Orange: «Hybrid Network, un tassello decisivo per la digitalizzazione»

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Orange: «Hybrid Network, un tassello decisivo per la digitalizzazione»

«La rete dev’essere aperta a più modelli e in grado di evolvere: occorre una connettività sempre più dinamica che va orchestrata. E Internet si può vedere come una classe di servizio ulteriore, integrata totalmente entro l’infrastruttura aziendale». Intervista a Bernardo Centrone, Managing Director & Head of South Central Europe di Orange Business Services (foto), e Valter Villa, Country Manager di Riverbed

21 Lug 2015

di Redazione Digital4

Bernardo Centrone, Managing Director & Head of South Central Europe di Orange Business ServicesTra i trend che più stanno evolvendo e modificando i modelli di riferimento dell’ICT aziendale, la riduzione della complessità infrastrutturale occupa un posto di primo piano. Disporre di una rete all’avanguardia, agile e affidabile, stimola infatti la competitività e permette alle imprese di guidare la propria crescita con un chiaro miglioramento dei servizi offerti. Servizi che sempre più dipendono dalla capacità di connettere costantemente i propri utenti sul territorio ai sistemi aziendali, centralizzati in sede o distribuiti nel mondo.

Servono dunque soluzioni in grado di risolvere e sostenere le decisioni, capaci di elaborare grandi moli di dati e con un approccio real time. Ed è qui che l’Hybrid Network corre in aiuto dei responsabili dei sistemi informativi, permettendo loro di sfruttare le tecnologie più avanzate per modellare la propria rete e ottimizzare le risorse disponibili, in modo conveniente e senza compromettere la stabilità, il controllo del dato o la sicurezza operativa.

«La rete deve essere pensata in ottica Application Aware, a totale supporto delle applicazioni, dentro e fuori i confini aziendali», spiega Bernardo Centrone, Managing Director & Head of South Central Europe di Orange Business Services, società che proprio sulle reti e sul loro sviluppo ha focalizzato la propria mission.

In un contesto in cui la forte esigenza di comunicazione, collaborazione e mobilità, l’esplosione del traffico dati, l’affermazione del Cloud Computing nonché dei Big Data richiedono la disponibilità di una rete efficiente e funzionale in termini di costi e di supporto strategico, sempre più imprese tendono a utilizzare applicazioni servite da Internet per connettersi conutenti, clienti e partner. «La rete deve essere in grado di evolvere ed essere aperta a più modelli, facilmente raggiungibile e non rigida, altrimenti esplode, soprattutto considerando l’impressionante necessità di banda che caratterizza il nostro tempo, contraddistinto da una connettività sempre più dinamica – prosegue Centrone -. L’Hybrid Network permette proprio di orchestrare questo aspetto, e Internet può quindi essere visto come una classe di servizio ulteriore a disposizione delle imprese, da attivarsi in caso di bisogno, ma integrata totalmente all’interno della rete, per ottimizzare applicazioni, performance e costi, sempre con l’accento sulla sicurezza». Fondamentale diventa, quindi, l’unione di connettività Internet locale ed efficienti reti private in una sola soluzione. «Il dato deve poter essere egualmente e perfettamente fruibile tanto in ufficio quanto al di fuori del perimetro aziendale – esemplifica Centrone -, ovviamente per servizi diversi, che possono andare dallo streaming in alta risoluzione alla videoconferenza.

L’Hybrid Network rende semplici ambienti complessi, come risposta singola e univoca alle diverse necessità di accesso, gestione e utilizzo dei dati». La diffusione dei dati, e la necessità di accedere a essi ovunque e con qualsiasi device e in qualsiasi momento, richiedono la possibilità di utilizzare tecnologie capaci di modularsi in base alle specifiche esigenze. Per alcune applicazioni questo può significare l’esigenza di bande privilegiate per qualità e prestazioni, con massima scalabilità e secondo un approccio pay per use.

Il futuro è Software Defined

I trend tecnologici e di mercato, insomma, portano in direzione dell’Hybrid Network come leva strategica per gestire in modo semplice e integrato le crescenti esigenze di sicurezza e mobilità delle imprese, garantendo vantaggi in termini di prestazioni, governance, velocità ed efficienza. Uno scenario che porta Orange Business Services a guardare al futuro in chiave Software Defined Network.

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«È un approccio che consente una gestione innovativa delle reti, in ottica di supporto alle applicazioni e di semplificazione della gestione delle risorse, per essere sempre in grado di sfruttare il best of breed della tecnologia e dei servizi – sottolinea Centrone -. In un mondo in cui le reti diventano sempre più pervasive, ma complesse da gestire per l’utente finale, presto l’orientamento sarà end-to-end e comporterà l’integrazione con Internet per ottimizzare applicazioni, performance e costi. La soluzione finale coinvolgerà intelligenza di switching, di performance e di applicazioni a livello centrale, con la possibilità di utilizzare le reti e la banda necessaria in maniera dinamica, a seconda delle necessità, tenendo conto delle diversità territoriali».

 

Riverbed: «Capire se qualcosa non va nella rete prima dell’utente»

Valter Villa, Country Manager di Riverbed per l’ItaliaPer meglio supportare le aziende nell’ottimizzare il rendimento delle loro reti e l’impiego delle applicazioni, Orange Business Services punta su partnership come quella con Riverbed, società specializzata nell’Application Performance Infrastructure: «Il mondo del business è molto più complesso rispetto a pochi anni fa, e questo si riflette anche sull’IT – osserva Valter Villa, Country Manager di Riverbed per l’Italia -. Fondamentale è poter integrare l’offerta di appliance e servizi capaci di ottimizzare le applicazioni, monitorare le prestazioni di rete e garantire completa visibilità sull’andamento dei flussi, in modo da poter prevenire eventuali malfunzionamenti». Obiettivo è farsi carico di quegli oneri che altrimenti il cliente dovrebbe sostenere in prima persona, dalla formazione delle proprie risorse all’acquisto di sistemi, al loro costante controllo e aggiornamento. 

«Nello scenario attuale – aggiunge Villa -, le aziende hanno l’esigenza di consolidare le branch periferiche, portando i dati al centro, dove possono gestirli e controllarli in modo puntuale, permettendo alle sedi sul territorio di utilizzarli con gli stessi livelli di performance di prima, ma senza problematiche di backup o rischi di rottura dei server. Le imprese devono poter capire, prima che gli utenti se ne accorgano, se le applicazioni funzionano correttamente, se la user experience è buona, e se la produttività rispecchia le aspettative».

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