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Automazione dei processi di backup, ripristini veloci e affidabili

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Caso Utente

Automazione dei processi di backup, ripristini veloci e affidabili

10 Lug 2011

di Riccardo Cervelli

Con un numero crescente di server Windows destinati a servizi mission critical, al Cineca hanno sentito il bisogno di automatizzare la creazione di disk image, conservarle centralmente e ripristinarle in modo semplice e rapido anche su hardware differenti. Anche in ambienti virtualizzati. La risposta è stata Acronis Backup & Recovery 10.

Eventi naturali, patch software instabili, attacchi con malware. Possono essere diverse le cause impreviste di danni ai dati e alle applicazioni residenti sui server che conducono alla necessità di ripristinare lo stato precedente di questi ultimi sugli stessi sistemi o su nuove macchine con hardware differenti o addirittura virtuali. Al Cineca di Casalecchio di Reno (Bo), il consorzio interuniversitario per l’high performance computing (Hpc) e per la fornitura di soluzioni e servizi It alle amministrazioni universitarie, e che costituisce il maggiore centro di calcolo nazionale e uno dei maggiori al mondo, da anni hanno standardizzato il backup e il disaster recovery dei sistemi mission critical Windows sulle soluzioni di Acronis, vendor di software per lo storage con sede a Burlington nel Maryland. La scelta consente al Cineca di garantire ai propri utenti – che oltre a una cinquantina di università comprendono anche l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) – la gestione quotidiana di processi quali la contabilità, il supporto alla ricerca e alla didattica, i servizi agli studenti, la realizzazione e la gestione di portali Web e così via. Di recente, un salto di qualità nella predisposizione di queste misure di disaster recovery, ma non solo, è stato effettuato con l’implementazione estensiva della famiglia di prodotti Acronis Backup & Recovery 10 su un elevato numero di sistemi basati sui sistemi operativi Windows Server 2003 e 2008.

Un’eccellenza fra le istituzioni pubbliche italiane
Un po’ di storia per comprendere l’importanza del Cineca (presieduto oggi dal professor Emilio Ferrari, pro-rettore dell’Università di Bologna) per il mondo della ricerca e dell’educazione superiore in Italia e la sua eccellenza nel panorama delle istituzioni pubbliche. Il Consorzio viene fondato nel 1967 dalle Università di Bologna, di Padova, di Firenze e dall’Istituto Universitario di Economia e Commercio e di Lingue e Letterature Straniere di Venezia (che più tardi diventerà l’attuale Università Ca’ Foscari) e diventa operativo nel 1969. Nel corso dei decenni successivi il numero di atenei consorziati cresce costantemente e negli anni Novanta ne diviene membro anche il Cnr, il principale ente di ricerca pubblica italiano. Le adesioni, motivate soprattutto dall’autorevolezza e dall’innovazione che l’istituzione dimostra di possedere e fornire, continuano ad aumentare anche nel presente. Nella prima metà di quest’anno, per esempio, sono entrate a far parte del consorzio anche le Università del Sannio e della Basilicata e l’Università Roma 3. Grazie anche a queste new entry, sottolineano all’ente, oggi il Cineca associa più della metà delle università italiane afferenti alla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui).
Cosa mette a disposizione il Cineca al settore della ricerca e dell’università italiano, ma alla fin fine non solo? L’offerta più nota è forse quella delle risorse di calcolo ad alte prestazioni, costituite in particolare da due sistemi: un Ibm P575 Power 6 (nome in codice presso il Cineca: Sp6) e un sistema Ibm Blue Gene/P. Con il supporto delle risorse Hpc del Cineca, recentemente l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale ha sviluppato un nuovo servizio operativo di previsione dello stato biogeochimico del Mar Mediterraneo che afferisce al network europeo MyOcean, un sistema di monitoraggio e previsione dello stato dei mari di cui Ogs fa parte assieme a 61 istituzioni in 29 paesi diversi.
Di rilievo è anche il progetto U-Gov, varato nel 2005 con l’obiettivo di ridurre la complessità dei sistemi informatici per il governo e la gestione dell’organizzazione universitaria, semplificando l’infrastruttura tecnologica e applicativa e la gestione dei processi amministrativi, inclusi quelli svolti nelle segreterie, punti nodali e fondamentali del nostro sistema universitario. Il bilancio 2010 delle attività a supporto alle amministrazioni universitarie fornite da Cineca ha contemplato quanto segue: circa 1.355.000 studenti sono stati amministrati utilizzando applicativi Cineca/Kion; U-Gov Catalogo e Valutazione Ricerca ha gestito oltre 910.000 prodotti, il software Cia (Contabilità Integrata di Ateneo) ha gestito 1.500.000 mandati di pagamento e più di 840.000 reversali di incasso; Csa (Carriere e Stipendi di Ateneo) ha mantenuto costante il carico annuale di attività, con più di 2 milioni di cedolini elaborati; i report eseguiti dal sistema di business intelligence sono triplicati e si attestano intorno a 350.000 unità. La roadmap di U-Gov per il 2011 prevede l’implementazione di nuove funzionalità e l’evoluzione e il miglioramento continuo di quanto già realizzato.

L’apporto di Acronis
Come si arriva ad Acronis nell’istituzione con sede a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna? Ce lo spiega Stefano Milan (nella foto), system administrator del Cineca, partendo dallo scenario di fondo. “Dal 2001 è iniziato ad aumentare l’utilizzo di server basati sul sistema operativo di Microsoft per erogare i servizi più critici. Questo ci ha portato ad affrontare due problemi. Il primo era costituito dalle modalità per ripristinare in tempi brevi i sistemi, mentre il secondo era rappresentato dalla necessità di effettuare in modo più rapido possibile il deployment di server, in un primo momento, e successivamente anche quello di postazioni di lavoro. Alcuni anni fa – prosegue Milan – abbiamo quindi effettuato una selezione di possibili soluzioni e abbiamo scelto True Image 7.0 di Acronis, inizialmente su un numero limitato di macchine e poi su una quantità continuamente crescente”.

Non si può mai essere sicuri
La decisione di adottare una piattaforma in grado di effettuare anche ripristini d’emergenza, risale al 2002. “In quell’anno – continua Milan – si verificò un’alluvione che causò un allagamento nella sala macchine. Per fortuna la conseguenza fu solo una momentanea interruzione dell’alimentazione elettrica, mentre i sistemi non vennero intaccati; ma l’avvenimento ci rese consapevoli che non si può mai essere sicuri e che occorre disporre di qualche ‘parafulmine’”. Al di là degli effetti di eventi naturali, secondo Milan sono anche altre le possibili motivazioni di compromissioni al funzionamento di una macchina. “Per esempio – continua il system administrator del Cineca – può succedere un guasto hardware, oppure che una patch software entri in conflitto con le applicazioni installate su un server. Non è detto che sia sufficiente disinstallare la patch affinché tutto ritorni a funzionare come prima. Oppure un sistema può essere infettato da un virus”.
Quando è stata lanciata la suite Acronis Backup & Recovery 10, il Cineca ha deciso di adottare le soluzioni di Acronis anche per il disaster recovery. “Oggi stiamo portando su Abr 10 tutte le macchine Windows su cui risiedono servizi critici. Tutte le immagini vengono centralizzate su file server su cui sono installati i licence server e i management server di Acronis Backup & Recovery 10. In questo modo abbiamo sempre disponibili le immagini più recenti. Grazie alla funzionalità Pre-boot Execution Environment qualora sorgesse la necessità del ripristino di un’immagine, possiamo effettuarlo in tempi brevi anche senza recarsi fisicamente fino alla macchina interessata. Si tratta una buona soluzione che ho personalmente testato”.
Tra i moduli particolarmente utili di Acronis Backup & Recovery 10 il system administrator del Cineca segnala Universal Restore: “Funziona bene per clonare macchine su sistemi differenti. In un giorno abbiamo clonato così due macchine critiche”. Possono esserci diverse ragioni perché divenga utile poter replicare un’immagine di un server su una macchina con una configurazione hardware diversa: una è sicuramente quella in cui un sistema ormai datato ha subìto un irreversibile guasto hardware. Abr 10, inoltre, è apprezzato al consorzio interuniversitario anche per il suo supporto agli ambienti virtualizzati. Dall’Update 2 della versione 10, rilasciata a metà 2010, Acronis Backup & Recovery è certificata per la piattaforma VMware e si fregia del bollino VMware Ready. “Da un anno – spiega Milan – abbiamo introdotto la virtualizzazione VMware e abbiamo trovato che è completamente compatibile con le immagini Tib [Tib è il formato di file delle immagini generate dai programmi Acronis, ndr]. Inoltre abbiamo trovato la documentazione fornita da Acronis con i suoi prodotti adeguata”. Facilità d’uso, automazione dei processi di backup, ripristini veloci e affidabili senza necessità di reboot, gestione avanzata e centralizzata, materiale di supporto dettagliato, sono tutti elementi che permettono ai tecnici del Cineca di operare in modo autonomo ed efficace con le soluzioni Acronis. E di liberare tempo da dedicare ad attività più strategiche della creazione e ripristino di copie o della clonazione di server e nuove postazioni di lavoro.

Riccardo Cervelli
Giornalista

57 anni, giornalista freelance divulgatore tecnico-scientifico, nell’ambito dell’Ict tratta soprattutto di temi legati alle infrastrutture (server, storage, networking), ai sistemi operativi commerciali e open source, alla cybersecurity e alla Unified Communications and Collaboration e all’Internet of Things.

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