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PMI: in Veneto le aziende più “mature” in ambito It

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PMI: in Veneto le aziende più “mature” in ambito It

02 Lug 2008

di Nicoletta Boldrini

Da una analisi del Politecnico di Milano in relazione alla maturità Ict delle PMI del Veneto emerge che 2 imprese su 3 hanno saputo innovare e razionalizzare le proprie  infrastrutture It ed evolvere il parco applicativo. Innovative e sensibili all’Ict oltre la media nazionale

MILANO – Incoraggianti segnali di crescita dell’utilizzo degli strumenti Ict da parte delle Pmi italiane arrivano da una recente indagine della School of Management del Politecnico di Milano (www.polimi.it), anche se relativi al solo territorio del Veneto. Analizzando 500 imprese (con un numero di addetti compresi tra 10 e 500), il 44% del campione si è meritato il riconoscimento di impresa “impostata”, ossia che ha iniziato un processo di razionalizzazione della propria infrastruttura It e posto le basi anche per una evoluzione dal punto di vista dei software; il 22% delle aziende esaminate risulta “lungimirante” perché è riuscito a far evolvere sia l’infrastruttura It sia il parco applicativo. Solo poco più del 20% delle imprese sono risultate “immature” (si tratta prevalentemente di imprese di dimensioni piccole), ma il dato è positivo e incoraggiante se confrontato con quello della media nazionale che vede le imprese classificate come “immature” in una misura superiore al 40%.
Molto buona l’analisi che individua la situazione dal punto di vista delle applicazioni. Seppur i risultati più incoraggianti siano prerogativa delle aziende di dimensioni medie, rispetto alla media nazionale nelle imprese del Veneto sono maggiormente diffuse le soluzioni gestionali, Erp in particolare (6% contro 3% della media nazionale). E a meritare attenzione è anche il livello di aggiornamento delle soluzioni implementate (anch’esso superiore in rapporto alla media nazionale), indice di una maggiore attenzione verso sistemi allo stato dell’arte. Interessanti gli esempi riportati dal Politecnico di Milano: 1 impresa media su 2 utilizza applicazioni di Business intelligence; le applicazioni Intranet sono diffuse in circa il 20% delle piccole imprese fino ad arrivare a circa il 60% nelle imprese di dimensioni maggiori, e sono impiegate prevalentemente nella gestione documentale e la collaborazione tra i dipendenti; nell’85% dei casi, le applicazioni CAD 3D hanno sostituito completamente le applicazioni 2D; le applicazioni Mobile&Wireless più diffuse sono quelle di gestione del magazzino e di automazione della forza vendita, con percentuali di adozione che superano il 50% in alcuni settori quali, ad esempio, quello del Tessile-Abbigliamento, del Legno Arredo e dei Trasporti-Logistica. Le zone d’ombra non mancano ma non sono indici del tutto negativi. Esiste, per esempio, uno scarso livello di flessibilità in alcuni settori come quello Alimentare, che implica una scelta verso sistemi “ad hoc”. Il confortante quadro viene motivato dal Politecnico che individua le ragioni del successo nel buon livello di sensibilità dei vertici aziendali, nella presenza all’interno delle imprese di “funzioni innovatrici” che riescono a fare da collante tra il business, la funzione It e i fornitori, e, in molti casi, la presenza di una organizzazione It con competenze non solo tecnologiche ma anche gestionali e di business.
Non è quindi forse stato “un caso” la scelta di portare a Padova una “costola” di Smau (www.smaubusiness.it). La prima edizione, chiusasi lo scorso maggio, ha raccolto 2.200 visitatori e circa il 60% è risultato appartenente proprio ad aziende venete di piccole e medie dimensioni di quasi tutti i settori. La quarantacinquesima edizione dell’esposizione Internazionale di Information & Communication Technologies (Smau – www.smau.it), che quest’anno si terrà dal 15 al 18 ottobre, vuole parlare la lingua del business, non solo quella dell’it. Oltre ai Responsabili dei Sistemi Informativi di aziende e Pa, quest’anno Smau vuole parlare anche al vertice e ai manager delle diverse funzioni aziendali. E lo fa proponendo contenuti e momenti dedicati a ciascuna linea di business (dati sui trend e gli scenari di mercato, percorsi verticali dedicati alle diverse funzioni d’impresa, workshop indipendenti, ecc.). Altra novità, anche i percorsi formativi pensati ad hoc per gli operatori del canale Ict.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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