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Software AG, un “sistema nervoso” per la Digital Enterprise

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Software AG, un “sistema nervoso” per la Digital Enterprise

15 Nov 2013

di Giampiero Carli Ballola

La casa europea dispiega all’Innovation World 2013 un’offerta completa che, integrando tecnologie proprie ed acquisite, fornisce un insieme di strumenti per permettere alle imprese di guadagnare competitività passando dallo studio e modellazione di nuovi processi di business alla loro pratica messa in atto.

SAN FRANCISCO – Fondata e con quartier generale a Darmstad, in Germania, con oltre un miliardo di euro fatturati nel 2012 e 5.300 dipendenti in 70 paesi, Software AG è la quarta software house europea (dopo Sap, Sage Group e Dassault Systèmes). L’interesse e il peso crescente dei mercati americani, dove negli Usa la divisione Government Solutions ha siglato cospicui contratti, l’ha portata a metà ottobre in California per l’Innovation World 2013, evento il cui nome richiama sia il senso della proposta rivolta ai propri utenti sia lo spirito della stessa società. Con un percorso iniziato anni fa e accelerato negli ultimi venti mesi da una serie di acquisizioni strategiche, Software AG ha infatti innovato la propria offerta posizionandosi come il vendor capace di portare i suoi utenti alla costruzione della ‘Digital Enterprise’.

Carl Heinz Streibich, Ceo e Chairman of the Board di Software AG

Cosa sia questa Digital Enterprise lo ha spiegato Carl Heinz Streibich, Ceo e Chairman of the Board, tratteggiando in un breve discorso d’apertura “…l’inevitabile evoluzione da una It focalizzata sull’efficienza operativa a una che faccia da motore alla differenziazione e alla competitività”. In pratica, ciò significa raccogliere dati, trarne informazioni, intervenire sulle operazioni e verificare il feed-back nei nuovi dati raccolti in un ciclo che, grazie appunto alla digitalizzazione che pervade ogni attività in ambito sia operativo sia cognitivo, può agire in modo coerente, flessibile e in tempo quasi reale con gli eventi e permette, come ha concluso Streibich, di “passare più rapidamente dall’idea di una soluzione alla sua messa in atto”.

Figura 1: Il posizionamento di Software AG, nell’agility layer, nei modelli di business adottati dalle aziende
Fonte: Software AG

Questo ciclo virtuoso è abilitato da quello che Software AG chiama ‘agility layer’, uno strato che fa da ‘sistema nervoso’ tra le applicazioni e i processi che ne guidano l’uso in funzione dei modelli di business da adottare in risposta ai clienti e ai mercati e permette di sfruttare le opportunità dei big data, delle reti sociali, della mobilità e dei servizi cloud (vedi figura 1). In questo strato, il supporto della società si esplica in cinque aree cui corrispondono altrettante linee d’offerta:

  • Trasformazione del portafoglio applicativo, con la linea Alfabet nata dalla recente (giugno 2013) acquisizione dell’omonima società.
  • Allineamento al business, con le soluzioni di collaborazione e analisi dei processi della linea Aris.
  • Agilità delle operazioni tramite l’integrazione e automazione dei processi, con la suite webMethods e la piattaforma AgileApps Live.
  • Visibilità sulle operazioni e attività, con le interfacce uomo-dati fornite da webMethods e dalla piattaforma Apama di Cep (complex event processing) e analisi real time, anche qui acquisita nel 2013 con l’omonima società.
  • Reattività agli eventi, con le soluzioni real-time della già citata linea analytics di Apama e di in-memory data management Terracotta, acquisita (con lungimiranza) nel maggio 2011.

Su queste premesse strategiche si arriva quindi agli annunci di prodotto. I principali riguardano la nuova release 9.5 della suite webMethods e due importanti estensioni di Software AG Live. Entrato nel portafoglio Software AG nel 2007 con l’acquisizione dell’omonima società, pioniera nell’uso dei servizi web per l’integrazione applicativa, webMethods è il brand identificativo dei prodotti di process integration e Bpm e la relativa piattaforma software è stata costantemente potenziata.
Le nuove funzioni di webMethods 9.5 mettono al servizio del Bpm le potenzialità del cloud, delle tecnologie mobili e delle reti sociali. La prima, Elastic Esb (Enterprise Service Bus), permette di portare l’esecuzione dei processi su risorse accessibili via cloud pubblico o privato per rispondere ai picchi di domanda scalando sia con l’uso di più risorse sia con quello di risorse più potenti senza necessità d’intervento manuale sui sistemi. Con Mobile Bpm gli utenti possono monitorare la situazione e l’avanzamento dei processi con applicazioni preconfigurate per tablet e smartphone Android e iOS che danno una vista aggregata e in forma grafica dei processi in atto e degli eventuali problemi, permettendo ai responsabili di intervenire in tempo reale ovunque si trovino. Social BPM è infine una funzionalità che assegna e pubblica dei ‘tag’ alle attività di process management in modo da affidarne l’esecuzione alle risorse umane più competenti e disponibili al momento e facilitarne la collaborazione. Altre novità della versione 9.5 sono Stage & Milestone Support, funzione che dà ai business manager una vista di alto livello sui processi di loro interesse senza scendere nei dettagli delle attività, e aggiornamenti funzionali al modulo Model-to-Execute, per l’allineamento automatico delle attività di Bpm alle analisi sui processi stessi.
Presentata lo scorso maggio, Software AG Live è la prima suite di sviluppo e integrazione applicativa e di processo interamente cloud-based e fruibile come PaaS (Platform-as-a-Service). Com’era stato anticipato al momento del lancio, all’Innovation World è stata annunciata la disponibilità di Portfolios Live e di Process Live, due soluzioni anch’esse fruibili via cloud che si integrano con AgileApps Live (piattaforma di sviluppo costruita su tecnologia LongJump, acquisita nell’aprile di quest’anno, e che è il ‘core’ della suite) e che abilitano, rispettivamente, la gestione del portafoglio applicativo e la collaborazione, con soluzioni mutuate dai social network, tra le persone impegnate nello sviluppo.


In Italia? Certi della ripresa, guardiamo alle Pmi

Philippe La Fornara, Senior Vicepresident per la regione Sud-Europa e Benelux di Software AG

Un discorso più mirato alle strategia Software AG per il mercato europeo, e italiano in particolare, è stato fatto a ZeroUno da Philippe La Fornara, da un anno Senior Vicepresident per la regione Sud-Europa e Benelux. “Per noi l’Italia è un paese un po’ speciale, nel bene e nel male. Nel bene perché i dirigenti sono più interessati che altrove ad essere aggiornati sull’offerta It; nel male perché l’organizzazione delle aziende è poco strutturata e a volte difficile da capire. Ciò detto – prosegue La Fornara – quello italiano è un buon mercato e vi stiamo investendo. Nell’ultimo anno abbiamo assunto otto persone, altre ne assumeremo e abbiamo raddoppiato gli spazi degli uffici con una nuova sede. Questo anche perché siamo sicuri della ripresa e quando arriverà saremo in una buona posizione: la crisi ha portato le imprese a innovare prodotti e processi, cambiamenti che, per le soluzioni che vendiamo, sono sicuramente positivi”.
Parlando dell’Italia, inevitabile chiedere di un’offerta alla portata delle Pmi: “Credo – dice La Fornara – che sarà tra i prossimi passi da fare, e l’acquisizione di LongJump e i servizi cloud allo studio vanno in questo senso. Ma per lavorare con le Pmi occorrono partner validi. Anche per questo dall’inizio dell’anno abbiamo cambiato la strategia di canale da un approccio basato sulle opportunità che venivano dal mercato a uno organizzato, con 30 persone, nel mondo, dedicate a gestire i partner tecnologici e sui mercati verticali in modo da costruire veri e propri ecosistemi”.

Giampiero Carli Ballola
Giornalista

Giampiero Carli-Ballola, nato nel 1942 e giornalista specialista in tecnologia, collabora con ZeroUno dal 1988. Segue i processi di digitalizzazione del business con particolare attenzione ai data center e alle architetture infrastrutturali, alle applicazioni big data e analitiche, alle soluzioni per l’automazione delle industrie e ai sistemi di sicurezza.

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