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Software as a Service sì, ma con attenzione

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Software as a Service sì, ma con attenzione

11 Giu 2009

di Nicoletta Boldrini

Il mercato SaaS cresce sia a livello globale sia nel nostro Paese. Attenzione però, la scelta deve essere consapevole ed effettuata con attenzione, guardando la reale convenienza economica e misurando bene i tempi e la complessità di realizzazione.

Cresce a livello mondiale l’interesse da parte delle aziende verso il Software as a Service. Secondo Gartner (www.gartner.com) il mercato globale ha raggiunto i 6,6 Miliardi di dollari, crescendo del 27% rispetto al 2007. La società di analisi stima per il 2009 un fatturato complessivo di questo settore in ulteriore crescita del 29,1%, salendo a 9,6 miliardi di dollari mentre nel 2013 è previsto si raggiungeranno i 16 miliardi di dollari. Un segmento, quindi, in continuo sviluppo a dispetto della complessità economica globale, e forse, proprio per questa, considerato come valida alternativa all’acquisto su licenza di numerosi prodotti software e di servizi.
Anche il mercato italiano segue il trend generale e presenta una forte crescita in questa direzione; si stima addirittura abbia raggiunto, alla fine del 2008, un valore pari a 15 Milioni di Euro rispetto ai 6 milioni del 2007 (fonte: NetConsulting – www.netconsulting.it) con una crescita complessiva del 150%. La popolarità del modello di fruizione on-demand è significativamente aumentata a seguito di vari fattori: le preoccupazioni iniziali su sicurezza, tempi di risposta e continuità del servizio sono diminuite in molte aziende e organizzazioni man mano che le tecnologie e i modelli di business dei fornitori SaaS si sono evoluti. Anche da parte dei player It, infatti, si sono consolidate le offerte e s’è fatta maggior chiarezza rispetto al passato (quando a frenare gli investimenti in questa direzione era soprattutto la scarsa conoscenza legata al servizio e alle reali modalità attraverso le quali poter utilizzare un software senza doverlo fisicamente acquistare). Poi, come abbiamo prima accennato, la costante ricerca di flessibilità e risparmio sta avvicinando le imprese a questo modello di fruibilità dei servizi It.

Gli ambiti di applicazione
Secondo NetConsulting, le aree applicative a più rapida espansione per il SaaS sono le suite office e le soluzioni di creazione dei contenuti digitali. In quest’ambito alle soluzioni SaaS si stanno affiancando altre soluzioni gratuite come Google Apps, Adobe Buzzword, Thinkfree e Zoho. Le soluzioni di creazione dei contenuti digitali stanno diventando sempre più importanti, man mano che le aziende passano a modelli più web-centrici: il loro successo nella modalità SaaS dipenderà dalla disponibilità di banda larga. Anche Gartner mette sul primo gradino del podio le soluzioni legate alla creazione di contenuti, alla comunicazione e alla collaborazione (Ccc). Secondo i dati di un recente report della società di analisi americana, nel 2008 sono stati spesi per questo tipo di soluzioni 2,2 miliardi di dollari e nel 2009 è previsto saliranno a 2,5.
Il secondo comparto, in termini dimensionali, è rappresentato dal Crm (1,8 miliardi di dollari nel 2008, 2,2 nel 2009), che è stato uno dei primi ambiti di applicazione del SaaS. Secondo NetConsulting la gestione delle vendite è l’area funzionale più richiesta, ma quelli a maggior crescita sono il marketing e il supporto clienti.
C’è poi una terza area rappresentata dagli Erp (1,2 miliardi di euro nel 2008, 1,4 attesi per il 2009) ma Gartner sottolinea come sia, tutto sommato, un’area marginale dell’offerta SaaS globale (gli Erp in modalità SaaS generano  appena l’1% del fatturato complessivo delle piattaforme di Enterprise Resource Planning).

Driver e criticità
Motivazioni quali la necessità da parte delle aziende di ridurre le spese It in conto capitale, la loro esigenza di applicazioni rapidamente operative che rispondono a necessità di business ben precise e l’ormai ampia disponibilità della banda larga sono solo alcuni esempi di driver alla base della crescita dell’approccio SaaS (figura 1).


Figura 1: Mercato SaaS in Italia e driver e criticità nell’adozione (fonte: NetConsulting)

(Clicca sull’immagine per ingrandirla)


Il modello SaaS, sempre secondo NetConsulting, rappresenta una valida alternativa alla realizzazione di sistemi informativi integrati all’interno dell’azienda in quanto consente anche a realtà non strutturate, o con risorse limitate, di accedere a strumenti di gestione evoluti. Gli impatti tecnologici ed economici dei progetti applicativi risultano così limitati. L’azienda, infatti, può utilizzare le applicazioni in modo quasi immediato, con una minima dotazione tecnologica (è sufficiente un Pc con interfaccia e accesso al Web) e con il supporto del fornitore per tutto quello che riguarda manutenzione, upgrade e sicurezza. Per questo motivo, recentemente, si è assistito ad un crescente interesse anche da parte delle aziende di maggiori dimensioni.
Quanto alle criticità, NetConsulting sottolinea come, in Italia, queste non siano tanto di ordine tecnologico quanto riguardino più che altro aspetti culturali. In sostanza, il modello di business del SaaS è di difficile implementazione nel tessuto economico italiano perché le nostre aziende, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, tendono sempre a chiedere una soluzione ritagliata su misura. Tuttavia, si sta assistendo al lancio di SaaS verticali, settoriali e di nicchia, come conferma anche l’analisi di Gartner secondo cui le revenue da SaaS rappresentano il 18% dei ricavi dei vendor di soluzioni per la gestione del capitale umano e il 30% di quello dei fornitori di applicazioni per il procurement.
Dal punto di vista dell’offerta, tutti gli operatori che commercializzano applicazioni, sia pur con una diversa intensità, stanno evolvendo le loro offerte verso il modello SaaS rivolgendosi a target aziendali prevalentemente di piccole e medie dimensioni. Ma anche qui NetConsulting solleva una criticità: uno dei limiti che è intrinseco nel modello SaaS è il basso grado di customizzazione dell’applicazione, che, come visto, rappresenta ancora un forte freno all’adozione.
Di parere opposto, invece, Gartner secondo il quale l’argomento personalizzazioni non è più ormai un problema. Se le soluzioni SaaS nei primi tempi erano disponibili soltanto per le funzioni più basiche, oggi le tecnologie su cui sono basate hanno compiuto ampi passi avanti che permettono elevati margini di customizzazione.

I falsi miti
In una recente analisi intitolata “Fast-Checking: the 5 Most Common SaaS Assumptions”, Gartner è intervenuta a proposito di alcune convinzioni legate al SaaS le quali rappresentano alcuni dei driver principali che guidano la scelta delle aziende. Prima su tutte, la convenienza economica. Secondo Gartner il TCO del Software as a Service è più basso rispetto all’acquisto della licenza d’uso soltanto per i primi due anni. Il software come bene aziendale viene ammortizzato nell’arco di 3/5 anni, mentre il servizio per l’utilizzo del software continuo a pagarlo ogni anno.
In realtà, Gartner non intende “demolire” le convinzioni che spingono all’adozione del SaaS come modello di fruizione di soluzioni software ma vuole sensibilizzare le aziende sulla necessità di effettuare “un’analisi realistica” di un progetto di questo tipo, per comprendere bene fin dall’inizio opportunità e rischi.
Il secondo aspetto su cui Gartner pone l’accento è quello dei tempi di implementazione. “Alcuni fornitori parlano di poche settimane, ma in alcuni casi ci vogliono mesi”, si legge nell’analisi Gartner. E’ necessario che le aziende comprendano bene cosa comporti un progetto di questo tipo, avendo chiaro fin da subito anche gli aspetti più tecnici come i tempi di realizzazione.
In definitiva, la scelta verso il SaaS, come per ogni altro progetto It, deve essere una scelta consapevole, calibrata e compiuta con la massima attenzione.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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