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HPE Italian Summit 2018: prepararsi all’era dei dati

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Attualità

HPE Italian Summit 2018: prepararsi all’era dei dati

29 Mag 2018

di Michele Mornese

La prima giornata dell’edizione 2018 dello Hewlett Packard Enterprise Italian Summit è stata un evento ricco di annunci sulle strategie di mercato, sulle nuove acquisizioni e sulle prospettive di sviluppo futuro del brand americano, che punta su hybrid IT e high performance computing, sul networking intelligente e sui servizi, facendo leva sulla rete dei partner.

Innovazione, cultura e tecnologia: questi in estrema sintesi i pilastri del keynote speech di Stefano Venturi, Corporate VP e AD Hewlett Packard Enterprise in Italia, che ha parlato di “risultati eccellenti” anche per il secondo trimestre appena chiuso, con una crescita del 10% worldwide e del 18% in Emea.

“La strategia della nuova HPE sta funzionando”, ha sottolineato Venturi. Questa è l’epoca dei dati e dei sistemi di analisi, dell’intelligenza artificiale e della connessione globale; un’epoca in cui vince chi sa unire competenze verticali nel proprio settore alla cultura tecnologica per cavalcare l’onda digitale. “Gli utenti internet da oggi al 2020 passeranno da 3,5 miliardi a 6 miliardi, mentre i sensori saranno 200 miliardi. Per gestire la complessità e sviluppare il business, la strategia di HPE è composta da 3 pillar” – ha spiegato il manager – leadership nell’IT ibrido, che supera il data center tradizionale e si integra con la rete e con gli utenti nel segno dell’innovazione; networking integrato con l’intelligenza artificiale; infine i servizi e la collaborazione con i partner per portare l’ ‘innovazione a km 0’ sul territorio, vicino ai clienti.

Foto del keynote speech di Stefano Venturi
Il keynote speech di Stefano Venturi, Corporate VP e AD Hewlett Packard Enterprise in Italia

L’impresa 4.0 e l’automazione cognitiva

Marco Taisch del Politecnico di Milano ha parlato di Impresa 4.0: tecnologie, modelli di business e competenze. “Il manifatturiero è – secondo Taisch – il vero motore dello sviluppo del paese. L’Italia è seconda in Europa solo alla Germania. Insieme con logistica, ICT e servizi collegati, il manufacturing rappresenta circa il 50% del PIL italiano e su di esso possono innestarsi i servizi e le tecnologie dell’impresa 4.0”. La sfida di oggi è “trasformare il dato in asset strategico delle aziende – ha sottolineato Taisch nel suo intervento – perché i dati sono un fattore produttivo che diventerà fondamentale per essere competitivi”. Il Piano Nazionale per l’Industria 4.0 ha contribuito a rilanciare l’economia, ma oggi occorre entrare in una nuova dimensione culturale, per realizzare una rete di tutte le cose o “Internet of X” con macchine, persone, flussi e processi collegati, e inaugurare l’era dell’automazione 4.0: “L’automazione ‘cognitiva’ che favorisce l’occupazione, non la ostacola, perché aumenta le occasioni di business rendendo disponibili le informazioni in tempo reale”. Un esempio significativo è l’avveniristico programma di innovazione di MSC Crociere, MSC for Me, per offrire un’esperienza digitale immersiva e unica ai clienti/utenti della nave connessa: grazie a copertura Wi-Fi di ultima generazione basata su un’infrastruttura di rete, cablata e wireless, completamente ridondata e distribuita su tutta la nave, i passeggeri e i membri dell’equipaggio di una nave MSC possono godere di una serie di servizi d’avanguardia (informazioni in tempo reale per orientarsi e trovare facilmente la propria cabina, l’ascensore più vicino ecc. basate su geolocalizzazione della propria posizione sulla nave; servizi di sicurezza per il controllo remoto dei bambini; organizer per pianificare check-in, escursioni ecc.).

Foto dell'intervento di Marco Taisch del Politecnico di Milano
L’intervento di Marco Taisch del Politecnico di Milano

Il canale e le nuove aree di business

Paolo Delgrosso, Channel & Alliance Sales Director Hewlett Packard Enterprise ha parlato poi di collaborazioni e di partnership riprendendo alcuni risultati finanziari: “Da novembre 2015 a oggi, le azioni di HPE sono passate da 8,64 dollari a 17,55 dollari, con un aumento del 103% del valore”. La strategia di HPE vuole dare grande rilievo ai partner, con l’idea di “lavorare insieme per aumentare le competenze”. Vanno in questa direzione iniziative come la Presales Academy per il canale, un percorso di formazione di 6 settimane; la Channel Digital Marketing Academy vuole invece offrire nuovi strumenti per migliorare presenza e visibilità, non solo peraltro sui canali digitali; e gli Innovation Lab portano la tecnologia a “km 0” sul territorio. Infine, Delgrosso ha parlato dei Super 6, sei aree di crescita individuate con i partner per generare nuovi stream di business per un valore stimato di 87 miliardi di dollari worldwide: dalle piattaforme Everything as a Service all’intelligent edge, dall’aggiornamento dei sistemi Blade a Gen 10 transition con nuovi server più sicuri, dallo storage con tecnologia flash al passaggio al software-defined e all’infrastruttura iperconvergente.

L’evento si è chiuso con gli Innovation Award ai partner: sono stati premiati Information Consulting (ambito consulting), Adicom (storage), Var Group (networking), Computer Halley (backup).

Foto dell'intervento di Paolo delgrosso
L’intervento di Paolo Delgrosso, Channel & Alliance Sales Director Hewlett Packard Enterprise

Michele Mornese
Giornalista

Giornalista pubblicista, svolge attività professionale da una quindicina d'anni. Ha al suo attivo collaborazioni con gruppi di rilievo nazionale e internazionale in vari settori, dall'ICT alla formazione linguistica, alla riorganizzazione aziendale, e con associazioni specializzate in ambito sportivo, per le quali ha realizzato reportage e interviste legate al mondo della montagna. Si interessa di tutto ciò che riguarda la comunicazione e l'impatto delle nuove tecnologie per il vivere connesso. Ha vissuto a Londra e a Sydney e viaggiato in diversi paesi nel mondo.

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