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Some: una nuova disciplina accademica con il supporto di Ibm

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Some: una nuova disciplina accademica con il supporto di Ibm

15 Mag 2008

di Ezio Pacchiardo

Un corso di tre mesi, presso importanti università, in cui docenti e qualificati professionisti Ibm insegnano a risolvere casi pratici, veri e reali, ai giovani laureati: è un’iniziativa che sta riscuotendo successo e vede già coinvolte a livello mondiale oltre 150 Università, tra cui Berkeley, North Carolina State University e altre di altrettanto prestigio, in Italia sono già attive sul tema Liuc- Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo, Università di Pavia, Bocconi, Sant’Anna di Pisa, la Università degli Studi e Politecnico di Milano, la Sapienza di Roma e altre.
Frutto della collaborazione iniziata con l’anno accademico 2007-2008 nell’ambito di questo programma tra la Liuc – Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo e Ibm è il corso Elective in Service Oriented Management Engineering (Some), cui contribuisce Agesp (l’azienda multiservizi del Comune di Busto Arsizio) .
Questa nuova disciplina accademica, ha spiegato Carlo Buonanno, Preside Facoltà di Ingegneria della Liuc, è interdisciplinare poiché integra la tradizionale componente della computer science con la ricerca operativa, l’ingegneria industriale, la strategia di business, le scienze di management, le scienze sociali e la giurisprudenza,  per sviluppare nuovi skill e nuove professionalità orientati ai processi e ai servizi.
Il progetto nasce dalla considerazione che l’economia mondiale si sta sempre più spostando verso l’industria dei servizi. Negli Stati Uniti questi rappresentano oltre il 75% del fatturato e le proiezioni indicano che il settore raggiungerà 129 milioni di occupati nel 2014, con un rapporto di quasi 4 posti di lavoro su 5. Anche i paesi occidentali impiegano una quota molto rilevante della forza lavoro nel settore terziario, e questa quota è ovunque in continua crescita.
In questo nuovo scenario economico, dice Carla Milani – University Relations Manager, Ibm – è sempre più richiesto il nuovo ruolo del “Service Manager” ovvero di colui che, ingegnere o consulente di processo, utilizza le sue conoscenze interdisciplinari per ingegnerizzare i nuovi processi di business. L’elevato interesse di Ibm allo sviluppo della scienza è dimostrato dai numeri, degli oltre 3.000 ricercatori a livello mondiale, che risiedono negli otto centri di ricerca IBM, 550 sono interamente dedicati ai servizi. Ma, continua Milani, questo orientamento è ormai riconosciuto a livello globale, nell’Unione Europea stanno aumentando gli investimenti in ricerca sui servizi, a livello mondiale stanno emergendo nuovi programmi di ricerca e formazione mirati a focalizzare i bisogni del business dei servizi e ad approfondire la interdisciplinarietà tra le conoscenze del business, dell’organizzazione e delle tecnologie.
I contenuti del corso, il primo del suo genere che realizza il connubio tra la scienza dei servizi e la Service Oriented Architecture, è molto innovativo nei contenuti e nella metodologia organizzativa e pone l’accento sulla modellizzazione del business e sulla tecnologia quale elemento abilitatore della gestione aziendale orientata ai servizi. Ibm contribuisce al corso con 200 ore di docenza prevalentemente in lingua inglese.
L’interesse delle aziende è dimostrato dalla  partecipazione di manager di sei aziende che alla tavola rotonda confermano la reale esigenza e il valore di business che queste stesse aziende attendono da queste nuove professionalità.
L’incontro è mirato ai giovani laureandi per illustrare loro i contenuti della prossima edizione, discutere del nuovo ruolo dell’ingegnere e consentire loro di valutare l’opportunità di frequentare questo intenso programma di studio, già battezzato, per la sua brevità e intensità, mini Master, dagli studenti del corso appena terminato.

Ezio Pacchiardo

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