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Realtà aumentata versus realtà virtuale: differenze ed esempi applicativi

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Realtà aumentata versus realtà virtuale: differenze ed esempi applicativi

30 Ott 2018

di V.V.

Aziende di diversi settori confermano come l’utilizzo di soluzioni in Augmented Reality (AR) e Virtual Reality (VR) aumentino produttività, efficienza e sicurezza, riducendo sensibilmente i costi. L’ultimo report del Capgemini Research Institute fa il punto, descrivendo numerosi casi concreti che misurano il valore di un’intelligenza che porta maggiore velocità e precisione non solo nei servizi di assistenza ma anche in molti cicli produttivi

Realtà aumentata versus realtà virtuale. Le differenze tra queste due tecnologie permettono di capire i vantaggi applicativi ma anche gli orizzonti potenziali del loro sviluppo.

A dire il vero AR e VR non sono affatto delle novità rispetto al panorama tecnologico. A fare la differenza sono i più recenti progressi associati all’evoluzione della capacità elaborativa dei sistemi, dell’evoluzione delle soluzioni di archiviazione ma anche di una grafica oggi migliorata, anche in virtù di display ad alta risoluzione che garantiscono il carattere veramente immersivo dell’esperienza.

Secondo gli analisti l’introduzione di AR e VR negli ultimi tempi sta crescendo in modo significativo: le previsioni dicono che il settore nel corso del 2018 raggiungerà i 17,8 miliardi di dollari, con un incremento di quasi il 95% rispetto ai 9,1 miliardi di dollari del 2017.

Augmented Reality e Virtual Reality: funzionamento e differenze

Un principio di funzionamento della realtà aumentata è quello dell’overlay. La fotocamera legge l’oggetto presente nell’inquadratura, il sistema fa un match con un database di immagini, riconosce l’oggetto e attiva un nuovo livello di comunicazione informativa inerente che si va a sovrapporre e a integrare perfettamente alla realtà, andando a potenziare la quantità di dati di dettaglio.

Nella realtà virtuale, invece, l’esperienza è totalmente digitale: viene ricreato un ambiente virtuale interattivo in cui l’utente, attraverso un visore speciale e l’uso di sensori di movimento, vive un’esperienza immersiva a 360 gradi.

Realtà aumentata versus realtà virtuale: 3 esempi di casi d’uso a livello industriale

Industria aeronautica: Boeing ha utilizzato la realtà aumentata per fornire con maggiore precisione e puntualità ai propri tecnici le istruzioni per gli schemi di cablaggio del velivolo, consentendo loro di avere entrambe le mani libere in fase di installazione. La scelta tecnologica è stata vincente: il sistema ha consentito non solo di ridurre il cablaggio ma anche di aumentare la velocità dell’attività del 25%, di aumentare la produttività del 40% e di eliminare i tassi di errore.

Automotive: Ford utilizza la realtà virtuale a supporto degli operatori che lavorano in catena di montaggio, aumentando sia la produttività degli operatori che i livelli di sicurezza. Durante la fase di assemblaggio dell’attrezzatura il movimento umano viene scansionato da una serie di sensori di movimento per essere supportato in modo tale da ridurre il rischio di lesioni e aumentare i livelli di produttività. L’uso della realtà virtuale in Ford ha comportato un calo del 70% degli infortuni dei dipendenti e una riduzione del 90% delle criticità legate a problemi di ergonomia.

Utility: TOMS (TRMUA) utilizza realtà virtuale e realtà aumentata per supportare gli operatori sul territorio nell’identificare guasti nascosti nei condotti dell’acqua potabile e del gas, così come nei sistemi elettrici e fognari. Queste tecnologie, infatti, simulano la vista a raggi X, permettendo di vedere attraverso il terreno: un’applicazione elabora i dati del GIS (Geographic Information System) che, mediante l’uso di Microsoft HoloLens, si trasformano in una proiezione olografica del sottosuolo che tiene conto della posizione e dell’orientamento dell’utente. Questa innovazione aumenta la produttività giornaliera degli operatori sul campo, supportando al meglio gli interventi nelle situazioni di emergenza come incendi o allagamenti.

AR e VR per gli ambienti di test e simulazione

Questi esempi illustrano come le organizzazioni di diversi settori industriali stiano capendo molto bene le opportunità associate all’uso di questo tipo di tecnologie, generando un notevole valore aggiunto. È anche il caso di BMW che utilizza la realtà virtuale per effettuare i propri test su varie componenti dei suoi veicoli, a volte senza nemmeno farle entrare in produzione, il che riduce notevolmente i costi di sviluppo. Anche Procter & Gamble ha iniziato diversi anni fa a utilizzare la realtà aumentata per simulare i propri prodotti su scaffali virtuali proposti a gruppi di consumatori a campione per testare i feedback. Anche in questo caso, i test virtuali aiutano a ridurre i costi e a velocizzare la raccolta dei dati.

Quando queste tecnologie diventeranno mainstream?

L’ultima ricerca condotta dal Capgemini Research Institute, riporta che quasi la metà delle aziende (46%) dichiara che la realtà aumentata e la realtà virtuale saranno ampiamente utilizzate dalle loro organizzazioni entro 36 mesi.

Secondo gli ultimi dati, almeno il 75% delle aziende che hanno implementato soluzioni di AR e/o VR su larga scala raccontano benefici operativi superiori al 10%, sottolineando come la realtà aumentata e la realtà virtuale aumentino significativamente la loro produttività e la loro efficienza. Il punto di forza è l’ottimizzazione dei flussi di lavoro grazie alla possibilità di avere informazioni localizzate e contestuali al momento giusto attraverso modalità di istruzione passo-passo immersive. Non solo: un altro punto di forza di queste soluzioni è un supporto di teleassistenza estremamente puntuale e funzionale, grazie alla possibilità di avvalersi di esperti che, guardando da remoto in tempo reale quello che vedono gli operatori distribuiti sul territorio, possono fornire i loro contributi come fossero in copresenza.

V.V.
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