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Consumabili originali: riduzione dei costi e tutela dell’ambiente

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Consumabili originali: riduzione dei costi e tutela dell’ambiente

04 Nov 2010

di Riccardo Cervelli

Nelle soluzioni di printing viene spesso sottovalutato il problema dei materiali consumabili che invece sono componenti critici di un sistema di stampa. Contrariamente a quanto si pensa, l’utilizzo di prodotti originali riduce i costi e anche l’impatto sull’ambiente (nella foto Marco Lanfranchi, Laserjet e Enterprise solution director Imaging and Printing Group Hp)

I materiali consumabili sono componenti critici di un sistema di stampa. Lo sostiene Hp, che ha recentemente organizzato un tour di tavole rotonde per discutere dell’importanza di utilizzare prodotti originali invece di compatibili o rigenerati da piccole ditte specializzate. “Anche alcuni clienti di Hp – rileva Marco Lanfranchi, Laserjet e Enterprise solution director Imaging e Printing Group Hp italiana – non acquistano materiali di consumo originali perché sono convinti che siano costosi. Ma la realtà è molto diversa”.
Hp investe più di un milione di dollari ogni anno nella ricerca e sviluppo di materiali di consumo per l’imaging e il printing. Da questa attività derivano prodotti studiati su misura per le nuove linee di stampanti laser e inkjet. Ogni singolo componente di una cartuccia interagisce con il sistema di printing nel suo complesso e mira a ottimizzare velocità, qualità di stampa, consumi energetici e impatto ambientale.
“L’ingegnerizzazione di un nuovo toner per stampanti laser – sottolinea Joseph Ziegler, marketing manager Hp Imaging and Printing Group Emea – richiede dai tre ai quattro anni di lavoro”. “Per sviluppare una nuova formula di inchiostro per inkjet – interviene Robert Lados, portfolio manager inkjet in Hp Emea – occorrono invece dai tre ai cinque anni”. Pochi forse sanno che il diametro di una particella di toner è un sedicesimo di quello di un capello umano e che la forza che deve essere esercitata su di essa al momento della stampa è dieci volte quella gravitazionale. Gli ugelli microscopici di una cartuccia inkjet Hp sono realizzati per poter rilasciare fino a 30 milioni di gocce al secondo, mentre la formula chimica dell’inchiostro garantisce la possibilità di produrre 72,9 milioni di diversi colori. Per intuire il legame esistente tra il materiale consumabile originale e la stampante per cui è realizzato basti sapere che, in una laser, spiega Ziegler, “le cariche elettriche del tamburo fotosensibile e del rullo di trasferimento, e la temperatura del fuser, sono calibrate sulle proprietà chimiche, elettriche e fisiche delle particelle del toner previsto”.
Hp ha commissionato dei test alla società QualityLogic. Su 168 cartucce rigenerate, 51 hanno mostrato problemi come malfunzionamenti appena installate o prima della scadenza prevista, oppure hanno prodotto stampe di limitata o nessuna utilità. Il 96% delle 24 cartucce originali Hp testate hanno invece permesso di ottenere stampe adatte a tutti gli usi. “Da questi test – sottolinea Ziegler – si deduce che il ricorso a consumabili originali Hp migliora la produttività, riduce i costi e diminuisce l’impatto ambientale della stampa”. Le cartucce inkjet marchiate Hp, invece, hanno dimostrato la capacità di stampare il 34,7% di pagine in più rispetto a quelle ricaricate da fornitori di prodotti compatibili o da servizi di rifillaggio.
Hp ha messo anche in guardia contro il fenomeno della contraffazione. Secondo il vendor, nella regione Emea il numero di pezzi confiscati è raddoppiato nel 2009 rispetto al 2008. Le truffe nel comparto laser sono il doppio di quelle nel settore inkjet.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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