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‘Padova città sicura’: il wireless al servizio dei cittadini

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‘Padova città sicura’: il wireless al servizio dei cittadini

15 Mag 2011

di Nicoletta Boldrini

Realizzata da Lantech Solutions, la parte wireless della rete della città di Padova viene utilizzata per la gestione del progetto di videosorveglianza “Padova città sicura” e per le esigenze di connessione e di telecomunicazioni del Comune. Mentre sono in previsione nuovi progetti.

Con oltre 210mila abitanti, Padova è uno dei centri principali del Nord Est Italia e nel 2006 ha deciso di dotarsi di un sistema di videosorveglianza i cui obiettivi sono la tutela del patrimonio, il controllo del traffico, la protezione civile e la sicurezza pubblica. Promosso dal Comune di Padova in concorso con le Centrali della Questura e dell’Arma dei Carabinieri, il progetto di videosorveglianza prevedeva la presenza di 120 siti dotati di telecamere, interconnessi tra loro mediante una rete metropolitana di comunicazione.
“Quest’ultimo aspetto – esordisce Alberto Corò (nella foto), capo settore Servizi Informatici e Telematici del Comune di Padova – ha sollevato il problema del network di comunicazione, non tanto da un punto di vista tecnologico (assicurare la banda di trasmissione dati per ciascuna telecamera e garantire lo scambio di dati in modo centralizzato, non era un problema), quanto di costi operativi di gestione”.
“Ogni telecamera assorbe circa 2,5 Mb di media, con dispositivi che arrivano a richiedere anche fino a 4,5/5 Mb quando l’algoritmo di compressione non riesce a garantire superiori riduzioni” – spiega Corò. – “Moltiplicato per oltre cento canali, il calcolo è presto fatto e dà la misura di quali possano essere i costi per dotarsi di una linea, in affitto, per garantire la banda minima necessaria (si supera abbondantemente il milione di euro). Ma dal Comune la direttiva era chiara: progettare e rendere funzionante un sistema di videosorveglianza cittadina (con il supporto del finanziamento pubblico arrivato dal Ministero delle Finanze, pari a 2 milioni di euro) con il minor impatto economico possibile per la gestione del sistema”.

Un’infrastruttura per tutto il Comune
Composta anche da una parte con dispositivi wireless, la rete di connessione e trasmissione dati è stata realizzata da Lantech Solutions, network integrator specializzato nella realizzazione e gestione di progetti per infrastrutture di rete.
L’infrastruttura di rete, oggi, è costituita da oltre 50 chilometri di fibre ottiche che collegano tra loro 35 diverse sedi comunali, e da circa 65 link wireless che completano la copertura, per un totale di 150 punti connessi. “Padova ha un territorio piuttosto piccolo ma le sedi comunali sono numerose. Il progetto prevedeva il posizionamento delle telecamere su sedi del Comune, e nel contempo abbiamo interconnesso tra loro anche tutti i nostri uffici, utilizzando il network per trasportare oltre ai segnali video anche i dati relativi alle operazioni del Comune, con numerosi vantaggi in termini sia di prestazioni della rete sia di risparmio nei costi di telecomunicazione”, spiega Corò. “In sostanza, abbiamo mirato ad avere un costo di gestione per il sistema di videosorveglianza molto basso, sfruttando poi l’infrastruttura di rete anche per veicolare tutti i servizi dei sistemi informativi a supporto dell’azienda comunale”.
“La videosorveglianza è stata considerata fin dall’inizio come un progetto “speciale”, non core del Comune ma dal quale abbiamo intuito che si potessero trarre benefici per supportare le attività più tradizionali, tipiche degli enti locali”, aggiunge Corò.
Certo le difficoltà non sono mancate; dal punto di vista pratico, per il dipartimento It ha significato dedicare il team del networking al 100% su questo progetto; un team che è “uscito dalla stanza dei bottoni” per andare nei cantieri aperti e predisporre la rete e le connessioni per ogni singola telecamera (“operando un po’ come se fossimo dei provider tecnici di Tlc”, scherza Corò).
“Durante i lavori di cantiere, abbiamo provveduto noi stessi a collegare al sistema anche altre entità pubbliche come la Questura, i Carabinieri, la Polizia di Stato e la Prefettura”, precisa ancora Corò, “proprio perché il progetto è nato da un’esigenza di maggior sicurezza e tutela della cittadinanza”.

Città sicura… e performante
La progettazione della rete di videosorveglianza è iniziata nel 2007; dopo un primo assessment iniziale, fatto in autonomia dal team It senza il supporto di vendor e consulenti esterni, dal quale è emerso il disegno complessivo, si è deciso di procedere per gradi: “in una prima fase, che possiamo anche chiamare “prototipo”, abbiamo realizzato una prima tratta collegando due sole sedi comunali ed alcuni siti di videosorveglianza”, precisa Corò. “Questo approccio ci ha permesso di capire quali potessero essere le problematiche e le criticità che avrebbero potuto ostacolare o rallentare il progetto.”
“Partendo dalla mappa definita dal comitato di sicurezza dei cittadini che aveva identificato i siti per installare le telecamere e dall’incrocio di questa con la mappa delle sedi comunali – descrive più dettagliatamente il manager del Comune di Padova – la scelta progettuale è stata di utilizzare le sedi comunali come “punto di appoggio/erogazione” della banda attraverso cui “agganciare” i punti finali di utenza (cioè servire la connessione alle telecamere)”. Nella primavera del 2010 il sistema è stato completato in tutto il territorio della città di Padova. “Già alla fine del 2009, abbiamo potuto verificare il completo ritorno dell’investimento effettuato, grazie ai notevoli risparmi derivanti dalla cessazione dei canoni telefonici per le interconnessioni (di cui non abbiamo più bisogno)”, sottolinea Corò. “Oltre ad avere minori costi di telecomunicazioni, disponiamo adesso di una rete molto più performante, che copre praticamente tutte le sedi del Comune, visto che raggiunge oltre il 90% dei nostri dipendenti”.
Da un punto di vista puramente tecnologico, “le apparecchiature wireless sono quasi interamente fornite da Alvarion, con una velocità che va dai 5 Mb/s ai 70 Mb/s”, specifica Paolo Levorato, Responsabile Rete Dati. Per il networking, “gli switch sono tutti Hp. La configurazione di rete è completata con alcuni router utilizzati per le sedi dove il Comune non dispone di rete privata e da apparati wireless da interno posizionati in posti pubblici, come per esempio il Centro San Gaetano, spazio dedicato agli eventi culturali, dove viene offerta ai cittadini la possibilità di connettersi con il proprio Pc”, aggiunge Rossella Carletto, collaboratrice Rete Dati.
L’incarico della fornitura degli apparati della rete è stato affidato sempre a Lantech Solutions. Per quanto riguarda la manutenzione, è in atto un contratto ad hoc che prevede il rispetto di alcuni Sla specifici a garanzia del funzionamento 24 ore su 24 delle infrastrutture. Inoltre, “stiamo valutando la possibilità di avvalerci dei servizi di monitoraggio a distanza della rete offerti da Lantech Solutions nell’ambito dell’offerta Lion, Lantech Intelligence On Network”, aggiunge Corò.

Innovazione che continua
Come accennato, la nuova rete del Comune di Padova si è rivelata molto utile per numerosi altri scopi: per esempio, è stato possibile realizzare un vero progetto di Disaster Recovery posizionando una seconda server farm in area metropolitana, che si dimostra molto utile nelle occasioni in cui viene effettuata la manutenzione dei sistemi di storage. Non solo: “grazie alla resilienza della nuova rete, possiamo anche realizzare reti logiche ad hoc oppure prevedere Lan virtuali assegnando banda specifica per determinati utilizzi”, sottolinea Corò.
Infine, le performance superiori della rete hanno consentito di consolidare tutto il file sharing in un solo punto, con un’altissima affidabilità, mentre  il prossimo passo in previsione è quello di trasformare tutta la struttura telefonica del Comune in standard VoIP, sfruttando sempre la rete in fibra ottica.

Nicoletta Boldrini

Giornalista

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