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Dietro la nuvola… Salesforce.com

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Dietro la nuvola… Salesforce.com

08 Feb 2010

di Stefano Uberti Foppa

Certo, si dirà: con due riferimenti di questo calibro il successo era scontato. Già, ma se non si avesse avuto l’idea giusta e soprattutto la capacità di portarla avanti sarebbe rimasta un sogno nel cassetto.

Certo, si dirà: con due riferimenti di questo calibro il successo era scontato. Già, ma se non si avesse avuto l’idea giusta e soprattutto la capacità di portarla avanti sarebbe rimasta un sogno nel cassetto. E invece siamo qui, oggi, a parlare di una billion company, Salesforce.com (1,077 miliardi di dollari di fatturato 2009 – un aumento del 44% sul fiscal year 2008 – oltre 14.000 nuovi clienti – 1,5 milioni di abbonati ai servizi – 55.400 clienti di ogni dimensione), del suo fondatore, Marc Benioff e dei suoi due modelli di riferimento: Steve Jobs, con le sue idee innovative e il suo “sparigliare i giochi del mercato” che lo hanno fatto diventare il genio riconosciuto, con Apple, della storia dell’Ict, e di Larry Ellison, altro guru del miracolo della Silicon Valley, con la sua caparbietà, determinazione, passione per l’innovazione applicata al rigore imprenditoriale e organizzativo trasferiti in Oracle.
Sotto questi auspici è nata nel 1998, in un appartamento di San Francisco dove, al piano terra, sul divano del soggiorno sono cominciati i primi colloqui per assumere persone, Salesforce.com e la sua idea di sancire “la fine del business del software e dei modelli tecnologici così come li conosciamo oggi”, ben prima che parlare di cloud computing e fruibilità as-a- service diventasse la nuova IT-mania.
La visione di Benioff, il suo percorso, la storia di una classica start up americana, Saleforce.com sopravvissuta alla “bolla dot com”, le relazioni con amici e avversari e con Ellison che lo ha spronato a continuare e lo ha aiutato con consigli e investimenti, viene spiegata nel libro “Behind the cloud – la storia non detta di come Salesforce.com trasformò un’idea in una billion dollar company e rivoluzionò un’industria” (nella foto a destra la copertina). Certamente Benioff è costretto oggi ad alzare la voce per assicurarsi la paternità di un modello, cloud/as-a-service, che comincia ad avere troppi padri. Ma è innegabile che la sua visione, fin dalla nascita di questa sua avventura, fosse applicare al software di Sfa (sales force automation) e poi al Crm una facilità di acquisto, di utilizzo, una fruibilità più estesa e più “democratica” eliminando la complessità di installazione e i costi di manutenzione e continuo upgrade. “Deve essere totalmente differente da tutti i software enterprise. Salesforce.com dovrà avviare la nuova generazione di aziende che non vendono software ma trovano un nuovo modo, più democratico di renderlo fruibile, sotto forma di servizio. E’ la fine del business model del software così come lo conosciamo” diceva Benioff in un sabato mattina nella sua casa di San Francisco ad un paio di stupiti sviluppatori. Era il 1998 e nasceva l’idea di Salesforce.com. Da Jobs, Benioff prende la capacità di un nuovo modo di pensare e di motivare le persone, incoraggiandole a “think different”, a costruire un’organizzazione attorno ad un’idea nuova; prende anche la capacità di Apple di rendere semplici e attraenti le interfacce del software per andare incontro ad una esigenza naturale degli utenti. Da Ellison, per il quale Benioff ha lavorato per oltre un decennio in Oracle, prende oltre a consigli in continui confronti sulla nuova idea, la possibilità di attingere ad una rete di competenze, di continuare a lavorare part-time in Oracle nei primi mesi della sua avventura e, da non trascurare, di avere anche 2 milioni di dollari di investimento.
Il libro è piacevolissimo con spaccati di vita (nella prima sede, l’appartamento in affitto al 1449 di Montgomery road dove, nella camera da letto lavoravano gli sviluppatori, Koa, il golden retriver di Benioff, venne subito nomitato Chief Love Officer) legati a quest’avventura che per quegli anni sembrava davvero rivoluzionaria, ma soprattutto è denso di passaggi che segnano le tappe di uno sviluppo imprenditoriale importante, legato all’affermazione del modello di service on line, con focalizzazioni su come operare nelle varie componenti critiche che costituiscono la crescita della struttura di un’impresa (azioni marketing, individuazione e valorizzazione delle persone, tattiche e strategie nei confronti di competitors ancorati al vecchio modello di vendita on premise, rapporti con i clienti, segmentazione di mercato e i criteri base attraverso i quali sviluppare un prodotto che abbia un’accoglienza entusiastica dal mercato sia perché contiene elementi di utilizzo innovativi sia perché sviluppato secondo criteri fondamentali assorbiti nella relazione con i clienti). Tra i supporter del libro troviamo Michael Dell, che ha curato la prefazione, Eric Schmidt, Ceo di Google, Klaus Schwab, fondatore del World Economic Forum e John Chambers, Ceo di Cisco. Per informazioni: www.salesforce.com/behindthecloud

Stefano Uberti Foppa
Direttore Responsabile

Giornalista professionista dal 1989, inizia ad occuparsi di giornalismo nel settore informatico nel 1981, partecipando all'avvio della sede italiana del settimanale Computerworld. Nel 1987 passa al mensile ZeroUno di cui nel 1997 assume la direzione insieme a quella del settimanale PcWeek Italia. Opinion leader riconosciuto nel settore Ict in Italia, attualmente è direttore responsabile di ZeroUno edito da Ict&Strategy, società del Gruppo Digital360.

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