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Anche per il legislatore sono anni green

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Anche per il legislatore sono anni green

30 Set 2008

di Marco Maglio

È degli ultimi anni un’attenzione e una sensibilità da parte del legislatore per i temi della tutela ambientale e del risparmio energetico. Senza dimenticare la sicurezza nell’uso delle tecnologie e lo smaltimento corretto dei rifiuti. Ma accanto alle sanzioni sarebbe utile considerare, nella normativa, anche gli incentivi, per premiare i comportamenti virtuosi in tema green

Se dovessi sintetizzare lo stato dell’arte in materia di Green IT e diritto, si potrebbe dire che da alcuni anni l’attenzione del legislatore per i temi ambientali è alta: ormai ogni norma che abbia un possibile impatto con l’ambiente e con la tutela della salute contiene spunti e previsioni legate all’ecologia. Il verde – si potrebbe dire – è un colore di tendenza nell’attuale stagione normativa ed anche le leggi tendono ad abbellirsi con tocchi da raffinati ecologisti, spesso più esteriori che sostanziali.
È indubbiamente vero che da diversi decenni il tema della tutela dell’ambientale e della responsabilità d’impresa occupa una posizione centrale nei dibattiti dell’opinione pubblica. Ma è solo negli ultimi anni che la preoccupazione generale per i temi della tutela ambientale e del risparmio energetico ha trovato spazio nei codici e nelle raccolte di leggi.
Nel corso del tempo sono state emanate norme di settore che tutelano la sicurezza e la salute individuale e collettiva rispetto a determinate attività umane. Nell’aprile 2006 è stato emanato un Codice dell’Ambiente (d.lgs 152/2006) che nei suoi 318 articoli, semplifica, razionalizza, coordina e rende più chiara la legislazione ambientale in materia di difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall’inquinamento e gestione delle risorse idriche; gestione dei rifiuti e bonifiche; tutela dell’aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; danno ambientale.
Va aggiunto che non esistono leggi specifiche dedicate alla tutela ambientale in relazione al settore dell’IT. Ma le regole generali fissate dal legislatore per la protezione dell’ambiente e per la riduzione dei consumi energetici trovano un loro naturale ambito di applicazione nella progettazione e nella gestione delle risorse informatiche.
Oltre alle norme di tutela ambientale c’è poi un altro importante settore normativo che è rilevante per il green IT: le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro che oggi sono contenute nel Testo Unico emanato nell’aprile 2008 (D.Lgs 81/2008).
Così, quando si progetta una struttura informatica, non importa se di piccole o grandi dimensioni, occorre prestare attenzione al rispetto delle norme sulla sicurezza ambientale da una parte e di tutela della salute dei lavoratori dall’altro.
Per fare le cose rispettando le regole, quindi, chi progetta un sistema informatico e chi lo utilizza dovrà quindi rispettare non solo i criteri normativi in tema di sicurezza delle persone che frequentano luoghi di lavoro ma anche le norme che incentivano il risparmio energetico e lo smaltimento corretto dei rifiuti.
Sotto questo profilo, volendo dare alcuni riferimenti pratici essenziali, occorre ricordare che particolare attenzione è dedicata dal legislatore al tema dello smaltimento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche che solitamente vengono identificate dall’acronimo RAEE.
In particolare le direttive europee 2002/96/CE e 2003/108/CE, prevedono che i produttori, gli importatori e i rivenditori con proprio marchio di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche sono responsabili della gestione dei prodotti che distribuiscono e vendono anche nella fase di smaltimento. Se ci fate caso gli imballaggi degli apparecchi elettronici, contengono un simbolo (il cassonetto barrato) proprio per informare che il prodotto dopo l’uso non deve essere gettato via, ma affidato al chi può garantirne il corretto smaltimento che secondo la normativa è il soggetto che ha venduto il prodotto. Il venditore infatti è obbligato a ritirare l’apparecchio vecchio, aggiungendo al prezzo un contributo che va sotto il nome di EcoContributi per il RAEE, e deve conferirlo a un consorzio RAEE. A sua volta quest’ultimo provvederà a smontare l’apparecchio, ne suddividerà le componenti, riciclerà sostanzialmente tutte le componenti plastiche e metalliche, rispettando ogni cautela di sicurezza così da evitare dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente e, soprattutto, facendo in modo di recuperare i metalli preziosi che gli apparecchi elettronici contengono.
Con la normativa RAEE applicando i principi fissati dall’Unione Europea, secondo la quale “chi inquina paga”, i produttori devono provvedere e sopportare i costi per il riciclaggio. Gli utilizzatori di prodotti informatici quindi sono tenuti a collaborare per garantire il corretto smaltimento dei rifiuti tecnologici e per lo smaltimento dei materiali obsoleti.
Per quanto riguarda invece la tutela della salute dei lavoratori che utilizzano sistemi informatici, il green IT richiede che il datore di lavoro gestisca in modo adeguato il cosiddetto rischio elettrico. Deriva dagli effetti e dai danni che la corrente elettrica può produrre sul corpo umano sia per azione diretta che per azione indiretta (conseguenza dell’arco elettrico che si genera, sia a causa di un corto circuito, sia a causa dell’interruzione con mezzi impropri di circuiti con forti correnti).
Esistono norme specifiche che regolamentano l’uso di strumenti informatici garantendo la corretta gestione di questi rischi. In particolare l’uso corretto del computer seguendo semplici regole non è solo un accorgimento individuale da parte del singolo lavoratore, ma è diventato obbligatorio per chi passa la sua giornata davanti al videoterminale. Una specifica normativa detta le istruzioni per l’uso del videoterminale in tutti gli uffici pubblici che privati e adeguarsi a tale regole è obbligatorio per ogni datore di lavoro.
Molta strada ancora è da percorrere per giungere ad un vero e proprio codice sistematico del Green IT ma esistono già oggi i principi generali che permettono di sanzionare chi, gestendo un sistema informatico, non si preoccupa di tutelare adeguatamente la salute degli utilizzatori e la tutela dell’ambiente circostante. L’auspicio è che il legislatore, accanto alle sanzioni per punire i comportamenti dannosi, scopra l’utilità dei premi (magari sotto forma di sgravi fiscali) da riconosce alle imprese che responsabilmente si fanno carico di adottare ogni cautela per prevenire conseguenze dannose, per le persone e per l’ambiente, legate all’uso degli strumenti informatici.

*Marco Maglio è avvocato e presidente del Giurì per l’Autodisciplina nella comunicazione commerciale interattiva

Marco Maglio

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