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Motorola: da Google a Lenovo

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Motorola: da Google a Lenovo

31 Gen 2014

di Giampiero Carli Ballola

Neanche una settimana dopo l’acquisto del comparto server x86 da Ibm, Lenovo ha messo a segno un altro colpo grosso rilevando da Google per 2,9 miliardi di dollari, di cui solo 660 milioni pronta cassa, Motorola Mobility, che la casa di Mountain View aveva acquisito due anni fa per una cifra più di quattro volte superiore.

Anche se Google ha tenuto per sé il vero asset della storica società americana, ossia la maggior parte dei suoi brevetti, ai quali gli analisti danno un valore di circa 5 miliardi, per il colosso cinese resta comunque un ottimo affare. Non solo perché Motorola è un nome che in molti paesi ha un forte mercato, ma perché Lenovo, per le sue capacità di supply chain e di distribuzione globale, saprà certamente trarne quel profitto che Google non ha saputo, e nemmeno voluto, realizzare. Sul blog ufficiale di Google lo stesso Larry Page, co-fondatore e Ceo della società, ha infatti scritto di aver acquistato Motorola per spingere (“supercharge”) l’ecosistema Android, senza volersi impegnare a fondo in un mercato così competitivo come quello degli smartphone (e in concorrenza ai suoi stessi clienti). Un’intenzione indirettamente confermata dalla stessa Lenovo, che ha detto d’essere stata in trattativa con Google da due anni, in pratica già  all’indomani dell’acquisizione. Il management cinese ha anche detto di voler mantenere a Chicago gran parte delle attività operative, una mossa che, francamente, sembra più dettata dalla necessità di facilitare l’approvazione dell’antitrust e delle autorità finanziarie Usa che dalla reale intenzione di sopportare il costo del lavoro americano solo per scrivere “made in Usa” sui suoi prodotti.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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