Accenture lancia il Twin banking, dove digitale e sostenibilità sono complementari per lo sviluppo | ZeroUno

Accenture lancia il Twin banking, dove digitale e sostenibilità sono complementari per lo sviluppo

pittogramma Zerouno

Attualità

Accenture lancia il Twin banking, dove digitale e sostenibilità sono complementari per lo sviluppo

Le banche potranno guidare la ripresa in Italia e in Europa se sapranno intraprende la Twin Transformation, un percorso destinato a creare valore per il sistema finanziario, i cittadini e le imprese, basato su una trasformazione al tempo stesso digitale e sostenibile, in parte avviata ma che richiede un’accelerazione. Questi temi sono stati al centro dell’VIII edizione della Accenture Banking conference, occasione di confronto fra importanti protagonisti del sistema bancario e finanziario, a partire dall’indagine “Twin Banking: opportunità e prospettive del banking all’intersezione tra tecnologia e sostenibilità”.

18 Mag 2021

di Elisabetta Bevilacqua

Un’analisi di carattere generale realizzata da Accenture all’inizio dell’anno a livello europeo aveva già evidenziato che le aziende che sapranno accelerare la transizione al digitale e alla sostenibilità potranno uscire più forti dalla crisi del Covid-19. Lo studio evidenziava come le aziende avanzate nell’adozione del digitale e capaci, al tempo stesso, di mettere in campo azioni di sostenibilità avessero probabilità due volte e mezzo maggiori rispetto ad aziende tradizionali di essere “leader di domani”, riuscendo ad uscire più rapidamente dalla crisi. “La sostenibilità sarà il digitale del futuro”, ha affermato Julie Sweet, CEO Accenture, in apertura dell’VIII edizione, della Accenture Banking conference.

Secondo la survey europea Twin Banking: opportunità e prospettive del banking all’intersezione tra tecnologia e sostenibilità, presentata da Massimiliano Colangelo, Financial Services Lead, Accenture Italia, il settore bancario sta attraversando un momento di grande cambiamento, caratterizzato dall’aumento di M&A, prevalentemente di tipo trasformativo e non solo dimensionale, tendenza all’insourcing, da crescente specializzazione, con grandi opportunità di collaborazione fra banche. In questa fase “l’innovazione è una promessa da mantenere”, che può contare su grandi margini di miglioramento. Le banche italiane investono solo il 2% in R&D a fronte di altri settori che presentano un impegno ben superiore come, per esempio, i macchinari (12,5%), automobilistico (10,5%), IT e software (7%).

“La chiave per il successo deriverà soprattutto dalla sostenibilità degli investimenti in tecnologia per la valorizzazione del dato, alla base della riqualificazione delle persone”, ha sostenuto Colangelo che assegna un ruolo importante dell’augmented humanity (basata sulla collaborazione fra persone e macchine) che potrà essere responsabile di un incremento di produttività del 40% e di modelli di aumento delle competenze, utile per lo sviluppo di nuovi servizi (fabbriche dei prodotti) che contribuiranno al 60% dei ricavi.

La twin bank opererà in un framework che presuppone nuovi centri di competenza, specializzazione e, al tempo stesso, la creazione di un ecosistema federato.

“Il ruolo della banca non sarà solo rispondere a un’esigenza istantanea ma costruire un progetto con il cliente come coaching e advisor – evidenzia Colangelo – La banca si dovrà a sua volta trasformare non solo per essere sostenibile essa stessa ma anche per aiutare i clienti ad essere ESG (Environmental Social and Governance) sustainable”.

Il punto di vista delle banche: dalla pandemia all’attenzione per innovazione digitale e sostenibilità

“Il 2020 ha visto una storia eccellente sia per le banche sia per le imprese che si sono sostenute reciprocamente”, ha esordito Stefano Barrese, Responsabile della Divisione Banca dei Territori, Intesa Sanpaolo, sottolineando che tutto ciò è stato reso possibile grazie agli investimenti nella digitalizzazione e alla scelta di integrare i canali che ha consentito nel momento del lockdown di fornire supporto. Alcuni esempi: il 10% degli atti di vendita sono stati realizzati online, i gestori sono riusciti a fare offerte a distanza, sono stati concessi 150 miliardi di euro nel 2020 di prestiti Covid senza accesso alle filiali. Oggi la banca punta alla sostenibilità ambientale accompagnando anche i cittadini in questa direzione con una “spinta gentile”.

Digital event, 23 giugno
Forum PA > La rivoluzione della sostenibilità e lo sviluppo tecnologico che la rende possibile
Logistica/Trasporti
Smart Mobility

Banca Mediolanum fin dalla sua origine ha puntato sul digitale e sulle persone, come ha sottolineato l’Amministratore Delegato, Massimo Doris: “Prima del lockdown già il 70% dei contratti era realizzato in digitale: è stato facile passare al 100%; il digitale ha salvato sia la banca sia i clienti che hanno potuto continuare a fare le loro operazioni”. Per quanto riguarda l’attenzione alla sostenibilità, Mediolanum non la considera limitata all’ambiente ma la estende anche all’attenzione al benessere dei dipendenti, oltre agli investimenti fondi ESG da parte dei clienti anche se il 70% non davvero sa cosa siano.

Gli italiani fanno attenzione al tema della sostenibilità anche se pochi conoscono il significato di ESG, replica Elena Goitini, Amministratore Delegato, BNL e Responsabile Gruppo BNP Paribas per l’Italia: “Prodotti e servizi si equivalgono la parola chiave è accompagnamento del cliente che parte dalla presa di consapevolezza, mentre da parte della banca serve capacità di ascolto, uso dei dati, personalizzazione”, aggiunge. La twin bank nel cloud deve avere la capacità di riuscire a sfruttare meglio i dati, non tanto in termini di accessibilità ma di integrazione con algoritmi aiutano la banca ad accontentare meglio i clienti e integrare il dato nella proposizione di valore.

Innovazione e digitale, motori del cambiamento per il Paese

Banca d’Italia è attenta ai cambiamenti e “tifa per l’Italia”, ha affermato Alessandra Perrazzelli, Vicedirettrice e Deputy Governor, ricordando il recente lancio dell’Innovation Hub della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) con l’obiettivo di mettere in luce le potenzialità delle nuove tecnologie nel dare una risposta ad alcune delle sfide più impellenti nell’ambito della finanza verde e sostenibile, con l’obiettivo di unire accademia, industria e banking. “C’è un fermento in Italia che ha bisogno di fare sistema e farsi conoscere all’estero – ha aggiunto focalizzando l’attenzione alle PMI – È importante mantenerle in salute, favorire l’uso della tecnologia per aiutarle a diventare più efficienti e a unire le forze”.

“Per ironia della sorte la pandemia ci ha aiutato a comprendere quanto sia importante avere le dimensioni necessarie per poter fare investimenti e avere le competenze che servono per cogliere le opportunità che l’innovazione tecnologica offre per seguire meglio i nostri clienti, anche in prospettiva futura”, ha detto Paolo Bertoluzzo, Group CEO, Nexi, sottolineando che il fenomeno ESG è esploso durante la pandemia spinto dai mercati finanziari.

Lo conferma Giovanni Sandri, CEO Italy, BlackRock che controlla 9mila miliardi di dollari di risparmi delle famiglie, ricordando l’ormai famosa lettera del CEO Larry Fink: “Il mondo degli investimenti tiene conto delle opportunità e del rischio. Va considerato il rischio climatico come rischio di impresa, il rischio fisico dei cambiamenti climatici, il rischio trasformazionale, da una economia ad alto consumo di fossili a zero”. Il compito degli investitori oggi, con un’economia prevalentemente brown è aiutare le aziende ad evolvere, non solo puntando sulle imprese green, ma aiutando anche il brown a evolvere.

Dall’Accenture Banking conference, emerge che la pandemia ha accelerato la consapevolezza della necessità di convergenza fra sostenibilità e digitale ma ha anche accentuato i gap presenti. “L’Italia è ancora arretrata su questo percorso ma come sappiamo è capace di maturare rapidamente con salti quantici”, conclude con un certo ottimismo Colangelo, confortato anche dalle testimonianze del mondo bancario e finanziario. Ora è il momento di passare dalla consapevolezza ai fatti.

Elisabetta Bevilacqua

Giornalista

Sono attiva dal 1989 nel giornalismo hi-tech, dopo esperienze in uffici studi di grandi gruppi e di formazione nel settore dell’informatica e, più recentemente, di supporto alle startup. Collaboro dal 1995 con ZeroUno e attualmente mi occupo soprattutto di trasformazione digitale e Industry 4.0, open innovation e collaborazione fra imprese e startup, smart city, sicurezza informatica, nuove competenze.

Argomenti trattati

Approfondimenti

Settore Finance

Articolo 1 di 5