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Ibm, ancora sviluppi per le Acg

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Ibm, ancora sviluppi per le Acg

14 Dic 2010

di ZeroUno

Riscritta da zero in Java e multipiattaforma. È la versione Vision 4 delle Acg. A due anni di distanza dal lancio, ecco altre novità e nuovi investimenti in Italia

Un paio d’anni fa le Acg, la storica piattaforma gestionale per Ibm AS/400 (oggi iSeries) che dal 1988 ha conquistato migliaia di Pmi italiane, hanno iniziato una ‘nuova vita’ con la versione Vision4, riscritta da zero e affidata a Renato Ottina, entrato in Ibm Italia come Acg Business Leader dopo 23 anni passati nel Gruppo Formula. Qualche settimana fa Ibm ha riunito i circa cento partner del canale Acg per mostrare gli ultimi sviluppi di Vision4, tra cui un nuovo modulo di produzione, e in tale occasione abbiamo chiesto a Ottina di fare il punto sull’evoluzione e sul mercato di questa piattaforma.
“Sulle Acg abbiamo 5.000 clienti attivi e in un anno di disponibilità Vision4 ha conquistato 600 utenti, di cui oltre 200 sono ‘new names’ – spiega Ottina -. Il mercato inizia a capire che, anche se si chiama ancora Acg, Vision4 è un prodotto totalmente diverso, basato su standard come Java, Soa, Xml e multipiattaforma: oltre che su iSeries, l’erede dell’AS/400, gira anche su Linux e Windows”.
Un altro pilastro delle ‘nuove’ Acg è la tecnologia di Cognos, acquisita da Ibm tre anni fa. “Cognos è ‘embedded’ e compreso nel prezzo; è il motore per tutte le analisi di dati: qualunque modifica, dalla stampa della fattura al report dei costi e dei ricavi, si può fare in pochi minuti”.
Vision4 si basa su tre macro-aree funzionali: amministrativa, front-end (Crm, vendite, acquisti, magazzino) e produzione, la cui anteprima come accennato è stata appena presentata ai partner. “È un modulo completamente nuovo; i componenti sono base dati, avanzamento della produzione e pianificazione, e l’elaborazione Mrp avviene tutta in memoria, e quindi dura al massimo pochi minuti”, sottolinea Ottina. La nuova produzione comprende anche due moduli opzionali (simulazione e pianificazione a capacità finita), entrambi basati sulle tecnologie Ilog, altra recente acquisizione di Ibm.
Tutti questi cambiamenti richiedono ai partner molte competenze nuove: “Il vero salto ‘culturale’ è tecnologico, il passaggio da Rpg a Java e soprattutto dalla programmazione strutturata a quella a oggetti”. Ibm ha svolto a questo proposito un’intensa attività di training: circa mille persone formate in due anni. “In particolare sia nel 2009 che quest’anno abbiamo portato per due mesi 80 tecnici dei partner nei nostri laboratori: questo è stato molto utile per disseminare competenze nel canale, ed è stato possibile perché il ‘cuore’ dello sviluppo Acg è in Italia, con 200 persone che ci lavorano a Roma e a Bari, anche se per alcune attività operative ci affidiamo a laboratori Ibm in Romania e India”.
Infine Ottina si sofferma sull’eventualità di offrire Acg Vision4 in software-as-a-service: “Stiamo valutando diverse opzioni, tenendo conto che per noi il SaaS ha senso per applicazioni specializzate nelle grandi aziende, o in aziende molto piccole non di produzione, con 2-3 utenti che fanno fatture e acquisti: un’opzione è inserire Acg nell’offerta di cloud computing di Ibm; un’altra è l’accordo con un grosso player, come facemmo tempo fa con Telecom Italia per proporre le Acg in Asp; una terza è affidarci ai partner: alcuni stanno pensando di gestire i clienti più piccoli con una loro struttura data center, o appoggiandosi a loro volta a un grande fornitore di servizi cloud”.

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