Cisco alimenta il lavoro ibrido e punta su switch, Wi-Fi e 5G privato

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Attualità

Cisco alimenta il lavoro ibrido e punta su switch, Wi-Fi e 5G privato

L’azienda è pronta a lanciare il primo servizio 5G privato gestito, un portafoglio di Wi-Fi 6E e Cisco Catalyst serie 9000X basati su Silicon One, puntando sulle tecnologie di rete per aiutare a unificare, collegare e digitalizzare sempre più sistemi aziendali e operazioni.

09 Feb 2022

di Roberta Fiorucci

Per soddisfare la crescente domanda di connettività da remoto e supportare un modello di lavoro ibrido ancora più ampio, fatto di persone e oggetti, la multinazionale fondata a San Francisco ha annunciato e mostrato in un incontro online organizzato per stampa e analisti le ultime novità. Tra queste, nuovi prodotti: due access point Wi-Fi 6E e quattro switch Catalyst 9000X, due dei quali alimentati dal chipset Silicon One Q200 e la creazione di un servizio 5G privato basato su cloud, che integrerà il Wi-Fi per connettere le operazioni fisiche guidate dalla tecnologia operativa (OT) e dall’IoT industriale, con i sistemi IT e ridurre i rischi tecnici e di sicurezza in particolare degli oggetti connessi.

Lo scopo di questi aggiornamenti, che vedremo già a partire dal prossimo mese (la società prevede di rilasciare maggiori dettagli sul servizio privato 5G-as-a-managed durante il Mobile World Congress o MWC di Barcellona), spiega Todd Nightingale, Executive Vice President & GM, Enterprise Networking & Cloud di Cisco, è quello di aumentare le prestazioni, la capacità e l’affidabilità della rete poiché “diventa fondamentale ottenere un vantaggio strategico e competitivo”. Senza la rete, infatti, il lavoro ibrido non funziona.

“Le capacità della rete potenziano le capacità dei lavoratori” sottolinea Todd Nightingale. Più le reti soddisfano le prestazioni, l’agilità e la flessibilità maggiore sarà il vantaggio competitivo. “Le nostre nuove soluzioni di rete wireless, insieme ai nuovi switch Catalyst alimentati da Silicon One, consentono la produttività e l’agilità del lavoro ibrido collegando tutti e tutto da qualsiasi luogo” conclude.

odd Nightingale, Executive Vice President & GM, Enterprise Networking & Cloud di Cisco

Hybrid work tra tecnologia digitale e operativa (OT)

Un incontro, quello voluto da Cisco, iniziato da una riflessione che accoglie e coinvolge non solo tecnologie e innovazioni, ma il futuro di tutto il sistema lavorativo globale. Gli ultimi due anni, di fatto, ci hanno abituati a considerare il lavoro ibrido principalmente come lo scambio di spazi fisici tra casa e i diversi luoghi di lavoro. Una modalità che ha permesso di continuare a lavorare ma anche un concetto destinato ad espandersi, ad accogliere una nuova e più ampia dimensione vicina al modo in cui interagiamo tra le persone e con le “cose”, tra fisico e virtuale.

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Nella vision di Cisco, connettere tutto e tutti tra reti wireless con Wi-Fi 6E e 5G privato, dispositivi IoT e OT in grado di monitorare e regolare gli spazi di lavoro e infine, tecnologie che integrano più strettamente il digitale con il mondo materiale, significa maggiore libertà, più flessibilità e inclusività. Significa anche capacità di attrarre talenti e collaborare con persone di tutto il mondo.

Reti aziendali e carichi di lavoro con Catalyst 9000X

Al centro di questa evoluzione, la componente fondamentale per alimentare il lavoro ibrido è una rete sicura e potente, in grado di connettere qualsiasi utente in qualsiasi momento. Da qui l’esigenza di miglioramenti tecnologici che aiutino l’IT a supportare spazi di lavoro intelligenti, sostenibili e sicuri.

I nuovi switch Catalyst 9500X e 9600X sono alimentati dal chip interno Silicon One Q200 e sono pensati per le reti aziendali che necessitano di una maggiore larghezza di banda e la scalabilità necessaria per supportare l’accesso alla rete 100G/400G. “Riuniscono i vantaggi di routing e switching in un’architettura unificata per alte prestazioni, un consumo energetico quattro volte inferiore e una larghezza di banda sufficiente per eseguire 80.000 flussi video ad alta definizione in simultanea” ha dichiarato soddisfatto Chris Stori, Senior Vice President & GM, Networking Experiences di Cisco.

Chris Stori, Senior Vice President & GM, Networking Experiences di Cisco

Wi-Fi 6E e access point

Catalyst 9136 e Meraki MR57 sono gli access point wireless di fascia alta che supportano le reti WiFi 6E. A introdurli è Greg Dorai, Vice President, Product Management, Secure Access Group di Cisco con una metafora dell’autostrada che passa da quattro a ben otto corsie. Entrambi i punti di accesso WiFi 6E utilizzano una radio tri-band flessibile, che può funzionare in modalità 2,4 GHz e dual 5 GHz o 2,45 GHz e 6 GHz. Questo, sempre secondo lo stesso Grec Dorai, permetterà alle aziende di adattare e ottimizzare la propria rete wireless man mano che i terminali WiFi 6E, non ancora particolarmente diffusi, lo diventeranno in maniera più consistente.

Da sinistra: Chris Stori, Senior Vice President & GM, Networking Experiences di Cisco e Greg Dorai, Vice President, Product Management, Secure Access Group di Cisco

Secondo Grec Dorai i dispositivi sono adatti a supportare applicazioni a bassa latenza o possono essere implementati dove c’è la necessità di velocità di trasmissione di dati, come avviene per la realtà aumentata (AR), realtà virtuale (VR) o nello streaming video e negli ologrammi. Inoltre, il Catalyst 9136 ha un’intelligenza integrata in grado di ottimizzare l’uso dello spettro, instradando automaticamente i dispositivi Wi-Fi 6E sulla banda a 6 GHz per evitare congestione oppure interferenze.

Durante l’evento, e a testimonianza del rafforzamento dei componenti della rete mobile di Cisco, è intervenuta Banita Hyman, Direttore dei Servizi Aziendali IT di Norfolk Southern Railway, compagnia ferroviaria statunitense. Banita Hyma ha sottolineato come la sicurezza sia un aspetto chiave, anche a sostegno di una strategia “mobile first” pensata per i sistemi mobili di dimensioni ridotte, come gli smartphone.

5G privato: maggiore sicurezza e supporto a industria e IoT

Il servizio 5G privato di Cisco, fornito con provider e partner tecnologici, è una modalità semplice da adottare, in grado di mantenere le reti sicure se si pensa al lavoro ibrido e alla Internet of Things (IoT). “Il servizio 5G privato fornirà agli utenti uno strumento immediato ma potente per proteggere le proprie attività”, ha affermato Chris Stori “con un numero sempre più elevato di dispositivi connessi è importante garantire punti di accesso che siano, in primo luogo, affidabili e sicuri”. La soluzione basata su cloud, oltre a includere le funzionalità di integrazione sicura dei dispositivi IoT, la gestione delle reti 5G e IoT industriali, comprenderà anche il supporto per il sistema di identità e policy di Cisco. Per tutti gli ulteriori approfondimenti bisognerà attendere il mese di marzo.

L’obiettivo delle nuove funzionalità per Cisco è un supporto nel tempo e per il futuro del lavoro ibrido e delle applicazioni mission-critical, che andranno ad alimentare le organizzazioni per il prossimo decennio. Tutto a supporto di una rapida trasformazione digitale.

Roberta Fiorucci

Giornalista

Roberta Fiorucci scrive di tecnologia, innovazione digitale e digital transformation per le imprese, prima come copywriter e technical writer poi collaborando con case editrici e riviste di settore. Nel 2008 ha creato una sua agenzia di comunicazione specializzata in brand management nel settore IT e sviluppo di progetti innovativi. Nel 2020 ha iniziato la sua collaborazione con ZeroUno

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