White Box Switch e Brite Box Switching: le differenze, i vantaggi e i limiti di un’offerta crescente

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White Box Switch e Brite Box Switching: le differenze, i vantaggi e i limiti di un’offerta crescente

Gli switch “aperti” offrono alle aziende più libertà nello scegliere l’hardware e i sistemi operativi di rete. Si tratta di un mercato ancora molto giovane e mutevole, dove c’è un mix di vendor e provider che vedono scendere in campo grandi brand e start up

04 Mar 2016

di redazione TechTarget da Digital4

A segnalare un interesse crescente tra le soluzioni White Box annesse a switch disaggregati è Gartner che ne parla nel suo blog dedicato alle aziende. Dei White Box Switch intesi come switch di rete assemblati da fornitori di apparati di networking e, dunque, white label ne abbiamo già parlato.

A questo concetto si va ad aggiungere quello di Brite Box Switching, termine utilizzato da Gartner per definire i white box switch di marca venduti senza sistema operativo abbinato o con un sistema operativo di terze parti. Una volta scelto il white box switch, infatti, bisogna anche aggiungere un sistema operativo di rete (NOS). Il WBS presuppone comunque un bundle, con soluzioni brandizzate, ovvero proposte da vendor che hanno a listino switch ultra costosi ma che vogliono offrire ai propri clienti alternative comunque valide, a prezzi decisamente più bassi. 

Insomma, si tratta di un mercato in rapida evoluzione, in cui ogni giorno si affacciano nuove aziende e start-up che vogliono cavalcare l’onda di questa opportunità che il settore del networking sta offrendo. Il vantaggio per l’utente finale? Senza utilizzare il brand sul dispositivo, oppure creandone uno ad hoc ai più sconosciuto e, di solito, non fornendo un sistema operativo abbinato, si possono portare in azienda ottime risorse a costi inferiori. 

BBS o WBS? roba da adepti, dice Gartner

Gartner sottolinea anche come ci siano comunque una serie di limiti a questo tipo di approccio che rende il WBS o il BBS una scelta per adepti come i cloud provider e in generale alla migliore elite del networking. Il motivo? Un notevole livello di competenza nell’acqusizione del processo e nelle modalità di integrazione dell’hardware e del software così come nella capacità di offrire adeguato supporto.

Il divario finanziario e funzionale tra White-Box e la commutazione tradizionale ha alzato il sipario su nuove modalità di approccio ma anche su nuovi operatori di mercato. Il modello di adozione porta a fare un distinguo tra il White Box e lo switching tradizionale, in un’ottica di iperscalabilità che oggi piace tanto alle aziende alla ricerca di flessibilità, potenza ma anche economia.

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Esistono dunque doversi modelli di distribuzione:

  • Network switching vendor che consentono al proprio software di girare su hardware white box
  • Network switching vendor che permettono ad altri software di girare sui propri hardware (come, ad esempio Dell con Cumulus o Dell con Big Switch)
  • Vendor di infrastrutture software, come VMware o Microsoft, che certificano gli hardware switch fornendo la loro intelligenza applicativa sia a livello di networking che a livello di sistema operativo
  • System Integrator che assemblano hardware e software per distribuire uno switching alle aziende utenti finali, diventandfo a tutti gli effetti dei vendor

Tra i vendor che offrono questi switch no logo, ad esempio, ci sono Accton, Delta Networks e Quanta Cloud Technology, che vendono il loro hardware sotto il marchio rispettivamente di  Edge-Core Networks, Agema Systems e iwNetworks. 

Ecco alcuni esempi di sistemi operativi non abbinati a uno switch specifico, e di proposte di hardware white box o brite-box:

  1. Big Switch Networks offre il suo Switch Light NOS, che non è un vero sistema operativo con cui un tecnico IT interagisce, ma piuttosto è classificabile come agente per un’applicazione che è in esecuzione su un controller SDN. Big Cloud Fabric and Big Monitoring Fabric di Big Switch Networks sono i white box switch venduti dal fornitore che possono funzionare (se il cliente lo desidera) con il sistema operativo Switch Light NOS
  2. Pica8, con il suo PicOS offre un whitebox switch completo di sistema operativo che può essere facilmente configurato tramite una CLI (command-line interface) tradizionale come quella utilizzato sui moderni tools di automazione
  3. Cumulus Networks vende Cumulus Linux, una vera e propria distribuzione Linux creata ad hoc, che può essere accoppiata a molti tipi di hardware. Cumulus Linux si rivolge per lo più a negozi che già utilizzano strumenti di automazione per gestire l’infrastruttura di rete e che vorrebbero automatizzare la configurazione degli switch di rete utilizzando tools già esistenti
  4. Juniper Networks ha introdotto, lo scorso mese di novembre, la linea di access switch QFX5200, la sua prima serie di prodotti che non sono venduti in accoppiamento al sistema operativo Junos. I clienti possono quindi implementare i servizi di rete di terze parti o applicazioni direttamente sulle piattaforme Juniper e programmare direttamente i sistemi Juniper utilizzando un sofware Open Compute Project. Juniper offre anche OCX1100, uno switch brite-box che può eseguire versione di Junos installata su un altro NAS. Questo prodotto si rivolge prettamente ai  fornitori di servizi cloud
  5. Gigamon, uno dei principali fornitori di network visibility, ha creato il sistema operativo GigaVUE-OS per essere utilizzato con white box switch
  6. Hewlett-Packard ha aggiunto un prodotto brite-box al suo ampio portafoglio di dispositivi di rete. Lo switch di rete Accton con sistema operativo di Cumulus Networks
  7. Dell sta puntando molto sul white box networking, offrendo molti dei suoi prodotti come switch aperti, che supportano sistemi operativi di vendor come Big Switch e Cumulus
  8. IP Infusion, storicamente, ha sempre venduto i propri sistemi operativi ai fornitori di hardware di rete, ma ora offre il suo prodotto OcNOS agli utenti white box

Ma i grandi fornitori storcono il naso

I grandi fornitori di networking, naturalmente, non sono molto interessati a un modello di rete aperta. Ciò potrebbe ricadere sulle relazioni con i propri clienti, rendendo quest’ultime meno costanti e sfavorendo di conseguenza il proprio business. Cisco e Arista, giusto per citarne un paio, hanno criticato o quanto meno cercato di minimizzare l’enfasi che si è creata intorno ai white box switch e all’impatto che questi dispositivi di rete stanno avendo sul mercato. Questo pur avendo dei sistemi operativi di rete che ben si adatterebbero a svariati modelli di white box switch. In ogni caso saranno le aziende a decidere, in base ai budget che hanno a disposizione. Se molte aziende sceglieranno di passare ai white box switch, i grandi fornitori di networking saranno costretti, per forza di cose, ad adattarsi all’andamento del mercato. Solo il tempo ci dirà se questo trend sarà quello che aprirà un nuovo scenario nella fornitura di apparati di networking classificati come white box. Per ora, questo mercato, come detto, è ancora troppo giovane. 

redazione TechTarget da Digital4

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