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Engineering Mobile Energy, ecco come funziona

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Engineering Mobile Energy, ecco come funziona

Engineering ha centrato l’ambizioso obiettivo di creare una infrastruttura per la ricarica degli EV salvaguardando la modularità degli investimenti, integrando PdR basate su differenti tecnologie e prodotte da differenti vendor

12 Ago 2021

di Redazione

Engineering Ingegneria Informatica ha sviluppato una infrastruttura di ricarica elettrica in assenza di connettività dati permanente, capitalizzando le infrastrutture e gli impianti esistenti e uniformando la customer experience. Il progetto denominato Engineering Mobile Energy (risultato finalista ai Digital360 Awards 2021 per la categoria Internet of Things & Big Data Analytics) permette alle aziende la transizione dal parco auto tradizionale (a combustione) a un nuovo parco composto da vetture soprattutto ibride e completamente elettriche.

I componenti della soluzione

La soluzione Engineering Mobile Energy si articola in più parti.

In primo luogo, il sensore: interamente progettato da Engineering, si tratta di un componente hardware installabile all’interno di qualsiasi punto di erogazione dell’energia elettrica (presa, colonnina, altro), indipendentemente dalla potenza e dalla modalità di erogazione, e che si collega tramite bluetooth con lo smartphone dell’utilizzatore.

Lo smartphone (dotato di connettività dati): funge da gateway di comunicazione tra il sensore e la piattaforma cloud. Una volta che l’utilizzatore ha attivato la fornitura, la connessione può essere interrotta. Il sensore si occupa in autonomia di portare a termine il servizio richiesto. Sono definibili le regole di comportamento nel caso di interruzione volontaria da parte dell’utilizzatore o in autonomia da parte del sensore.

La piattaforma cloud, dal canto suo, garantisce tre macro funzionalità: Anagrafica e Sicurezza; Invio delle informazioni funzionali all’attivazione della fornitura. La piattaforma inoltre consente di trasformare l’erogazione della commodity in un prodotto energetico, basata su tre variabili, tra loro combinabili: consumo, potenza assorbita e durata.

A parità di configurazione, i prodotti possono essere caratterizzati così da poter profilare il motivo della ricarica (per esempio, ricarica ebike, auto…). La piattaforma permette anche la definizione di politiche di marketing&sales, a livello di punto di erogazione, utente e periodo.

È possibile infine definire sulla piattaforma la gestione dell’eventuale pagamento della ricarica: non attivo (per esempio, nel caso il dipendente ricarichi l’auto aziendale presso i parcheggi aziendali) con autenticazione integrata LDAP – Lightweight Directory Access Protocol dell’organizzazione; attiva ad evento (che vuol dire pagare per lo specifico acquisto); attiva con borsellino, ossia si predefinisce la necessità di una richiesta di ricarica di un borsellino, attraverso taglie predefinite.

I canali di pagamento/ricarica attualmente disponibili sono carta di credito, PayPal, Credito Telefonico (quest’ultimo in attesa del consolidamento del quadro normativo in materia).

La terza area di funzionalità assicura la raccolta delle informazioni post- erogazione. Essendo il sensore connesso solo in presenza dello smartphone, la raccolta delle informazioni può avvenire al termine della ricarica qualora il dispositivo mobile sia ancora connesso, oppure alla successiva connessione.

I numeri e i costi del progetto

Nella case history presa a esempio per illustrare il progetto vi sono 23 sedi coperte su tutto il territorio nazionale, isole comprese e più di 100 PdR (Punto di Riconsegna), dalle colonnine alle semplici wallbox. In tale progetto sono state integrate colonnine di differenti produttori, unificando la user experience.

Il piano originario prevedeva l’installazione nelle 23 sedi in 6 mesi; la semplicità di connessione delle PdR basate su questa tecnologia brevettata (richiesta soltanto la connessione elettrica) ha semplificato il processo e compresso i tempi di installazione.

Purtroppo la pandemia, sopraggiunta in pieno svolgimento delle attività, ha esteso la durata a 18 mesi complessivi.

Ovviamente si è reso necessario il coinvolgimento della struttura corporate di fleet management, dei responsabili delle varie sedi, e dei tecnici della società che si si sono occupati del cablaggio elettrico e della messa a norma dell’infrastruttura.

Per quanto riguarda i costi, le voci principali hanno riguardato l’installazione, le componenti HW e un canone ricorrente per la gestione e manutenzione.

Gli obiettivi raggiunti

Engineering ha centrato l’ambizioso obiettivo di creare una infrastruttura per la ricarica degli EV – Electric vehicke salvaguardando la modularità degli investimenti, integrando PdR basate su differenti tecnologie e prodotte da differenti vendor.

L’utilizzo dell’app è stato integrato con LDAP aziendale, semplificando così il processo di autenticazione e di autorizzazione all’utilizzo delle PdR.

La soluzione ha altresì consentito all’Azienda di incentivare l’uso dell’auto in modalità elettrica, con conseguente decremento della quantità di Co2 immessa nell’atmosfera, dato importante sia per bilancio solidale che per l’accesso a specifiche gare della PA.

La soluzione, abilitando la possibilità di definire nel cloud un limite temporale per utilizzatore, ha permesso di condividere PdR tra più utenti.

Infine, ma non per questo meno importante, Engineering Mobile Energy ha permesso al fleet manager di fissare degli obiettivi per utilizzatore basati sui km percorsi in modalità elettrica.

Le motivazioni del brevetto

La soluzione si caratterizza per le seguenti particolarità: la possibilità di erogare la fornitura cloud-defined in assenza di connettività dati permanente; l’accesso alla rete di ricarica tramite un account cloud, anche in assenza del ‘proprio’ smartphone; la definizione dei servizi su parametri tipicamente elettrici (energia, potenza, tempo) e altri marketing/sales (chi, dove, quando); l’opportunità di garantire la ricarica casalinga controllata dall’azienda, con la stessa tecnologia e UX utilizzata in ufficio.

Il sensore può, infatti, essere facilmente e a basso costo installato anche presso l’abitazione del dipendente (anche in assenza di colonnina o wallbox), creando continuità tra l’esperienza aziendale e quella domestica, oltre alle condizioni per un ruolo aziendale più ampio a favore della diffusione della ricarica elettrica.

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Redazione

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