Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

L’affermazione del cloud passa per un canale di tipo nuovo

pittogramma Zerouno

L’affermazione del cloud passa per un canale di tipo nuovo

12 Dic 2011

di Paolo Lombardi

La diffusione del cloud computing e i suoi effetti sui nuovi modelli di business degli operatori del canale. Survey della Business School del Politecnico di Milano

Con l’obiettivo di analizzare l’impatto del cloud computing sulle strategie degli operatori del canale Ict, la School of Management del Politecnico di Milano ha dedicato al tema la più recente indagine di un proprio Osservatorio effettuata sulla base di un survey che ha coinvolto circa 500 operatori del Canale Ict.
Negli ultimi mesi c’è stato un salto di qualità nell’affermazione del modello cloud e delle concrete modalità di offerta a livello sia applicativo che infrastrutturale. Dopo tanti slogan e dichiarazioni di principio, vendor e software provider hanno cominciato a raffinare e articolare le proprie proposte commerciali e le aziende utenti hanno cominciano a guardare in modo meno ‘ideologico’ e più concreto le proposte ‘as a service’.
Di fronte a queste dinamiche come ha reagito il canale? Rispetto a un anno fa, come ha rilevato l’Osservatorio del MIP, è cresciuto il numero di operatori che offrono o sono intenzionati ad offrire almeno una soluzione applicativa o infrastrutturale basata su cloud: il 29% degli operatori censiti dal Politecnico offrono oggi una soluzione SaaS (erano il 18% un anno fa) mentre la quota degli operatori interessati a proporre questa offerta si attesta sul 28%. Resta consistente, anche se in netta contrazione (dal 53% al 43%) uno zoccolo duro di operatori non interessati al cloud (figura 1). Alla base delle motivazioni di questi irriducibili c’è, nella metà dei casi, la convinzione che ai loro clienti il cloud computing proprio non interessa.
Questo ‘non interesse’ potrebbe però evolvere positivamente se dovessero affermarsi due condizioni.

In cerca di nuovi modelli di business
La prima riguarda una più chiara evidenza dei benefici prodotti dall’applicazione del modello cloud nelle esperienze delle aziende utenti che spesso, come è stato notato, utilizzano questo modello ‘a propria insaputa’ (è il caso dell’utilizzo di alcune popolari soluzioni su Internet) e faticano quindi a trasformare la propria esperienza in ‘business case’ convincenti.
La seconda condizione riguarda invece una più marcata appetibilità del nuovo modello per gli operatori del canale; una condizione che, dice l’indagine del Politecnico, si sarebbe già realizzata visto che per l’81% degli operatori già attivi sul fronte delle soluzioni cloud questa offerta ha portato a una crescita di ricavi e soprattutto di marginalità.
Un altro aspetto, da approfondire, riguarda il nuovo ruolo richiesto agli operatori e alle figure professionali che stanno nei nodi intermedi della ‘catena di fornitura’ che va dal data center del provider delle soluzioni al cliente finale. Ai primordi del cloud computing si ipotizzava addirittura la tendenziale scomparsa di queste figure; lo studio del Mip e le testimonianze dei principali vendor mostrano invece l’emergere di nuovi modelli di business che richiedono agli operatori una ridefinizione e una rimodulazione delle loro competenze. Questo è un aspetto molto delicato, che richiederà molta attenzione e sarà certamente al centro delle prossime puntate del dibattito sul cloud computing.


Figura 1 –L'offerta di soluzioni basate su cloud computing

Paolo Lombardi

Articolo 1 di 5