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15 anni di Salesforce.com: quale futuro per il pioniere del Software-as-a-Service?

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Scenari

15 anni di Salesforce.com: quale futuro per il pioniere del Software-as-a-Service?

12 Mag 2014

di Giuseppe Goglio da Digital4

L’azienda americana, nata nel 1999, è arrivata a fatturare 5 miliardi di dollari e la sua storia è costellata di innovazioni, per esempio nei campi PaaS, social e application marketplace, ma ora si trova a un punto di svolta con sfide cruciali da affrontare

È tempo di festeggiamenti per Saleforce.com. Il pioniere del software-as-a-service (SaaS) ha infatti tagliato di recente il traguardo dei quindici anni di attività, degnamente celebrato da un fatturato arrivato a cinque miliardi di dollari.

«Salesforce.com ha dato al Cloud la dignità di piattaforma affidabile per le Enterprise Application», dice Frank Scavo, managing partner della società di analisi di mercato Strativa. «Su questo non ci sono dubbi».

L’importante anniversario e le dimensioni raggiunte però, sottolinea Infoworld in un’analisi, non devono però far passare in secondo piano le sfide critiche che a questo punto la società di Mark Benioff si trova ad affrontare.

Dopo la comparsa sul mercato appunto nel 1999 con la contestuale creazione di un mercato completamente nuovo, quello delle applicazioni in Cloud, e in particolare del CRM come SaaS, la storia di Salesforce è costellata di innovazioni.

Nel 2007 per esempio il lancio di Force.com ha contrassegnato l’ingresso nell’era del platform-as-a-service (PaaS), con la possibilità di estendere nel Cloud le potenzialità della propria soluzione e permettendo ai partner di creare nuove applicazioni. Nel 2010 risultavano infatti oltre 300mila gli sviluppatori e 185mila le applicazioni dedicate. Anche grazie a questo, nel 2005 ha visto la luce AppExchange, il marketplace che attualmente raccoglie oltre 2.200 applicazioni e ha ispirato anche altre società del calibro di SAP e più di recente Oracle a seguire la stessa strada. Un’innovazione che come sottolinea l’analista, non ha tuttavia pesato in misura determinante sulla crescita del fatturato.

Anche sul fronte social Salesforce.com ha saputo distinguersi, grazie all’integrazione con Facebook già nel 2008, seguita l’anno successivo da Twitter, per arrivare nel 2010 a Chatter, il proprio strumento di messaging e collaborazione. La stessa lungimiranza ha portato successivamente a coinvolgere i propri utenti per la messa a punto di aggiornamenti ed estensioni dell’offerta. Da IdeaExchange sono infatti arrivate indicazioni utili, pubblicamente proposte e discusse, a indirizzare l’evoluzione dell’offerta, come per esempio nel 2012 la decisione di includere le nuove funzioni di analitycs senza nuovi costi per l’utente.

Attualmente, questa strategia sembra continui a pagare. Sia per effetto di acquisizioni sia per una crescita fisiologica, il numero di clienti è in aumento. E, fattore altrettanto importante, con un tasso di rotazione in calo. Il successo in termini di consensi non ha però impedito di apportare alla propria architettura di base i necessari aggiustamenti. Due i passaggi fondamentali: l’acquisizione di 2010 di Heroku e il lancio di Salesforce1, una svolta decisiva per l’unificazione di tutti gli strumenti di sviluppo accumulati negli anni. Con Salesforce1 in particolare, è stato messo a disposizione un gran numero di API e di applicazioni dedicate al mondo mobile, in grado di operare anche con software di partner.

Nonostante questo però, permane ancora una carenza nel campo dei big data e della business analytics. «Per mantenere i livelli di crescita, è necessario mettere in preventivo uno sviluppo anche al di fuori della Sales Force Automation», sottolinea Scavo. Effettivamente, sembra proprio questa la direzione intrapresa, grazie a investimenti in acquisizioni finalizzate a confrontarsi con Oracle, SAP, IBM e Adobe nel settore del software per il marketing.

Qualche aggiustamento registra invece la strategia in ottica Cloud computing. Dopo aver infatti vantato le caratteristiche di scalabilità e flessibilità a tutto campo della propria infrastruttura, la società ultimamente non ha rinunciato a mettere a punto Superpods, versione di Salesforce.com rivolta ai clienti che utilizzano la Converged Infrastructure di HP. Per diversi analisti, questa è stata la tacita ammissione di quanto il Public Cloud faccia ancora fatica ad attecchire in molte aziende.

Tutto questo però secondo Infoworld non è sufficiente a far dormire sonni tranquilli. La concorrenza di Microsoft nel settore del CRM in SaaS è in costante crescita. Oltre alla competizione sul prezzo, infatti, Microsoft può giocare la carta non indifferente della massima integrazione con Office.

Inoltre, con il passare del tempo, la serie di partnership effettuate nel corso degli anni ha spostato il baricentro dall’originario CRM in direzione dell’ERP. Una spinta accentuata dalle mosse di concorrenti quali Oracle e SAP in prospettiva Cloud computing. Ne scaturisce come una delle prossime sfide più importanti per Salesforce si giochi non tanto sui settori verticali o su ambiti mirati come il marketing, quanto proprio sul mondo ERP.

Al riparo da potenziali operazioni di acquisizione grazie alla capitalizzazione elevata, l’azienda secondo gli scenari più accreditati crescerà proprio in questa direzione, procedendo essa stessa a incorporare altre realtà. Inoltre gli analisti si aspettano investimenti nel mondo big data, alla ricerca di funzionalità di analytics in grado di gestire la mole di dati non strutturati in arrivo dai sensori degli “oggetti intelligenti” della Internet of Things e dai social network.

Giuseppe Goglio da Digital4