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Ibm: nuove soluzioni e servizi segnano la rotta verso il cloud

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Ibm: nuove soluzioni e servizi segnano la rotta verso il cloud

14 Ott 2011

di Nicoletta Boldrini

Arrivano dagli Stati Uniti gli attesi annunci su nuove soluzioni  e servizi Ibm per il passaggio delle aziende al cloud computing. In termini di portfolio soluzioni, la società presenta SmartCloud Foundation, famiglia di prodotti specifici per il private cloud; in chiave public cloud, gli Ibm SmartCloud services si arricchiscono con l’offerta Paas e con nuove opportunità per partner e Isv.

Erano attesi gli annunci di Ibm giunti ieri dagli Stati Uniti. Dopo gli impegni dichiarati a più voci dagli executives in merito alla strategia aziendale di fornire servizi e soluzioni per la costruzione di private cloud interne alle aziende, da un lato, e accesso alle tecnologie Ibm attraverso servizi di public cloud, dall’altro, la corporation ha lanciato nuovi servizi e soluzioni che vanno ad arricchire la SmartCloud Enterprise, l’offerta Iaas della società.

SmartCloud Foundation per il private cloud
In ambito private cloud, Ibm lancia SmartCloud Foundation, un nuovo portafoglio di soluzioni architetturali che uniscono componenti hardware e software in pacchetti preconfigurati allo scopo di accelerare la costruzione di ambienti di tipo private cloud all’interno delle aziende.
Il portafoglio si compone di tre differenti tipologie d’offerta:
1) Ibm SmartCloud Entry, soluzione che identifica l’offerta di “building blocks” (chiamati Ibm Starter Kit for Cloud), ossia di sistemi hardware (System x o Power Systems) virtualizzati sui quali costruire in modo veloce e semplice ambienti operativi cloud (su sistemi Power e x86), attraverso un’interfaccia intuitiva e molto semplice da usare (anche in funzione di una scalabilità futura dei sistemi e di un’apertura verso ulteriori soluzioni cloud).
2) SmartCloud Provisioning, un motore di provisioning e image management system finalizzato alla creazione e gestione dinamica delle macchine virtuali. Il software consente di creare centinaia di virtual machine in pochi minuti e oltre 4.000 macchine in meno di un’ora.
3) SmartCloud Monitoring, strumento sviluppato per la gestione e il controllo degli ambienti fisici e virtuali (per avere la massima visibilità su performance e livelli di servizio), siano essi server o risorse di storage o network. Il software contiene dei modelli di analisi sviluppati su policy sia tecniche che di business in grado di migliorare la capacità di planning e workload placement delle risorse (il software consente di fare analisi sia storiche sia di tipo predittivo).
Attraverso queste nuove soluzioni, Ibm intende supportare le aziende accelerando la loro “corsa” verso il cloud, di fatto, proponendo delle appliance ottimizzate per i workload aziendali: soluzioni preintegrate e configurate che combinano hardware, storage, networking, software di virtualizzazione e service management (cioè tutto quello che serve “chiavi in mano” per creare una private cloud).

Nel public cloud, Ibm propone anche il Paas
Entro la fine di quest’anno Ibm prevede il rilascio della versione beta della SmartCloud Application, una piattaforma middleware offerta in modalità di servizio. In pratica, Ibm fornirà un ambiente PaaS per lo sviluppo applicativo (open Java) in grado di ospitare applicazioni enterprise cross-platform. Insieme alla piattaforma, Ibm fornirà anche una serie di servizi applicativi e di gestione per facilitare il trasferimento, lo sviluppo e il deployment delle applicazioni nel cloud.
In particolare, questi servizi saranno di:
– Application Lifecycle, per l’attivazione e la disponibilità rapida degli ambienti di sviluppo necessari;
– Application Resources, per lo scambio di risorse e servizi in modo da ridurre i costi e accelerare lo sviluppo applicativo;
– Application Environments, una set di ambienti predefiniti già disponibili;
– Application Management, servizi finalizzati a supportare l’effettivo deployment e gestione delle applicazioni di terze parti (servizi che possono quindi indirizzare anche esigenze specifiche e applicazioni particolari);
– Integration, per integrare le proprie cloud-delivered application con le applicazioni o le risorse on-premise o di altri ambienti cloud.
La piattaforma girerà sulla SmartCloud Enterprise, l’infrastruttura che già Ibm sta erogando in the cloud (Iaas) e sulla Enterprise + (la Iaas di ultima generazione per ora disponibile solo negli Usa ma che dovrebbe essere estesa agli altri data center Ibm nel corso del 2012).
A completare gli annunci, anche l’Ibm SmartCloud Ecosystem, un insieme di nuovi servizi pensati per l’ecosistema dei partner e degli independent software vendor (Isv) attraverso i quali poter raggiungere le aziende di dimensione medio piccola (servizi di supporto per la costruzione di ambienti di private cloud ma anche una serie di servizi di public cloud sui quali i partner possono poi costruire il proprio business).
Nei piani dichiarati dall’azienda, c’è l’intenzione di raggiungere attraverso le nuove soluzioni e i servizi annunciati i 200 milioni di utenti entro la fine del 2012.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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