Product Data Management: che cos’è e a cosa serve

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Product Data Management: che cos’è e a cosa serve

Il Product Data Management è il software che sta diventando un fulcro di sempre maggiore importanza tra amministrazione e ufficio tecnico: i flussi e le convenzioni per rendere più semplice il colloquio tra questi due mondi.

20 Giu 2022

di Pablo Cerini

La gestione della produzione ha sempre avuto bisogno di organizzare e controllare le informazioni correlate al processo che porta al prodotto finito, qui entra in gioco il PDM, software per il Product data management. Queste informazioni sono, infatti, estremamente eterogenee e spaziano dagli schemi di progettazione fino alla distinta base delle materie prime. La valutazione di queste informazioni esercita un contributo fondamentale nel determinare il costo di produzione dei prodotti finiti o dei semilavorati.

Spesso, però, i valori relativi alle materie prime in distinta base si trovano immagazzinati nelle tabelle del gestionale ERP dell’azienda, e diventa macchinoso mapparle sulle entità di progettazione impiegati dagli ingegneri dell’ufficio tecnico nel software CAD. Nasce perciò l’esigenza di un anello di congiunzione tra i due mondi, che aiuti a riconciliare i dati contenuti nel gestionale ERP con i processi di progettazione lato CAD: questo è il compito del software PDM, ossia appunto dedicato al Product Data Management.

L’obiettivo del PDM è tenere traccia di tutte le modifiche avvenute alle informazioni relative a un prodotto, siano essi dati di una materia prima o correzioni a uno schema di progettazione.

Differenza tra PDM e PLM

Spesso si crea una certa confusione tra il PDM e un software ad esso strettamente correlato: il PLM, ossia il software che si occupa del Product Life Management. Queste due tipologie di programmi non sono da considerarsi in contrapposizione tra di loro: il PLM è un software evoluto di gestione che utilizza tra i suoi strumenti anche il PDM.

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Il PDM si può perciò considerare un componente di una soluzione PLM. La differenza fondamentale è che, mentre il PDM è uno strumento con lo scopo specifico di conciliare i disegni di progettazione con le informazioni relative alla produzione (distinta base, cicli di lavorazione), il PLM è uno strumento di più ampio respiro, il cui obiettivo è gestire tutte le fasi di sviluppo di un prodotto, a partire dalla progettazione fino all’assemblaggio. A causa dell’impiego di sistemi CAD nella fase di progettazione, ormai è quasi impossibile per un’azienda strutturata fare a meno di un sistema PDM, che diventa indispensabile per organizzare ed evitare la corruzione del flusso di informazioni proveniente dal software di progettazione.

L’adozione di una soluzione PLM, invece, spesso dipende dalle dimensioni dell’azienda, che deve disporre delle risorse per la configurazione e la manutenzione di una suite software più corposa, e anche dall’effettivo margine di ottimizzazione del processo di ingegnerizzazione, che deve essere tale da giustificare l’investimento nella soluzione PLM.

Product Data Management e applicazioni ERP

Uno degli obiettivi principali dell’ottimizzazione del processo di produzione è ridurre il time-to-market e i costi aggiuntivi dovuti a ritardi e rilavorazioni. Per raggiungere questo scopo, uno dei prerequisiti richiesti è l’integrazione tra PDM e gestionale ERP, in modo da garantire la sincronizzazione tra i disegni di progettazione, la distinta base, e i cicli di lavorazione.

Data la complessità raggiunta dai sistemi ERP, questa integrazione deve essere bi-direzionale, ossia l’ERP deve essere in grado non solo di ricevere passivamente informazioni esportate dal software CAD tramite il PDM, ma anche di comandare modifiche sulla distinta base impiegata nella progettazione.

Questo è un fattore cruciale nell’ottimizzazione, soprattutto di produzioni complesse di tipo ETO (Engineer To Order). In questi scenari bisogna essere certi che l’integrazione tra i diversi software poggi su basi performanti e consolidate, costituite da API testate e aggiornate, o da connettori proprietari frutto di una collaborazione tra gli ISV coinvolti. L’aggiornamento in tempo reale delle informazioni tra i diversi sistemi sarebbe da preferire, anche se nei frequenti scenari ibridi spesso si è costretti ad appoggiarsi a schedulazioni su tabelle di frontiera, dove la sincronizzazione dei dati rimane in ritardo di qualche ora rispetto alla situazione reale.

Infatti, dove si ha una situazione in cui il gestionale ERP è un SAAS in cloud, mentre i CAD di progettazione sono ancora installati on premise, diventa complesso gestire la connessione in tempo reale tra i vari sistemi, ottenibile solo a fronte di investire in gravose API asincrone.

Integrazione con l’archiviazione documentale

Con la fattura elettronica, tutti i processi aziendali tendono a convergere alla semplificazione del documento da inoltrare allo SDI. Questo significa che le informazioni associabili ai Tag XML della fattura elettronica e gli allegati rilevanti (ad esempio, i disegni tecnici) vengono convogliati verso procedure di compilazione automatica. Esse sgravano sempre di più gli utenti da laboriose sessioni di data entry. Sessioni complicate poi dall’obbligo di rispettare i rigidi criteri di popolamento della Pubblica Amministrazione.

Le soluzioni PDM tendono, perciò, a prevedere sempre maggiormente un’interfaccia con la soluzione di archiviazione documentale, quando addirittura non ne propongano una interna al modulo. Il PDM tiene sempre più in considerazione le esigenze dettate dalla Pubblica Amministrazione. Il fine è che il processo di progettazione sia predisposto a produrre una documentazione finale che non richieda successive elaborazioni per essere resa conforme.

Numerosi PDM si prendono oggi in carico l’intero processo di archiviazione documentale. Così si ottimizzano al massimo il consolidamento delle informazioni e la normalizzazione dei parametri che potrebbero poi confluire nei formati XML richiesti dalle interfacce SDI o EDI.

Pablo Cerini

Giornalista

Sviluppatore software, cresciuto nel mondo ERP, ma appassionato del mondo DEV a 360°. Affascinato dalla statistica e dal machine learning, con un chiodo fisso per le candele giapponesi

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