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Smart city, in Sardegna un Intelligence Operation Center di Huawei e CRS4

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Attualità

Smart city, in Sardegna un Intelligence Operation Center di Huawei e CRS4

26 Feb 2019

di Cristina Mazzani

Il centro, con grandissima capacità di calcolo, raccoglie i dati relativi alla città di Cagliari al fine di renderli utilizzabili per una più efficace gestione del territorio urbano

CAGLIARI – CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna) e Huawei, un esempio di partnership che dimostra come la collaborazione tra pubblico e privato, tra enti locali e aziende internazionali, possa dare frutti importanti per le aziende del territorio e, in generale, in questo caso, anche per la popolazione.

“Nei Paesi dove siamo presenti non ci poniamo solo come fornitore di oggetti – ha spiegato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Technologies Italia – ma come attori di riferimento nella trasformazione digitale. Nella nostra strategia si collocano una serie di programmi tesi a sottolineare l’importanza della ricerca e sviluppo [una voce rilevante nel bilancio Huawei, pari al 14% del fatturato globale, ndr] e della diffusione di competenze tecnologiche. In particolare, uno dei temi su cui stiamo lavorando sono le smart city: abbiamo sempre creduto nel 5G e siamo convinti che questa tecnologia, che cambia radicalmente il modo di interagire tra gli oggetti e tra le persone e gli oggetti stessi, promuoverà la digitalizzazione delle nostre città favorendo, in generale, la crescita digitale”.

Foto luigi de vecchis
Luigi De Vecchis, presidente di Huawei Technologies Italia

In tale contesto, nel marzo del 2016 la Regione Autonoma della Sardegna, il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna) e Huawei hanno firmato un accordo per lo sviluppo di progetti di ricerca in ambito smart & safe city. Da tale accordo è nato un laboratorio di innovazione congiunta a Pula, presso la sede del CRS4.

Il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna è stato fondato dal Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia nel 1990, la sua missione è da sempre lo sviluppo di programmi di ricerca strategici nei settori della biomedicina, della biotecnologia, della società dell’informazione, dell’energia e dell’ambiente. Oggi vi sono impiegate 150 persone che hanno in dotazione avanzate risorse computazionali (oltre 280 TeraFlop di potenza su più di 400 compute node, 2,5 petabyte di storage, 1,5 petabyte di backup online) e rappresenta un interlocutore di riferimento per Huawei in quanto conoscitore del territorio e delle sue problematiche, punto di raccordo con le istituzioni e le imprese locali.

foto con alcuni edifici del crs4
Il CSR4, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna fondato dal Premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia nel 1990, la cui missione è lo sviluppo di programmi di ricerca strategici nei settori della biomedicina, della biotecnologia, della società dell’informazione, dell’energia e dell’ambiente

All’interno del Joint Innovation Center…

La collaborazione con Huawei ha condotto all’inaugurazione all’interno del CRS4, nel 2016, del Joint Innovation Center (JIC) una struttura che occupa una decina di ricercatori del CRS4 ai quali si aggiungono una ventina di risorse Huawei che a rotazione volano in Sardegna per svolgere il proprio lavoro. Il laboratorio, frutto di un investimento di circa 24 milioni di euro di cui 6 erogati dalla Regione Sardegna e 17 da Huawei, tra le sue caratteristiche tecniche vanta: cluster di calcolo ad alte prestazioni (2000 core Intel E5 2680 V3, più 14 TB RAM); cluster big data con 576 Core (Intel E5 2683 V3 e Intel E5 2618L V3 con più di 12 TB RAM); un sistema di storage Huawei OceanStor 6800V3 con capacità di 1,1 PB e un sistema di storage big data Huawei OceanStor 5300 V3, oltre ad apparati firewall che proteggono e isolano l’infrastruttura.

Il centro si è occupato di sviluppare soluzioni concrete in ambito sicurezza. Per esempio, in occasione del disastro dell’Hotel Rigopiano, ha messo a disposizione dei Vigili del Fuoco il sistema portatile Rapid e-Lte emergency solution, ossia una struttura di comunicazione mobile che permetteva, nella zona del disastro, quindi priva di connessione, di trasmettere attraverso degli appositi dispositivi: radio voce, dati e immagini (ad alta risoluzione, in streaming) per la condivisione di tutte le informazioni possibili con la sala operativa che coordinava i soccorsi.

Inoltre, nel JIC è stata realizzata la soluzione crowd detecting, per il monitoraggio continuo delle grandi quantità di persone riunite negli spazi aperti delle città, al fine di garantirvi sicurezza; tra le tecnologie utilizzate, quelle per il riconoscimento facciale e comportamentale di soggetti potenzialmente pericolosi, segnalati attraverso fotografie caricate su uno specifico database.

…è nato l’Intelligence Operation Center

A fine 2018 è nato l’Intelligence Operation Center (IOC), un centro operativo nel quale, utilizzando l’infrastruttura tecnologica del JIC e una piattaforma di big data analytics, convergono tantissimi dati relativi alla città di Cagliari provenienti da fonti diverse, tra cui dati governativi, societari e relativi ai cittadini, informazioni Web e raccolte dai sensori IoT. Lo IOC utilizza tecnologie di big data analytics avanzate (per l’estrazione dei dati della città, il consolidamento e l’integrazione delle risorse tra domini, l’analisi) allo scopo di monitorare gli eventi, nel caso di problemi dare allarme precoce e, in generale, migliorare il funzionamento della città, offrendo una coordinata e multisettoriale capacità di elaborazione dei dati.

La visita organizzata per la stampa a Pula ha rappresentato una preziosa occasione per vedere all’opera il sistema.

Gestione in tempo reale del traffico, ottimizzazione del sistema dei trasporti pubblico, parcheggi che curano le esigenze dei disabili, sicurezza negli spazi cittadini, organizzazione intelligente della raccolta dei rifiuti, oltre al monitoraggio climatico e ambientale (per raccogliere informazioni utili a prevedere e intervenire in caso di problemi) sono solo alcune delle applicazioni che è possibile realizzare basandosi sui dati raccolti e resi omogenei dall’Intelligence Operation Center.

Al momento sono già operative le applicazioni relative a traffico e affollamento che sfruttano le informazioni raccolte da 25 telecamere, 92 stazioni del traffico e 23 sensori di parcheggio. Ma la soluzione rappresenta un prototipo (che sta destando interesse in tante realtà regionali nazionali ed europee) che man mano verrà arricchito di funzioni.

Cristina Mazzani
Giornalista

Giornalista dal 1996, si è sempre occupata di tematiche tecnologiche, scrivendo per riviste dedicate al mondo B2B e al canale di distribuzione Ict. In alcuni periodi ha affiancato a questa attività collaborazioni per quotidiani e testate attivi in altri settori. Dal 2013 lavora con ZeroUno.

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