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‘PA in cammino’. Un progetto per capire

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‘PA in cammino’. Un progetto per capire

29 Lug 2011

di Riccardo Cervelli

Un vero e proprio percorso a piedi fatto per raccogliere testimonianze su buone pratiche Ict nella Pa. Quattro eventi pubblici per discutere di aspetti specifici legati all’innovazione. Una ricerca presso i cittadini sulle aspettative verso la pubblica amministrazione. È il progetto "Pa in Cammino" promosso da Fondazione Milano e Forum Pa. Ecco cosa è emerso

Le nuove tecnologie dell’Ict possono contribuire in modo decisivo a trasformare la Pubblica amministrazione. Questa consapevolezza esiste da anni e si è tradotta sia in linee guida di matrice governativa sia in una serie di progetti locali, alcuni dei quali di indubbia eccellenza. L’impressione, oggi, è che finalmente si assista a un lento cammino di riforma della Pa abilitato dalla “digitalizzazione”. “La riforma della pubblica amministrazione, insieme a quella della scuola – sostiene Umberto Paolucci, presidente di Fondazione Milano, l’ente che gestisce le Scuole Civiche di Milano e che aspira a essere un centro di competenza nell’innovazione della Pa – è quella su cui si dovrebbero puntare le carte migliori”. Affinché però l’innovazione della Pubblica Amministrazione possa realizzarsi al meglio, continua Paolucci, “non è sufficiente prevedere risorse, ma è necessario anche fare rete. Occorre far sì che le eccellenze acquistino visibilità, in modo che la “moneta buona scacci quella cattiva” e si promuova la riusabilità delle soluzioni che funzionano”.

Un cammino alla ricerca delle eccellenze
L’Italia è un Paese di eccellenze in tutti i campi, i più noti dei quali forse sono i patrimoni artistici, le tradizioni culturali, l’enogastronomia, i paesaggi. Da tempo ormai ci si sforza in mille modi di riscoprire, valorizzare e dare visibilità a queste ricchezze. Anche nell’Ict della Pa, secondo Donato Ceccomancini, responsabile Business Practices di Fujitsu Technology Solutions, “esistono delle eccellenze. Il problema è che spesso non sono condivise: manca una governance complessiva e non si impara dagli insuccessi. Per esempio, a volte si cerca di innovare senza modificare i processi o non si promuove il cambiamento culturale”. Se non si fornisce la giusta formazione a chi lavora nella Pa, diventa più difficile sfruttare le opportunità che l’Ict può fornire in termini di – per usare le parole del manager di Fujitsu – “liberazione di risorse, riduzione dei costi, miglioramento del sistema Paese. Ricordiamoci che solo un Paese efficiente è in grado di invogliare investimenti stranieri”.
La parcellizzazione delle eccellenze Ict nella Pa italiana emerge anche da quanto afferma Gianni Dominici, direttore generale di Forum Pa, una società che da anni promuove il confronto fra pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini e che organizza Forum Pa expo: Mostra/Convegno dell’Innovazione nelle PA e nei sistemi territoriali. “In Italia – sostiene Dominici – non esiste un progetto, ma una molteplicità di iniziative. Fare rete significa mettere insieme questa molteplicità e creare una nuova energia”. Come individuare e mettere in collegamento le comunità (enti locali, organizzazioni sul territori, aggregazioni di imprese ecc.) promotrici di queste iniziative e le loro eccellenze? Fondazione Milano e Forum Pa hanno sposato la metafora del “cammino” (un vero e proprio percorso a piedi) e hanno promosso il progetto “Pa in Cammino”, sponsorizzato da Fastweb, Fujitsu, Italtel e Microsoft. I promotori si sono affidati a due camminitori professionisti de Il movimento Lento che hanno raggiunto a piedi le città di Parma, Bologna, Firenze e Pisa raccogliendo, lungo il percorso, testimonianze di amministratori locali e cittadini su buone pratiche di innovazione nella Pa. In occasione delle quattro tappe, il Cammino ha previsto degli eventi pubblici, ognuno organizzato in collaborazione con uno sponsor diverso. A Parma, con Italtel, si è parlato di sicurezza. A Bologna, insieme a Fujitsu, si è analizzato un progetto di virtualizzazione delle postazioni desktop dei dipendenti della Provincia. A Firenze, invece, con Microsoft si è fatto tappa all’Ospedale Pediatrico Meyer, per parlare di unified communication con l’esame di un progetto reale attuato nella struttura. Infine a Pisa, con Fastweb, sono stati presentati diversi progetti di e-governement.

Una ricerca presso i cittadini
Un’iniziativa integrata con quella di Fondazione Milano e Forum Pa è stata una ricerca condotta da Lorien Consulting, un istituto che da anni collabora con enti della pubblica amministrazione sul tema della digitalizzazione.
La società ha intervistato un campione di un migliaio di cittadini rappresentativo della popolazione italiana e compiuto dei “carotaggi” nelle aree delle città coinvolte nel Cammino. Richiesti di indicare su quali valori le Pa dovrebbero puntare maggiormente, il 65,6% degli intervistati ha risposto “trasparenza verso i cittadini”. Al secondo posto è uscita la “semplificazione” (30%), seguita dal “merito” (27%) e dalla “partecipazione dei cittadini” (26%). L’innovazione e la digitalizzazione sono state espresse rispettivamente dal 15% e dal 9,2% degli intervistati. Fra le modalità con cui si è avuto contatto con la Pa negli ultimi mesi, al primo posto continuano a esserci gli sportelli (54,2%), seguiti dagli uffici (43%) e dal telefono (19,9%). Internet viene indicata dal 16,7%, ma è chiaro – come emerge anche dalle videointerviste effettuate dai camminatori (accessibili dal sito) – che questo canale è in forte ascesa e rappresenta una delle tecnologie chiave dell’innovazione Ict. Interessanti le risposte relative alle aspettative verso la Pa in tema di digitalizzazione: il primo posto va alla richiesta di “aiutare i cittadini nell’uso delle nuove tecnologie” (65,6%), mentre subito dietro arriva “Attivare forme di dialogo/ascolto tra Pa e cittadini” (52,2%). Tutto questo porta Antonio Valente, amministratore delegato di Lorien Consulting, a sottolineare che “se il tema della digitalizzazione esiste, non va trasformato solo in un fatto di tecnologia, ma anche in una questione di condivisione della conoscenza”.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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