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Cisco: la collaboration mobile e Feed back driven

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Cisco: la collaboration mobile e Feed back driven

23 Mar 2015

di Valentina Bucci

Cisco “Project Squared”, un’applicazione per la collaboration che crea “spazi virtuali” accessibili da qualunque luogo con qualsiasi dispositivo. Dove l’utente è al centro: e non si tratta di uno slogan marketing, perché la soluzione, ancora in evoluzione, è Feed back driven, ossia costruita in co-design con gli utenti finali che la stanno utilizzando.

MILANO – Dopo i prodotti pensati per portare forme di collaborazione efficaci in ogni sala riunione e su ogni scrivania, il passo successivo del percorso di Cisco dedicato alla collaboration è, e non poteva essere altrimenti: la mobilità. Project Squared è un’app business per la collaborazione che consente, tramite un’unica soluzione, di condividere messaggi, caricare documenti e avviare chiamate voce e video, creando “stanze virtuali” accessibili da qualunque luogo con qualsiasi dispositivo, permettendo di estendere facilmente la collaborazione anche a utenti esterni all’azienda.

Michele Dalmazzoni, Collaboration Architecture Leader di Cisco Italia

Come ha voluto sottolineare Michele Dalmazzoni, Collaboration Architecture Leader di Cisco Italia, tra i vantaggi per chi lavora in mobilità, va ricordata la funzionalità per cui i file da condividere vengono resi disponibili in cloud grazie all’integrazione con le soluzioni di Box (società che si occupa di archiviazione cloud, con cui Cisco ha annunciato una alleanza proprio per potenziare le funzionalità di Project Squared) e possono essere immediatamente visualizzati nella stanza virtuale, unitamente ai messaggi, senza dover essere scaricati. L’app, come spiega ancora Dalmazzoni, vuole rispondere a tre problemi che devono generalmente fronteggiare le aziende: accesso agli strumenti non sempre agile, soprattutto per chi è esterno all’azienda; contenuti segregati su diverse applicazioni, aziendali e non; experience disomogenea tra tablet, pc e smartphone, a causa della disparità di servizi disponibili tra un tipo di device e l’altro. Con questa soluzione Cisco pone dunque al centro le necessità degli utenti, una filosofia ben rappresentata dal fatto che il progetto è “Feed Back Driven” e lo sviluppo dell’applicazione (già disponibile in versione Public beta, ma ancora in evoluzione) “è guidata dai consigli che l’azienda sta raccogliendo dagli utenti finali in una sorta di co-design”, dice Dalmazzoni, sottolineando la natura interattiva ed evolutiva del progetto.

Sempre di recente, la società ha anche annunciatoi: TelePresence IX5000, gamma di prodotti e soluzioni di collaborazione di fascia alta che grazie al protocollo H.265 riduce notevolmente i consumi elettrici e di banda, e Business Edition 6000S, piattaforma di collaborazione all-in-one integrata in un router Cisco pensata per le Pmi, che offre in un un’unica soluzione servizi voce, video e collaboration (entrambe pensate per minimizzare i tempi di installazione).

Grazie anche alla flessibilità garantita dal modello as a service gli strumenti di collaboration stanno sempre più diffondendosi tra le aziende, la sfida rimane quella culturale e di comunicazione: “Tipicamente il valore di queste tecnologie è più a conoscenza del mondo It, ma sono le line of business che trarrebbero più vantaggio dalla loro implementazione: per questo il grande sforzo che stiamo facendo è riuscire ad avere un approccio più diretto con queste ultime, in modo che possano rendersi conto della loro utilità e dei forti Roi che si possono ottenere”, conclude Dalmazzoni.

Valentina Bucci
Giornalista

Giornalista pubblicista, per ZeroUno scrive dei cambiamenti che la digitalizzazione sta imponendo alle imprese sul piano tecnologico, organizzativo, culturale e segue in particolare i temi: Sicurezza Informatica, Smart Working, Collaboration, Big data, Iot. Master in Giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza (Università di Ferrara), laurea specialistica in Culture Moderne Comparate (Università di Bergamo).

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