaro – soprattutto nei suoi sviluppi futuri – e in cui la consapevolezza dei rischi è bassa.
Inoltre, è spesso carente – quando non del tutto assente – una visione sistemica, che porti a considerare nuove applicazioni possibili solo tramite l’IP ed i relativi vantaggi.
Questa situazione di ridotta percezione dei pro e dei contro non gioca a favore del decisore che, non potendo contare su un’esperienza pregressa, si deve affidare al buon senso per identificare l’alternativa che meglio risponda alle proprie esigenze.
In generale, da recenti analisi svolte sugli utenti, emergono tre posizioni principali, fra loro alternative in relazione agli obiettivi perseguiti (Figura 1).

Figura 1: Le possibili alternative per il VoIP in azienda
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
 

Fonte: NetConsulting

Se il focus è quello di salvaguardare l’infrastruttura esistente (centralino IP enabled  e terminali non IP) si tende ad optare per un router o un gateway che gestisce l’accesso verso Internet.
Chi ha pianificato la sostituzione del centralino e dei terminali (per raggiunti limiti di età o di capacità) e ha voluto optare per una scelta innovativa, ha introdotto una soluzione di IP PBX (softswitch) con nuovi terminali IP i cui costi stanno rapidamente calando rispetto a un paio di anni fa.
Una scelta diversa è stata invece operata da chi, dovendo cambiare il PBX, ma non intendendo sostenere i costi di refresh tecnologico, ha optato per un PBX virtuale nella formula dell’IP Centrex, limitandosi ad investire sui terminali e selezionando un service provider per la sola componente di commutazione.
L’attuale fase di rinnovo dei prodotti e dei servizi di commutazione e di fonia va intesa come il primo passo verso una più completa e profonda riconfigurazione delle modalità di fruizione tradizionali verso un utilizzo generalizzato dell’IP a tutti i livelli, caratterizzato da un processo di completa integrazione fra le tecnologie informatiche e di telecomunicazione, che precorre la prossima convergenza di cui si parla da tempo.
Ovviamente ogni innovazione deve scontare il prezzo dell’avvio e i pionieri del VoIP si stanno facendo carico dei benefici di cui potranno godere i loro colleghi follower che, per ridotta necessità o per puro timore, in questo momento stanno alla finestra.

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Riccardo Zanchi

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