Serverplan, quando il supporto aumenta il valore del cloud

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Serverplan, quando il supporto aumenta il valore del cloud

La crescita costante nell’adozione della nuvola pone l’accento sull’importanza dell’assistenza come fattore aggiunto accanto a quelli della scalabilità e della flessibilità tipici del cloud computing. Ecco perché Serverplan, Internet Service Provider con 20 anni di esperienza, mette l’assistenza dei clienti al centro della sua value proposition

24 Giu 2022

di Serverplan

Nel 2021 in Italia il mercato del cloud ha raggiunto un valore pari a 3,84 miliardi di euro, +16% rispetto al 2020. Il Public & Hybrid Cloud, vale a dire l’insieme dei servizi forniti da provider esterni e l’interconnessione tra cloud pubblici e privati, rappresenta la spesa principale (2,39 miliardi). Sono soprattutto le grandi aziende a continuare a investire nella nuvola, con il 44% del parco applicativo ormai in cloud e una tendenza che fra poco decreterà il sorpasso sulla quota ancora gestita on-premise.

L’adozione da parte delle PMI risulta nettamente inferiore, ma conferma un trend di mantenimento dei livelli di crescita registrati durante il periodo della pandemia. Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’ultima edizione dell’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano. Risultati che da una parte attestano la crescita costante del cloud nelle nostre aziende, dall’altra alzano il livello competitivo su cui sono chiamati a misurarsi i fornitori di servizi in tale segmento.

Serverplan è un Internet Service Provider che opera dal 2002 e che oggi offre servizi professionali di hosting, server dedicati e server virtuali o VPS (Virtual private server). In un mercato che rischia di essere sempre più affollato, ha deciso di puntare sul supporto come tratto distintivo della sua value proposition. Fabrizio Sebastianelli, direttore commerciale della società, illustra come si declina concretamente l’offerta di Serverplan che ha nell’assistenza ai clienti il suo punto di forza.

Il servizio di gestione sistemistica di Serverplan

“I nostri servizi si dividono in due filoni. In un caso, il cliente può acquistare il server Cloud attivando il servizio di gestione sistemistica, noto come Intrepid Support, e che consiste in un’attività proattiva di gestione e assistenza completa per evitare disservizi ed eventuali anomalie di funzionamento, lasciando libertà al cliente di poter concentrare i suoi sforzi sul suo core business e non sulla gestione del server” spiega Sebastianelli. “Tra le attività comprese in questo pacchetto rientra il setup della macchina, l’installazione del sistema operativo, aggiornamenti sistema operativo e dei pannelli di controllo, ottimizzazione e tuning avanzato delle risorse, gestione attacchi di tipo DDoS , gestione e salvataggio dei Files di Log secondo le vigenti normative, monitoraggio carichi CPU e partizioni, e incluso nel canone, il monitoraggio hardware su server (Chassis, Dischi, Raid, Ram, CPU) e l’intervento pro-attivo in base agli allarmi del monitoraggio”.

La ratio è che il supporto tecnico possa intervenire in anticipo, ampliando le risorse qualora sia reso necessario da un picco temporaneo, per poi valutare un upgrade successivo se le esigenze di crescita abbiano connotati strutturali e non episodici. Nella maggior parte dei casi, il cliente che usufruisce di questo servizio non si accorge neppure dell’anomalia. “In alternativa, può decidere di acquistare i servizi, sprovvisti di nostra gestione sistemistica, con la possibilità di costruire il suo data center virtuale, di gestire un centralino in cloud o di utilizzare i nostri server in autonomia. La nostra infrastruttura è completamente in alta affidabilità già di default, anche sulla singola macchina, e consente di scalare le risorse in maniera trasparente” aggiunge il direttore commerciale di Serverplan.

“Serverplan si affida al sistema VMware leader mondiale nella virtualizzazione. Il sistema creato è in HA (alta affidabilità) per cui, qualora si dovesse registrare un’anomalia su un nodo il sistema in maniera autonoma migra in maniera trasparente tutti i domini su un nodo perfettamente funzionante senza alcuna interruzione di servizio” prosegue. “I server virtuali sono altamente scalabili: infatti sono in grado di supportare un progetto in tutte le sue fasi ed evolversi quando necessario poiché le risorse possono essere aggiunte in qualsiasi momento in maniera autonoma. È possibile aggiungere al server 24 core di CPU, 128 Gb di RAM e 1 TB di spazio disco, senza alcuna necessità di migrazione dei dati su altro server”.

Il cloud come opportunità per aziende e PA

Queste caratteristiche sono risultate determinanti per una delle tante tipologie di aziende che, soprattutto durante il primo periodo della pandemia, sono state sottoposte a un forte stress dovuto a numeri di accessi imprevisti rispetto a quelli registrati di solito dai loro siti web. Le testate giornalistiche locali e quelle di media audience, per esempio, hanno dovuto far fronte a una platea di utenti mai vista in precedenza, con il rischio che la loro infrastruttura fosse insufficiente a sopportare un traffico così elevato.

“Grazie al nostro cloud, abbiamo messo in condizione una nota società editoriale di aumentare e diminuire le risorse con un semplice click, senza costringerla a dover fare investimenti in un’infrastruttura fisica” sottolinea Sebastianelli. Il caso citato non è ovviamente l’unico, ma ha valore emblematico di che cosa significhi poter contare sui requisiti tipici del cloud, cioè scalabilità e flessibilità. Non a caso il PNRR ha messo al centro della trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni la strategia “cloud first”, affermando che “la migrazione al cloud offre l’opportunità di eseguire un’importante revisione e aggiornamento dei processi e delle applicazioni delle PA” si legge sulle pagine del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E che si tratti di un passaggio in cui supporto e assistenza avranno un ruolo chiave, lo si ricava dal medesimo testo del PNRR, quando sostiene che devono essere create “squadre d’implementazione dedicate al sostegno delle amministrazioni locali e centrali durante l’attuazione”.

Trasparenza nei costi e servizi “sartoriali”

Il PNRR punta al cloud anche per accelerare la digitalizzazione del sistema produttivo italiano, con particolare riguardo alla manifattura e alle PMI. Basti pensare che il Piano Transizione 4.0, del valore di circa 14 miliardi di euro, destina il 10% all’acquisto di beni intangibili innovativi quali servizi di cloud computing e big data analytics.

“Oggi si può dire davvero che il cloud è aperto a tutti, con livelli di maturità differenti che vanno dalla prima adozione alla diversificazione con il multi cloud” afferma Fabrizio Sebastianelli. Non ci sono solo la pubblica amministrazione e le aziende di dimensione enterprise ad aver intrapreso un journey to cloud senza ritorno, ma anche le piccole e medie imprese, gli studi professionali e perfino i singoli professionisti stanno rinunciando a data center on-site. “Troppi i costi infrastrutturali da sostenere, a cui si aggiungono quelli energetici e l’obsolescenza fisiologica di tali sistemi. Proprio per questo, però, serve trasparenza nell’offerta dei servizi, che è quella che cerca di garantire Serverplan tramite il meccanismo del credito prepagato scalabile in base ai consumi effettivi” aggiunge. Prima ancora, sottolinea come occorra una modalità di relazione improntata alla partnership e non solo basata sul legame tradizionale tra fornitore e cliente. “I nostri sono progetti di natura quasi sartoriali, perché cerchiamo di capire qual è l’esigenza dell’azienda così da disegnare la soluzione che meglio risponda a questa esigenza. Lo dimostra il supporto 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, che offriamo ai clienti” dice in conclusione Sebastianelli.

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