Hpc in cloud grazie alle funzionalità InfiniBand di SoftLayer | ZeroUno

Hpc in cloud grazie alle funzionalità InfiniBand di SoftLayer

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Hpc in cloud grazie alle funzionalità InfiniBand di SoftLayer

L’azienda di Ibm metterà a disposizione nuove funzionalità tramite la tecnologia di networking Infiniband per connettere tra loro server fisici. Questo permetterà di effettuare elaborazioni intensive di Hpc in cloud.

28 Ago 2014

di Redazione

“Man mano che le aziende migrano verso il cloud i carichi di lavoro più pesanti, esse richiedono ai vendor di fornire performance di rete ad alta velocità per sostenerli” afferma Lance Crosby, Ceo di SoftLayer, an Ibm Company. Per questo l’azienda metterà a disposizione  nuove funzionalità tramite la tecnologia di networking Infiniband per connettere tra loro server fisici (“bare metal”). Questo permetterà il trasferimento di dati fra sistemi a velocità molto elevata, consentendo alle aziende di spostare nel cloud workload tradizionalmente associati con Hpc, come quelli relativi alle esplorazioni petrolifere o agli analytics. “Il nostro supporto InfiniBand – prosegue il top manager -aiuta non solo nella realizzazione tecnologica, ma anche nella ridefinizione di come il cloud possa essere usato per risolvere problematiche aziendali complesse”.
InfiniBand è un’architettura di rete ”industry standard” in grado di offrire un’elevata velocità di trasferimento (fino a 56Gbps) tra i nodi di calcolo. Equivale a trasferire dati da più di 30.000 dischi Blu-ray in un solo giorno. L’architettura offre funzioni aggiuntive, che permettono di ottenere superiori livelli di affidabilità, disponibilità e funzionalità rispetto ai bus Pci legacy e altri switch  e soluzioni I/O proprietarie

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Questa nuova funzionalità Hpc offre una latenza molto bassa tra i server ‘bar metal’ e  i cluster privati di server con oltre centinaia di nodi di calcolo, rendendola ideale per applicazioni relative alle biotecnologie, alla genomica, all’ingegneria informatica, ai servizi finanziari, alla progettazione elettronica e alle simulazioni d’estrazione (per l’industria petrolifera). Riducendo la latenza tra i server ‘bare metal’  che compongono questi cluster privati, le aziende  possono gestire grandi quantità di dati in modo più rapido, efficiente ed efficace.
“La scelta di portare le funzioni InfiniBand sul cloud è guidata dalla crescente esigenza di livelli di velocità e prestazioni estremamente elevati per scenari quali l’Hpc e i big data”  ha affermato Philbert Shih, Managing Director della società indipendente di ricerca Structure Research. “Questo tipo di offerta aiuterà ingegneri e scienziati a creare, calcolare e analizzare simulazioni in tempo reale sfruttando centinaia di nodi di calcolo. Poter condividere e analizzare  dati a questa velocità non farà che accelerare l’adozione del cloud negli scenari descritti, rendendo al contempo ’l’HPC più accessibile a una vasta gamma di settori”.

R

Redazione

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