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Onboarding dei clienti, così funziona la soluzione di CharryChain

DKYC è un’applicazione, che sfruttando blockchain e smart contract, permette uno scambio sicuro, trasparente e inalterabile tra fonti di dati possedute da operatori tra loro indipendenti, lasciando all’utente il pieno controllo del flusso, come richiede il GDPR

13 Ago 2021

di Redazione

Realizzata per ottimizzare l’onboarding e la conoscenza dei clienti, CherryChain, ha sviluppato DKYC che è, un’applicazione, che sfruttando blockchain e Smart contract, permette di far risparmiare tempi e costi rispetto ai tradizionali processi di apertura di nuovi rapporti. Protagonista del progetto dal titolo CherryChain – Distributed Know Your Customer DKYC (risultato finalista ai Digital360 Awards 2021 per la categoria Soluzioni B2b e di eSupply Chain) questa soluzione grazie a uno scambio sicuro, trasparente e inalterabile tra fonti di dati possedute da operatori tra loro indipendenti, lascia all’utente il pieno controllo del flusso, come richiede il GDPR.

Chi è CherryChain e quale ruolo ha

CherryChain è un start-up innovativa che propone tecnologie Fintech per semplificare e rafforzare la relazione digitale salvaguardando il tempo di utenti, imprese e PA; fanno parte della sua compagine sociale Dolomiti Energia, Volksbank, Dettaglianti Alimentari Organizzati (DAO) e Bit4Id Group.

In un settore in espansione dove le aziende, non solo quelle finanziarie, cercano soluzioni per ottimizzare processi di onboarding e conoscenza del proprio cliente, CherryChain propone la Distributed Know Your Customer per far fronte all’aumento dei costi dovuti alla pressante regolazione, come GDPR e antiriciclaggio.

Il problema individuato è duplice, da un lato l’utente deve ripetere diversi inserimenti di informazioni e documenti. Dall’altro, l’operatore che raccoglie i dati, ha l’onere di doverli verificare e aggiornare per un’adeguata dimostrazione di un processo di valutazione dei rischi nella gestione dei rapporti e dei dati acquisiti sul cliente.

L’applicazione

La applicazione consiste in un servizio basato su una esperienza digitale fluida e sicura per gli utenti che ottengono consapevolezza dei propri dati custoditi presso gli operatori e che li possono riusare per identificarsi, aprire e gestire contratti a distanza, nonché aggiornare le proprie informazioni in pochi click.

L’applicazione è stata implementata per essere validata tramite la SandBox organizzata dal Cetif, Intesa (gruppo IBM) e CherryChain con la partecipazione dei regolatori Banca D’Italia e IVASS ed il coinvolgimento di una rete di 14 realtà italiane, tra Banche, Utility, Istituti di pagamento e Agenzie della Pubblica Amministrazione.

I vantaggi

I principali benefici ottenuti dagli operatori e dagli utenti che l’hanno provata per 3 mesi sono stati: semplificazione nell’onboarding sia lato utente finale che utente del back-office; aumento di fiducia nella generazione di rapporti digitali tra utenti e operatori a distanza; maggiore consapevolezza dell’utente dei propri dati custoditi presso gli operatori; generazione di un nuovo modello di ricavi basato sulla trasformazione del risparmio dei costi e dei tempi di onboarding e KYC in un sistema di incentivo e di remunerazione.

Attraverso la DKYC si produce un efficientamento nella validazione degli attributi di identità che l’operatore riceve. Questo grazie al protocollo blockchain e agli smart contract che tracciano e regolano lo scambio certificando la provenienza del dato e del livello di validazione corrispondente alla qualità del processo di KYC effettuata dagli operatori che l’utente ha autorizzato a condividere. In questo modo ogni attributo o documento di identità è accompagnato dal suo livello di validazione perché l’operatore possa acquisirlo e adeguatamente gestirlo in base al suo grado di compliance.

Rispetto ai concorrenti di soluzioni tradizionali e-KYC, CherryChain offre un prodotto verticalizzato che esclude la possibilità di condivisione di scambio oltre il perimetro dell’applicazione usata dall’operatore. D’altra parte, innovative soluzioni analoghe che sfruttano framework decentralizzati sono focalizzate sull’utente che dispone di applicazioni che veicolano i dati posseduti da una unica applicazione (quella utente) a sistemi pronti a ricevere particolari messaggi. Questo impatta sulla predisposizione lato operatore dei propri sistemi.

La DKYC non conserva i dati dell’utente, questi rimangono custoditi presso le anagrafiche degli operatori che li rendono disponibili tramite servizi sicuri (API) supportati e tracciati da un protocollo blockchain e una business logic controllata nello scambio tramite smart contract in una rete di nodi posseduti da ciascun operatore, riducendo l’impatto sui sistemi già presenti.

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Redazione

Nel corso degli anni ZeroUno ha esteso la sua originaria focalizzazione editoriale, sviluppata attraverso la rivista storica, in un più ampio sistema di comunicazione oggi strutturato in un portale, www.zerounoweb.it, una linea di incontri con gli utenti e numerose altre iniziative orientate a creare un proficuo matching tra domanda e offerta.

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