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Internet of Things: quale futuro ci attende?

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Internet of Things: quale futuro ci attende?

20 Dic 2013

di Annamaria Di Ruscio

Nella società e nelle imprese cresce a ritmi vertiginosi
la diffusione dello Iot. Le aziende vedono la possibilità
di evolvere i prodotti in servizi nonché di innovare e ottimizzare i processi.

Il numero degli oggetti interconnessi tramite Internet è in crescita esponenziale. La tecnologia di connessione prevalente è quella cellulare, per cui ad inizio 2013 gli oggetti risultavano connessi grazie a 370 milioni di Sim M2M, che potrebbero diventare 1,7 miliardi nel 2017. Questa modalità di connessione ha un elevato impatto sull’assetto e sull’evoluzione dei sistemi dell’IoT: oggi si parla soprattutto di tecnologie M2M in quando gli oggetti dialogano tramite rete cellulare, che tuttavia risulta costosa e impatta sul costo del chipset di trasmissione.
Secondo i professionisti del settore e gli analisti di tutto il mondo, con lo sviluppo di modalità di connessione meno onerose e più pervasive in quanto basate su tecnologie short range (tecnologie wireless non basate sulla rete cellulare), si ridurranno i costi di moduli, tariffe e infrastrutture abilitando scenari di utilizzo che oggi non sono nemmeno immaginabili.
Innanzitutto gli oggetti (sensori, videocamere, centrali delle automobili, contatori intelligenti, lampioni della luce ecc.) potranno davvero interfacciarsi tra di loro in modalità orizzontale, mentre oggi con la tecnologia M2M è possibile per determinati oggetti dialogare solo in logica verticale tramite un gateway e una centrale di controllo. Ciò significherà che gli oggetti potranno essere utilizzati da utenti diversi in differenti combinazioni per elaborare informazioni o rilasciare servizi anche in un secondo momento rispetto a quando sono stati installati. In  questo modo, per esempio, un contatore potrebbe fornire informazioni non solo al distributore dell’energia elettrica che lo ha installato, ma anche al produttore degli elettrodomestici presenti nell’appartamento o al titolare dell’utenza. Il mondo degli oggetti interconnessi avrà notevoli impatti sulla vita quotidiana di ognuno, sulle aziende, sulle città, oltre che sugli ospedali, le infrastrutture ecc.

Servizi utili e sistemi di gestione “big data”
Con la crescita della capacità degli oggetti di comunicare tra di loro, il valore dell’IoT si sposterà lungo la catena verso i servizi agli utenti, ovvero non sarà più tanto importante l’oggetto o il device utilizzato, né la modalità di comunicazione prescelta, ma diventerà importante offrire agli utenti applicazioni e servizi utili e interessanti nonché sistemi di gestione della enorme mole di dati che perverranno dall’ecosistema IoT. Sarà sempre più importante che la piattaforma di service e data management a cui sono collegati gli oggetti e dalla quale vengono gestiti, sia uno strumento scalabile e flessibile e permetta l’erogazione di numerosi servizi e applicazioni verticali che operatori terzi, quali Isv e system integrator potranno sviluppare rispetto alle esigenze degli utenti.  
Le piattaforme dovranno dotarsi di funzionalità per la gestione dei big data in logica di business analitycs al fine di offrire al cliente funzionalità avanzate di repository, indicizzazione e storicizzazione dei dati, funzionali all’effettuazione di analisi predittive e degli scostamenti.
Oggi a livello mondiale si stanno sviluppando numerose piattaforme, erogate generalmente in cloud, alcune nate direttamente dai fornitori di device per la loro gestione (piattaforme di device management), altre nate dai carrier per gestire il monitoraggio delle Sim (piattaforme di connectivity management); altre invece sono evolute velocemente in logica di gestione dei servizi e delle applicazioni e che hanno nel tempo integrato anche funzionalità delle prime due categorie. Queste ultime sono quelle che stanno raccogliendo maggiore successo di mercato perché sono posizionate sulla parte a valore della filiera d’offerta.
Le piattaforme assumeranno un ruolo cruciale perché sono l’ambito di abilitazione dei servizi e delle applicazioni utilizzabili dagli utenti finali, siano essi utenti business o consumer.

L’ Industrial Internet Fonte: GE Market Insight

Per quanto riguarda i mercati di sbocco dell’IoT, i maggiori analisti sono concordi nell’osservare che a oggi i verticali più sviluppati e in crescita sono quelli dell’automotive e degli smart meter, mentre ci si attende uno sviluppo futuro crescente in ambito e-health, finance, manufacturing, commerciale.
Un altro ambito in forte sviluppo e trasversale rispetto ai diversi verticali è quello delle smart cities che potrebbe dare avvio alla costruzione di reti short range su base urbana, la vera chiave abilitante servizi quali infomobilità e mobilità urbana integrata, gestione intelligente dei rifiuti urbani e illuminazione, logistica delle merci, servizi ai cittadini, controllo e monitoraggio ambientale.

Aziende: evolvere dal prodotto al servizio
Uno degli aspetti più interessanti e in evoluzione dell’IoT è poi quello relativo alle potenzialità di utilizzo da parte delle aziende e del mondo business in generale.
Ad oggi le aziende hanno sviluppato l’utilizzo di alcuni servizi IoT in particolare per l’efficientamento di attività non core: energy management, videosorveglianza e controllo accessi, gestione flotte aziendali. Si sta invece affacciando presso le aziende un altro utilizzo dell’Iot molto più articolato e di impatto sui processi aziendali, ovvero l’utilizzo a supporto dell’evoluzione dei prodotti e dei processi.
Nel primo caso la logica è quella, come sta già succedendo per le automobili, di fare evolvere il prodotto in un servizio per il cliente, sfruttando le capacità di comunicazione e trasmissione dati abilitati dall’Iot. In questo modo un oggetto (per esempio un elettrodomestico) può inviare dati sul suo ciclo di vita al produttore e alla rete di assistenza che può programmare gli interventi, oppure all’utilizzatore che può programmarne l’uso e monitorarne i consumi. Il prodotto venduto e installato potrebbe inviare dati all’azienda, direttamente alla R&D, per realizzare miglioramenti progettuali, ed essere integrato ai sistemi aziendali (demand planning, produzione, contabilità e controllo di gestione).
Nel secondo caso l’IoT può essere di fondamentale importanza per gestire l’innovazione di processo; in questo caso è stato coniato il termine di Industrial Internet (vedi figura) da parte del colosso General Electric che ha già studiato i vantaggi del connubio tra macchinari e impianti, tecnologie digitali e dell’informazione e strumenti di analisi e predittivi applicati alle proprie attività ed effettuato una stima dei risparmi possibili per il comparto industriale in termini di riduzione dei costi di approvvigionamento delle materie prime, di produzione e di distribuzione. Di questi benefici ne gioverebbe anche l’ambiente, in termini sia di riduzione drastica dell’inquinamento, sia di risparmio delle risorse naturali.
Infine, un notevole impatto l’Internet of things lo avrà anche a livello consumer, ovvero sugli utilizzatori finali dei prodotti e degli oggetti. Si prospetta infatti una convergenza tra oggetti intelligenti, smartphone e device indossabili e strumenti social che permetterà all’utente di ricevere informazioni dagli oggetti o inviare istruzioni, dialogare con la rete di assistenza e il produttore nonché scambiare opinioni con altri utenti.  

* Annamaria Di Ruscio è Partner e Direttore Generale di NetConsulting

Annamaria Di Ruscio

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